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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Essere amici

L’amicizia presuppone la sua revoca, non è né un diritto né un dovere. È un fenomeno singolare: una società basa il legame tra i suoi componenti su una vicinanza dovuta a qualcosa di impalpabile, come la simpatia e l’affinità. Essa è la condizione del legame libero tra cittadini.

La vita nell’amicizia è adesso, lo sentiamo senza dovercelo dire. Vale la pena di vivere per questo, perché c’è l’amicizia.

Essa libera la quotidianità dal suo carattere di «compito» e l’esistenza da qualunque sospetto di «doversela meritare».

È la ricompensa dei viventi, che non bisogna aspettare anni o in un’altra vita. In questo senso, proprio oggi, per noi contemporanei è una delle più assurde e anacronistiche manifestazioni.

Ricorda a una società che ne ha completamente smarrito il senso che non c’è un oltre, ma che esso è già qui, che c’è qualcosa che non corrisponde a nessuno scambio equo, è uno spazio della «ingiusta gratuità», ingiusta perché questa non è offerta a tutti.

Nota di Paoblog: Il libro perfetto per uno che sul Blog ha creato la Categoria “Amore, Amicizia e Sentimenti” 😉

Fra i tanti post in merito, ne segnalo uno, dal quale estrapolo un passaggio:

Mesi fa la scomparsa prematura de Il Metallaro mi ha devastato emotivamente e va da sè che ho condiviso questa mia profonda tristezza con gli Amici; a ben vedere ho diffuso tristezza e negatività a piene mani, eppure ho ricevuto supporto, vicinanza, parole, abbracci virtuali e non.

Ho ricevuto Amicizia, Affetto ed Attenzione.

Non esiste l’Amicizia di Facebook, quella di Twitter o quella della vita quotidiana.

Esistono le conoscenze, (siano esse virtuali o reali) più o meno amichevoli ed esistono gli Amici.

E gli Amici non li cancelli con un click, perchè stanno vivendo un momento triste.

La vita non è quella dei reality o quella che vedi in CSI, dove si inzia sempre con persone allegre, belle ragazze, bei ragazzi, sempre in festa.

La vita è anche allegria, talvolta, ma il quotidiano ci riserva problemi, più o meno gravi, ho amici/che che hanno perso il lavoro, c’è quello che fa fatica a fare la spesa, quella che è in difficoltà con l’affitto da pagare, chi vive male la sua solitudine sentimentale, chi vive lutti e malattie.

Sono persone negative?

No, sono Amici in difficoltà e come ben sanno, io ci sono, che sia per condividere una risata, così come delle lacrime. E so che loro ci sono, a prescindere dal mio umore.

Integro infine con quanto scritto da Joan Morris DiMicco, e Barbara Pachter:

Che cos’è in fin dei conti l’amicizia se non la condivisione di interessi, esperienze e amicizie?

Il problema nasce quando si bruciano le tappe e si chiede l’amicizia prima che nasca questo desiderio di condivisione.

A questo punto comunque se la richiesta d’amicizia avviene prima che ci sia un’affinità e una conoscenza consolidata si può tranquillamente ignorare l’invito o lasciarlo in sospeso.

Il galateo lo consente e il rifiutato potrà sempre pensare che la propria proposta sia sfuggita all’interessato (per chi vuole raccontarsela).

Una volta di più, il termine Amicizia si usa a sproposito

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