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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La foresta d’acqua

La tempesta imperversa sul fiume Yoshino, ma la luna illumina la figura di un uomo inghiottito dalle onde. È questo il sogno che tormenta lo scrittore Kogito da quando suo padre è misteriosamente annegato, anni prima, proprio in quelle acque.

Da allora, Kogito ha cercato di affidare alle pagine di un romanzo quel senso di smarrimento che ancora prova, invano.

Finché non si rifà viva sua sorella e lo invita a tornare nella valle natia dello Shikoku: ad attenderlo c’è una valigia contenente alcuni documenti del padre che potrebbero aiutarlo a sciogliere i nodi irrisolti del suo passato e, forse, a porre fine a una crisi d’ispirazione durata troppo a lungo.

Kogito non esita a fare ritorno nel luogo dove è cresciuto. Un luogo che conserva ancora le tracce di un tempo che non esiste più. Qui, sommerso da carte e appunti, cerca di mettere ordine dentro di sé. Ma da solo non può riuscirci.

Ha bisogno di qualcuno che condivida le sue stesse difficoltà e che possa guidare il suo sguardo nella direzione giusta. Ed è nella giovane Unaiko che trova l’aiuto desiderato.

Come lui, l’aspirante attrice nasconde profonde ferite mai rimarginate e sa cosa significhi passare la vita alla ricerca di una chiusura che tarda ad arrivare.

Dopo il loro fortuito incontro, Kogito e Unaiko iniziano a scrivere una complessa sceneggiatura teatrale. Solo unendo le forze potranno ritrovare la linfa creativa necessaria a dar voce a ciò che finora è stato passato sotto silenzio.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 dicembre 2019 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , .
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