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L’officina Toyota “scivola” sulla privacy…ma casca male

Oggi ho ricevuto un’email da un’officina Toyota (che non citerò) con la quale non ho mai avuto rapporti, per cui ritengo che abbiano recuperato il mio indirizzo email personale dall’archivio di Toyota.

Se non fosse che hanno inviato l’email a 41 destinatari con gli indirizzi in chiaro ed alcuni erano pure delle Pec*.

Ho quindi scritto all’officina in questione:

Buongiorno,

facendo riferimento alla vs. email faccio notare che inviare un’email a 41 indirizzi in chiaro è un suicidio informatico in quanto molti virus si propagano per e-mail, e utilizzano gli indirizzi presenti nei messaggi per diffondersi.

Inviare un messaggio con gli indirizzi dei destinatari in chiaro significa quindi esporre tutti i destinatari ad un ulteriore rischio di contagio se uno di loro viene contagiato; per ovviare a questo problema, è consigliabile utilizzare in questi casi il Bcc: (o Ccn:), oppure una mailing list.

In seconda battuta si tratta di un comportamento già sanzionato a suo tempo dal Garante della Privacy e nell’ottica delle nuove norme, più stringenti, del Gdpr, suggerisco una particolare attenzione agli invii di massa.

Dato che spesso quando segnali questi errori grossolani, ma pericolosi, certi fanno orecchie da mercante, ho inviato anche un reclamo a Toyota che, tra l’altro, prevede fra le cause del reclamo proprio la Privacy.

Qualcuno potrebbe pensare che sono troppo fiscale, tuttavia mi sono rotto le scatole di questi che non rispettano le buone pratiche e tanto meno il Gdpr.

(*) Faccio il distinguo tra Pec ed indirizzo normale in quanto mi è capitata la stessa cosa in azienda, con un cliente che aveva inviato una circolare banale ed il giorno dopo ho ricevuto una Pec da un mittente a me sconosciuto con allegato un bel malware che non mi ha contagiato, dato che ho la soglia dell’attenzione impostata su “Sempre all’erta!”

La Pec equivale ad una raccomandata, per cui da un messaggio email normale ti aspetti di tutto, ma non da una Pec, sbagliando ovviamente, e quindi sei portato ad aprirla, anche perchè spesso porta con sè delle rogne (multe e via dicendo) e nell’ansia del momento magari perdi la lucidità necessaria.

Compromettere un indirizzo Pec per delle leggerezze in fase d’invio lo trovo particolarmente grave.