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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo)

I roghi, le alluvioni, l’aria intossicata, le estinzioni di massa, la pandemia. L’emergenza climatica ci sta abituando a disastri ecologici che sono sintomi di una catastrofe già in atto.

Mentre l’universo politico discute di green economy e capitalismo sostenibile occorre iniziare a misurarsi con dubbi finora impensabili: siamo davvero sull’orlo dell’estinzione?

Com’è possibile sopravvivere su un pianeta che sta esaurendo le sue risorse?

Quali legami si possono ancora tessere nel pieno di uno stravolgimento che non è solo ambientale, ma anche filosofico, sociale e morale?

Nato dall’omonima newsletter bisettimanale che in quattro anni ha raccolto migliaia di iscritti, “Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo)” è un viaggio che dalla cima del Pirellone vi porterà alla Gola di Xiling, e poi ancora lungo le rive del Mississippi e nelle grotte di Tora Bora, nel verde amazzonico e nel petrolio nigeriano, tentando l’ultimo rito che resta di fronte al disastro: raccontarlo.

leggi anche questo articolo de Il Post: Restare lucidi, sul cambiamento climatico

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