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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La randagia

di Valeria Montaldi

Pickwick – Pagg. 432 – € 10,90 > lo vendo* ad € 3,50 + spese spedizione

(*) disponibile da metà maggio 2019

Trama: 1494. Nella vecchia casupola annidata fra i boschi di Machod, vive, sola, Britta da Johannes, una giovane, bellissima donna. Sebbene siano in molti a ricevere beneficio dai suoi rimedi erboristici, Britta suscita paura.

La sua solitudine è alleviata dal legame, appassionato e furtivo, con il figlio del castellano. Quando un doloroso avvenimento mette fine alla loro storia d’amore, per Britta comincia una terribile discesa all’inferno.

Maldicenze e calunnie si accumulano contro di lei, fino ad arrivare alle orecchie dell’inquisitore. Il giudizio finale è inappellabile: Britta è una strega e il suo destino è il rogo.

2014. È un gelido mattino di novembre quando Barbara Pallavicini, studiosa di medievistica, raggiunge le rovine del castello di Saint Jacques aux Bois. Lì troverà l’ultimo tassello della sua ricerca, l’iscrizione lasciata da una donna condannata per stregoneria.

Nella penombra del sotterraneo, gli occhi di Barbara incontrano quelli spenti di un cadavere. Atterrita, chiama i carabinieri. Giovanni Randisi, maresciallo del Comando di Aosta, identifica la vittima: è una ragazza del luogo, ossessionata da storie di demoni e malefici.

Le indagini, in lotta contro il tempo, diventano ancora più affannose quando si viene a sapere che la migliore amica della vittima è misteriosamente scomparsa.

Perché una ragazza dedita all’occulto è stata uccisa fra le stesse mura che cinquecento anni prima avevano imprigionato una strega?

Letto da: Paolo

Opinione personale: Questo è il terzo libro che leggo della Montaldi e. così come per le letture precedenti, anche in questo caso è stata una buona lettura, mai noiosa.

L’alternanza fra i fatti del 1494 e quelli attuali del 2014 è gestita in maniera chiara, senza che il lettore si possa confondere.

Della storia in sè non si può dire nulla per non rovinare la lettura, ma è necesaria un po’ di fantasia o di elasticità mentale, per poter gustare al meglio la storia, visto che il passato ritorna nel presente con modalità che il Cicap non gradirebbe. Ma un po’ di fantasia, come detto, aiuta 🙂

Nella mia classifica personale gli assegno un Buono.

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