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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La lunga strada di sabbia

Testi & foto di Ro_0225

“Il mare cambia colore, dopo essere scomparso per decine di chilometri in una enorme pruriginosa città di magazzini. Ricompare dietro due spunzoni di roccia e una torre campanaria tra barbarico e liberty, con una fila di grattacieli sopra un’altura color polvere, com’è color polvere tutto. Genova fuma, sfuma in un guazzabuglio supremo. L’attraversi, a metà tra Corso Italia, già verso Levante, ti volti e alle tue spalle ecco la più bella visione di tutta la Liguria. Il porto, con catene di navi, banchine battute da un mare color paglia, una frana di palazzi, impastati in un’unica polvere, e più vicino vecchie navi ruggini, moli di massi neri, il mare verde oliva, torbido come un fiume in piena, con un ghirigoro di scoglietti, isolotti, rotonde tutto di ferro battuto, e orridi qui sotto, con erbe, fichi d’ India e spazzatura. Nel limite di questo quadro, ai piedi di chi guarda in fondo ad un vertiginoso muraglione da città del futuro, sotto una rete di protezione, c’è una piccola spiaggia di ciottoli. Si intravede, nella luce del temporale, qualcuno che fa il bagno. Una ragazza bionda, nuda, di carne, di carne calda, in mezzo a tutto quel ferro.”

È un Pasolini che si abbandona a momenti di vera e propria gioia quello tra il giugno e agosto del 1959, al volante di una Fiat 1100, spiaggia dopo spiaggia,percorre “La lunga strada di sabbia” da Ventimiglia a Palmi ,portandosi in giro il suo entusiasmo per la scoperta, il suo sguardo emozionato e insieme acuto, annota scorci e impressioni tanto potenti da restituirci un quadro dell’Italia di allora.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 giugno 2020 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , .
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