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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: L’inverno della fame

di Harald Gilbers

Emons – Pagg. 442 – € 4,99 (ebook in offerta)

Trama: A Berlino, agli albori della guerra fredda, le potenze alleate si fronteggiano con crescente ostilità, mentre la paura e l’incertezza del futuro serpeggiano tra la popolazione.

Rientrato in servizio, il commissario Oppenheimer indaga su un caso di legittima difesa: un ladro è stato sorpreso dal padrone di casa ed è rimasto ucciso nella colluttazione. Ma Oppenheimer sente puzza di bruciato.

Quando il suo collega Billhardt scompare senza lasciare traccia, il commissario si rende conto del pericoloso intrigo internazionale in cui si è cacciato.

Opinione personale: Ho letto tutti i libri della serie con il Commissario Oppenheimer ed una ragione ci sarà. Anche questa nuova indagine nella mia classifica personale ottiene un Ottimo (5* su Kobo).

Siamo alla fine del 1947, un inverno durissimo che vede i tedeschi allo stremo, affamati e vedere anche Oppenheimer pagare lo stesso prezzo di chi lo ha costretto a sopravvivere malamente per anni, perchè ebreo, (e gli è andata ancora bene) con un solo vestito nell’armadio, a bere surrogati di varia natura e mangiare pane raffermo, stringe il cuore.

I sovietici stanno mostrando lo stesso volto che vediamo in questi giorni con l’aggressione nei confronti dell’Ucraina, inglesi e francesi sembrano restare alla finestra e gli americani tessono le loro tele spionistiche, anche a costo di supportare la fuga ed il successivo reclutamento di figure di spicco (e non) naziste.

Oppenheimer si trova suo malgrado invischiato in questi giochi e quello che sembrava l’omicidio di un ladro porta alla luce ben altro. La sua determinazione e la sua sete di giustizia lo porta a prendersi dei rischi ed alla fine si farà giustizia, ma neanche troppa.

Ritengo che Gilbers sia un maestro del genere, con queste indagini a cavallo della II guerra mondiale ed i primi anni postbellici, sulla scia di Philip Kerr, con la capacità di trasportare il lettore in un periodo difficile, violento e brutale, e soprattutto ti costringe a vedere le cose da un punto di vista diverso, che seduti su un divano, al caldo e con la pancia piena, siamo capaci tutti di fare la morale a chi invece deve scendere a patti per sopravvivere ogni giorno.

P.S. In ogni caso non si è imparato nulla dal passato ed ecco che il il bulletto Putin rientra appieno nei panni di chi ha, a suo tempo, ha inflitto ferite indicibili al popolo russo.

#stopwar

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 3 marzo 2022 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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