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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Vox

di Christina Dalcher

Tea – Pagg. 409 – € 5,00

Trama: Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più.

Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto.

Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne. Limite di 100 parole raggiunto.

Letto da: Paolo

Opinione personale: In occasione dell’uscita di questo libro avevo letto un estratto su Il Libraio e la storia mi era sembrata interessante; successivamente, così come è successo all’amica Michela, ho letto delle recensioni contrastanti che mi hanno fatto mettere il titolo in panchina.

Durante la quarantena, essendo rimasto senza scorte, ho visto che era disponibile a 5 €, ragion per cui il basso prezzo mi ha spinto all’acquisto, visto che sbagliare libro spendendo poco, è fattibile; diverso sarebbe al prezzo di 19 €.

Nota a margine: A fine marzo una nuova legge ha ridotto il limite degli sconti dal 15% al 5% con lo scopo di favorire i lettori confidando su una riduzione del prezzo di copertina da parte degli editori. Per ora non è successo ed visto che troppi titoli veleggiano fra i 18 ed i 20 € e più, per i forti lettori le cose si complicano.

Torniamo a Vox. Chi mi legge abitualmente sa che leggo solo di sera, prima di dormire, e queste 400 pagine le ho bruciate in soli 4 giorni, complice anche il fatto che non potendo andare al lavoro, non mi devo alzare alle 6. Meno male, perchè la storia mi ha catturato.

Chi mi conosce sa che parlo poco con molti e molto con pochi, per cui questo limite di 100 parole al giorno certe volte  mi farebbe comodo, ma come opzione e non come obbligo, peraltro fisicamente doloroso se superato.

Essendo un Ometto, ma non maschilista e, anzi, con il mondo femminile come principale interlocutore, sia in ambito lavorativo sia personale, va da sè che mi sono sentito molto vicino a Jean che unitamente a tutte le donne soffre di questa folle limitazione.

Il libro mi è piaciuto e nella mia classifica personale gli assegno un Buono, tuttavia trovo che il finale sia stato un pò frettoloso e con una soluzione troppo facile, visto il radicamento della nuova dottrina.

l’opinione di Mikychica.lettrice

Un testo in cui è chiara la volontà di denuncia all’ultimo governo americano, i cui riferimenti e spunti di riflessione sono molteplici.

Il problema è che nello scorrere delle vicende ci sono tante incongruenze e imprecisioni che non consentono al lettore di appassionarsi e riflettere, come dovrebbe, sul contenuto.

Perché se per una prima parte, un centocinquanta pagine circa, lo scopo dell’opera è chiaro e inequivocabile nonché ben strutturato, a partire dalla seconda parte lo sviluppo peggiora, perde quelle che erano le linee essenziali e diventa un mix tra un colpo di Stato alla Casa Bianca con un moto di ribellione verso il dogma religioso in un connubio di sequenze non chiare e sconclusionate.

Il finale è molto veloce e poco sviluppato, lasciando il momento clou fuori campo.

Questo è uno di quei romanzi che avrebbe potuto dare tantissimo, ma, forse per la fretta di pubblicarlo, è soltanto un’accozzaglia di pensieri. Peccato !

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 14 aprile 2020 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , .
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