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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il rumore del ghiaccio

«L’uomo è direttamente sopra di lei, incastonato nel ghiaccio. È a faccia in giù, con le braccia lungo i fianchi, occhi e bocca aperti, e la fissa come se fosse ancora vivo. Ma non c’è aria nei suoi polmoni, né vita nei suoi occhi. E l’urlo di Addie echeggia in tutto il Coire an dà Loch»

Trama: Tra i ghiacci che ricoprono ormai da tempo le Highlands scozzesi, una giovane meteorologa si imbatte nel cadavere di uno sconosciuto. Il mondo sarà anche cambiato ma gli uomini no, e le ragioni per uccidere restano sempre le stesse. Il corpo di Charles Younger, un giornalista scomodo, viene recuperato in un ghiacciaio. Younger non era un escursionista e il suo ritrovamento in montagna ha una sola spiegazione: seguiva una storia. Questa almeno è l’opinione di Cameron Brodie, il detective arrivato da Glasgow per seguire il caso.

Ormai a fine carriera, Brodie ha sulle spalle una diagnosi implacabile e varie ragioni, anche personali, per trovarsi sulle Highlands. E mentre l’ennesima tormenta taglia fuori dal mondo i villaggi scozzesi, Brodie ha la conferma di come il male possa annidarsi ovunque, più vicino di quanto potesse mai immaginare. .

Opinione personale: Chi mi legge abitualmente sa che Peter May è uno dei miei autori preferiti, a partire dalla Trilogia dell’Isola di Lewis (L’isola dei cacciatori di uccelli + L’uomo di Lewis +  L’uomo degli scacchi) e poi con Il sentiero.

Anche questo giallo conferma le capacità di scrittura di May ed una volta di più “sei nella storia”, nei luoghi, cammini nella neve insieme a Brody e sebbene abbia intuito il colpevole prima della fine, la lettura resta piacevole e lo consiglio.

Sulla trama in sè non dico nulla, visto che diventa difficile, visto il ridotto numero dei personaggi in gioco, scrivere qualcosa che non rovini il piacere della lettura.

Nella mia classifica personale ha guadagnato un Ottimo (5* su Kobo)