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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Sulla strada degli uomini senza nome

Cos’è il genere umano? La sua unità è minacciata dall’ascesa dei sovranismi e degli egoismi? Cosa ne è stato dell’ideale della fratellanza?

Perché andare così lontano per mostrarlo quando la miseria è già visibile a ogni angolo nelle nostre strade? La guerra è, per caso, piacevole?

Perché Don Chisciotte è ridicolo? Cosa ci dicono oggi Achille, Ettore? Cos’è la gloria? E l’eroismo? E perché rischiare la vita quando si abita in una zona protetta?

Queste sono solo alcune delle domande sollevate da Bernard-Henri Lévy in questa raccolta di saggi e articoli che ci porta, seguendo le tracce dell’autore, dalla Nigeria di Boko Haram al Kurdistan iracheno e siriano, sulla linea del fronte dove si combattono Russi e Ucraini, nella Somalia abbandonata all’illegalità e alle bande islamiste, nel cuore martirizzato del Bangladesh, nei campi della miseria di Lesbo fino all’Afghanistan che preparava il ritorno dei talebani.

Otto reportage sulla scia della tradizione di Joseph Kessel, Graham Greene, Ernest Hemingway o Romain Gary e un saggio in cui Lévy spiega cosa spinge un filosofo ad andare in capo al mondo a testimoniare di guerre dimenticate o ignorate; che cosa dei sogni internazionalisti dei suoi padri gli sembra ancora valido e degno di essere tramandato; e come il gusto per l’avventura – nella tradizione di Cendrars, Byron e Malraux – lo animi sin dalla giovinezza.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 gennaio 2022 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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