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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La traversata

Testi & Foto di Loredana_sq18

Con un libro come questo tra le mani si deve solo restare in silenzio.

Primo perché il suo autore è uno dei sopravvissuti alla strage del 7 gennaio 2015 nella redazione parigina di Charlie Hebdo.
Secondo perché è il racconto di quegli attimi di morte e di impossibile resurrezione riportati con lacerante introspezione.

Non è un esercizio di stile il suo.
Questo è uno che sa davvero scrivere..
Con la mirabolante magniloquenza di un Dostovëvskij e la lucida razionalità di Maupassant.

Annoda i fili di un ricordo devastante e fa sgorgare le parole da un continuo smarrimento, davanti alla tela di una Penelope invisibile del destino.

Un memoir coltissimo, un capolavoro letterario in cui il dolore diventa racconto,

in un territorio fatto di note, parole, silenzi,
Proust, Mann, Kafka, Velasquez, Bach…
in un corpo a corpo col trauma, la memoria, l’identità.

Ti trovi al cospetto di un libro che spazia nell’infinito,
e tu del suo autore ammiri l’eloquenza, la cultura, la capacità di analisi. la magia letteraria.
In cambio lui ti mostra sé stesso senza filtri, spogliandosi davanti a te senza timori.

“Ogni uomo è nella sua notte”
scriveva Corneille.
In quel regno lontano, fuori dal tempo.

E l’inferno è quel luogo discretamente spettacolare, spesso situato sulla terra.
Ma per fortuna, ai suoi confini, esiste ancora un’umanità.
Acciaccata sì, imperfetta anche.
Eppure salvifica, malgrado tutto.

E “La traversata” le rende immenso omaggio.

🌠 Un libro di grande conforto.
Inaspettato. E meraviglioso.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 22 luglio 2020 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , .
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