Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Primo giorno di lavoro e tu che fai?

Prevengo i permalosi che poi forse sono quelli con la coda di paglia.

Non generalizzo, ma racconto un episodio, che però si somma a tanti altri, quindi così come conosco molti giovani che “si fanno il mazzo”, sento anche quelli che raccontano una realta’ dei fatti che va oltre alla mancanza di lavoro per i giovani.

E’ una questione di atteggiamento che secondo me nasce anche da una cattiva educazione familiare che non li prepara ai NO che riceveranno nel mondo reale, ben diverso da quello familiare, spesso troppo protettivo.

leggi: I genitori che dicono (anche) NO, fanno la differenza…

Questo post, quindi, è il seguito naturale di Spiace dirlo, ma certi meritano di restare disoccupati

Sabato sono andato a pranzo nel locale diretto da un amico ed inevitabilmente siamo finiti sul discorso del lavoro e mi diceva che, alla faccia di quelli che dicono che non c’è lavoro, lui ha dei problemi per mancanza di personale e la scorsa settimana aveva fatto 3 colloqui con delle ragazze e ne aveva scelta una, per cui le ha detto di andare lunedì alle 9 in agenzia per firmare il contratto e presentarsi poi al lavoro per le 11.

Lunedì alle 10 ha ricevuto un’email da questa ragazza: “Oggi mi sono alzata con la luna storta, non vengo al lavoro”, ragion per cui lui le ha risposto che su queste basi poteva evitare di andare a firmare il contratto e la risposta è stata: “non ho parole.”

Tu non hai parole? Trovi un’impiego ed il primo giorno non ti presenti perchè hai le palle girate? E siamo a posto così?

Tempo fa un amico che fa in conduttore radiofonico in una nota radio nazionale mi raccontava di come fosse angosciante andare in radio a fare il simpatico tutte le mattine quando sua mamma era in cattive condizioni di salute.

Ed io aggiungo che nonostante i momenti veramente drammatici che ho passato tempo fa, e neanche per pochi giorni, ma per un paio d’anni almeno, tutti i giorni andavo al lavoro e mi guadagnavo lo stipendio.

E di esempi di persone che combattono ogni giorno battaglie ancor più dure e nonostante questo vanno al lavoro, ce ne sono…

Altro che luna storta… 

In chiusura l’amico mi faceva notare come per i lavori tipo quello del lavapiatti trovava solo ragazzi dello Sri Lanka e dintorni, che nessun italiano vuole fare i lavori più umili che, in ogni caso, sono fonte di reddito.

 

3 commenti su “Primo giorno di lavoro e tu che fai?

  1. IlPrincipeBrutto
    4 novembre 2019

    >> per i lavori tipo quello del lavapiatti trovava solo ragazzi dello Sri Lanka e dintorni, che nessun italiano vuole fare i lavori più umili
    .
    E’ una affermazione che mi lascia incredulo e molto arrabbaiato. Fa curiosamente il paio con l’articolo di Erri de Luca di qualche giorno fa:
    .

    .
    Posso solo suggerire una lettura dell’articolo 36 della nostra Costituzione; mi chiedo come sia possibile che si sia arrivati con tanta facilita’ a liquidarlo.
    .
    sicuri si diventa, Ride Slavery

    • paoblog
      4 novembre 2019

      E’ sicuramente vero che i conti devono quadrare in azienda per cui il costo del lavoro ha la sua importanza, ma fino ad un certo punto.

      Per quel che mi riguarda l’affermazione di Erri de Luca è una fesseria, in quanto a quel punto anche pagare per far portare via gli olii esausti invece che sversarli dove capita è autolesionismo.

      Il dipendente deve essere pagato il giusto, a prescindere che sia svizzero, bergamasco o dello Sri Lanka. Ed infatti anche se ogni tanto l’infartuato, pakistano di origine, si lamentava perchè “prendeva poco”, in realtà andava a casa con 1850 € al mese il che a parer mio per le sue mannsioni era un buon stipendio.

  2. IlPrincipeBrutto
    4 novembre 2019

    Mi scuso per il risultato grafico del link. Se il padrone di casa non gradice il risultato (non posso biasimarlo), puo’ rimuovere senza problemi.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: