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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il giornale dei carabinieri?

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Aggiornamento del 24 luglio 2014

Leggo oggi questo articolo, di cui copio solo le prime battute: Abbonamenti a false riviste di polizia, 27 indagati. Cittadini truffati e minacciati attraverso call center

* * *

Aggiornamento del 04.01.2010: Normalmente gli aggiornamenti li inserisco in calce al post, per rispettare la cronologia degli avvenimenti, ma questa volta è necessario rendere disponibili da subito le informazioni, per evitare che il lettore poco attento si soffermi sull’inizio della storia senza arrivare poi a quella che potrebbe essere la parola FINE alla vicenda da me raccontata.

Ci sono voluti parecchi mesi, ma finalmente qualcosa si è mosso ed abbiamo avuto un riscontro da parte del Giornale dei Carabinieri, nella persona del Maresciallo Perrotta (fondatore nel 1997 del Giornale dei Carabinieri) e che ha lasciato un commento esauriente e pieno di buoni propositi sia per migliorare la trasparenza del Giornale o, meglio, la percezione dello stesso da parte del cittadino, sia per correggere ed annullare le storture di quegli operatori dei call center che agiscono in maniera scorretta.

Ovviamente bisogna aspettare lo svolgersi degli eventi ovvero lasciamo un pò di tempo al Maresciallo Perrotta e poi vediamo se il tutto cambierà in meglio.

Invito perciò i lettori a lasciare i loro commenti, basandosi su eventuali contatti a partire da oggi, tralasciando quelli passati.

Come già detto, colgo l’occasione per ringraziare il Mar.llo Perrotta per il suo intervento chiarificatore che, diversamente da altri che lo hanno preceduto (anche su altri Blog) è basato sulla comunicazione prima che sulla polemica.

°°°

In questi giorni in azienda stiamo ricevendo telefonate da persone che ci contattano richiedendo l’abbonamento al Giornale dei Carabinieri; la prima volta addirittura la persona si è qualificata come “Comando Carabinieri” ed ha chiesto, con tono autoritario, di parlare con il titolare, e successivamente, essendosi scontrato con il “muro” opposto a quella che abbiamo intuito essere una telefonata fasulla, ha invitato ad abbonarsi al giornale in oggetto ed al nostro rifiuto ha chiuso la telefonata in maniera seccata.

Dopo pochi giorni un’altra telefonata, tono sbrigativo e solo dopo la ns. richiesta di informazioni ha detto la solita solfa dell’abbonamento e all’ennesimo rifiuto, ha troncato la telefonata.

Nei giorni scorsi ho scritto ai Carabinieri segnalando il tutto ed ho ricevuto un ringraziamento per la segnalazione.

Tempo addietro ho anche telefonato al 112 chiedendo come comportarsi al che mi è stato detto che 1) è una truffa e 2) che è sufficiente chiedere il numero di telefono dicendo che avrei richiamato io.

Funziona: se gli chiedi il numero o mettono giù oppure te lo danno falso.

Oggi ho usato una tecnica diversa. La telefonata ha il solito approccio: Qui Carabinieri, mi passa il titolare?

Gli ho detto che poteva parlare con me ed allora mi ha informato che in questi giorni erano in zona per gli abbonamenti al Giornale dei Carabinieri, lo conosce?

Gli ho risposto che conosco Il Carabiniere che è la rivista ufficiale dell’Arma, mentre il Giornale dei Carabinieri non lo è.

A questo punto il tipo, seccato, mi fa: se lo dice lei…

Ed allora gli ho risposto: Guardi che non lo dico io, lo dicono i carabinieri!

Ci credereste? Ha messo giù?!

Aggiornamento del 21.04.2009: E’ un assedio. Oggi l’ennesima telefonata, ma quando mi sono irrigidito, ha cambiato registro dicendo che non è un carabiniere, ma un membro del sindacato dei carabinieri, nonostante all’inizio della telefonata, con tono cordiale e da amicone, mi avesse detto “non si preoccupi, non è nulla ….“.

In ogni caso, disgrazie a parte, non è che uno si debba preoccupare per forza se chiamano i carabinieri, non è che abbiamo tutti qualcosa da nascondere.

Certo è che questi atteggiamenti innescano nella gente una diffidenza verso le Forze dell’Ordine, che già troppo spesso vengono viste come un nemico piuttosto che il contrario. Bisognerebbe trovare il modo per stroncare queste telefonate, una volta per tutte.

Vorrei venire a capo di sta cosa. Ho fatto qualche ricerca in rete ed ho scoperto che esisteva il Giornale del carabiniere, edito dal 1930 fino al 1934 circa. E se ne parla sul sito dei Carabinieri. Ma qui, al solito, è stato sufficiente cambiare una vocale, lo trasformiamo in Giornale dei carabinieri ed ecco che tutte le carte si mescolano.

Continuo con le mie indagini; a questo link è possibile leggere le modalità di abbonamento, ecc, di questo Giornale:

Se leggete il testo di presentazione, vedrete che ci dicono che Nasce la prima rivista dedicata ai problemi degli operatori del Comparto Sicurezza e Difesa.

Non stiamo a sindacare il fatto che sia un organo ufficiale o meno, ma il fatto stesso che tratti i problemi degli operatori della Sicurezza e Difesa la dice lunga; noi normali cittadini che c’entriamo?

A questo punto ognuno di noi che deve fare? Abbonarsi alla Rivista dell’Idraulico o del Dentista? Che ognuno si abboni alla rivista che gli compete oppure alla quale è interessato. Punto. Forse che i carabinieri (o presunti tali) si abbonano alla rivista della Piccola industria?

E poi, mi cambiano le carte in tavola, affermando che Per una conoscenza integrale dei propri diritti. Ma anche cronaca, professione, consumatori. 52 pagine di notizie utili per te e la tua famiglia.

Ah! Prima è una rivista per gli operatori e poi diventa utile per me e famiglia.

Poi si cambia di nuovo e scopriamo che è  attivo un Centro Servizi Integrato dedicato all’operatore delle Forze dell’ordine e delle Forze armate.

Che si decidano… a chi è rivolta questa rivista?

Andiamo oltre e guardiamo il logo della rivista:

header_giornale_carabinieri

è simile al “pennacchio” dei Carabinieri, ma non uguale, come si potrà vedere andando sul sito www.carabinieri.it

A me le cose che sembrano, ma non sono, chissà perchè mi fanno pensare.

Le mie ricerche in merito proseguono e le cose si ingarbugliano; osservando con attenzione il sito www.nsd.it ho notato in calce il riferimento alla casa editrice che risulta essere la Main Force S.r.l. di Roma. Cercandola sulla Paginebianche.it poco da fare. Non la si trova. Ma se si fa la ricerca basandosi sul numero di telefono ecco il risultato.

Cliccando quindi sul risultato: Dei carabinieri ci si trova ai riferimenti che portano nuovamente alla nsd.it.

Resta il fatto che sul sito dei Carabinieri è indicato che la loro che rivista si chiama “Il carabiniere” come ben si può vedere cliccando qui.

Suggerisco a tutti di informare con una mail i carabinieri di queste strane proposte di abbonamento, scrivendo all’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

Gli indirizzi suddivisi per regione, si trovano qui.

In ogni caso, altre lamentele in merito si trovano in rete, il che significa che non sono il solo ad aver sentito puzza di bruciato; per leggere nel dettaglio, clicca qui:

http://essepunto.it/2007/10/giornale-dei-carabinieri/

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080731015007AAiG2Eg

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080711094246AAxZyYG

http://lubranorisponde.libero.it/2008/truffa_abbonamenti_riviste/

In una di queste lamentele c’è una serie di chiarimenti di una persona che si dichiara molto vicina al’iniziativa del Giornale dei carabinieri e che contesta punto dopo punto ogni lamentela e/o osservazione, dando la colpa di tutto, nel caso, agli operatori dei call center che propongono l’abbonamento.

Resta il fatto, come ha osservato una persona, che nel momento in cui ti qualifichi come un carabiniere, tutto quello che segue dopo, come minimo, è “usurpazione di titolo” e non può, in ogni caso, dare una patente di affidabilità alla proposta commerciale che, in ogni caso, non è chiara.

All’osservazione di un navigatore che sono parecchie le persone che incorrono in questi episodi, il personaggio vicino all’iniziativa se la cava con un non sono in grado di rispondere a questo punto.

Comodo però. Tutti i punti oscuri dell’iniziativa o sono colpa di terzi oppure lui non è in grado di rispondere.

Poi cita quale riferimento il sito www.ilgiornaledelcarabiniere.it, ma se si clicca ci si ritrova sul sito www.nsd.it e siamo daccapo.

Il divertente poi, è che fanno pure gli offesi, infatti in uno dei post sopra riportati scrive Il giornale dei carabinieri che dice:

“Il Giornale dei Carabinieri è una pubblicazione registrata presso il Registro della Stampa del Tribunale di Roma con decreto n. 59 del 31 Ottobre 1997.La sede del Giornale dei Carabinieri è a Roma in Via Pò 162 ed il numero di telefono è 06 85.53.130. Il sito internet è questo. 

(Nota: ultimamente il sito web risulta irraggiungibile)

Essendo il Giornale dei Carabinieri l’unico faro di speranza per migliorare le condizioni di lavoro di migliaia di Carabinieri che con poco più di 1.200 Euro al mese rischiano la vita tutti i giorni, siete pregati di evitare inutili DIFFAMAZIONI sull’iniziativa.”

Notare come subito si evidenzi l’invito ad evitare inutili DIFFAMAZIONI. Però leggendo i commenti di altri navigatori si evince che la costante di queste proposte di abbonamento siano il qualificarsi come carabinieri ed il velato tono di minaccia, se non di intimidazione degli operatori.

E’ colpa dei call center mi dite? Ok, diciamo che ci credo.

Ma a questo punto, visto il numero di lamentele in proposito, se io fossi una Casa Editrice seria, con nobili scopi e per di più legata (in maniera ufficiale o meno) all’Arma dei Carabinieri, andrei a fondo alla vicenda.

Invece no, saranno almeno 20 anni che ricevo questo tipo di telefonate, sempre con il medesimo approccio. Ed allora, cari miei, altro che diffamazione. E’ il metodo che non funziona.

Anche se è riferito al Giornale di Polizia, suggerisco di leggere questo interessante scambio di mail e, a seguire, questa comunicazione della Questura di Treviso, organo che ritengo ufficiale.

Sempre restando nell’ambito di queste proposte di abbonamento, visto che la situazione è simile, si può anche leggere l’intervista a Max Laudadio, inviato di Striscia, in merito al Giornale della Polizia.

Degno di nota che in questo scambio, si affermi che: “…sono gestite da Fondazioni di diritto privato completamente estranee alla pubblica amministrazione. Nel caso della testata Il Carabiniere le aggiungo che l’intera commercializzazione avviene attraverso la Mondadori Spa ovvero quando uno si abbona al Ministero della Difesa e all’Arma non va neppure un centesimo.”

Vero o falso io non lo so, ma resta il fatto che sul sito dei Carabinieri, come dicevo sopra, l’unica pubblicazione indicata, è Il Carabiniere.

E resta il fatto che l’abbonamento alla rivista non è offerto tramite continue telefonate da parte di call center anonimi, ma solo come specificato qui.

E non dimentichiamoci della Rivista dei Vigili del Fuoco, dei Vigili Urbani (questi è un pò che non chiamano), il Sindacato di Polizia,  dell’Ispettorato del Lavoro e  dell’Agenzia delle Entrate.

Degno di nota che quando chiamano i Vigili del Fuoco, non chiedono del titolare, ma fanno Nome & Cognome del Responsabile della sicurezza, dato questo che non si evince da nessun dato disponibile al pubblico per cui vien da pensare che abbiano in mano dati precisi; sarò perfido a pensare che vi siano Vigili del Fuoco (o presunti tali, ma opto per la prima scelta) che usano ed abusano dei dati aziendali di cui dispongono per ragioni diverse?

Anni fa, ad un vigile urbano (vero o presunto) che insisteva per farmi abbonare e che millantava un vantaggio per gli abbonati, ho chiesto (era una provocazione, ovvio) se mi avrebbe consentito la cancellazione delle multe. Ovviamente no mi ha detto.

Al che gli ho risposto che quello era l’unico vantaggio che poteva darmi, per cui a che mi serviva abbonarmi?

Per una volta è rimasto senza parole….

La prossima volta che mi chiamano, se ho tempo (d’altro canto sono al lavoro…) all’operatore gli faccio un terzo grado. Vediamo cosa ne esce…

Ho fatto una ricerca alla Camera di Commercio di Roma. Allora riassumiamo un attimo il percorso: Il giornale dei carabinieri è edito dalla Main Force S.r.l.. Cercando quasta Casa editrice tramite il numero di telefono si arriva a Dei carabinieri.  Cliccando sul Contatto si arriva al sito www.nsd.it che offre, tra gli altri, l’abbonamento a Il Giornale dei carabinieri. Il cerchio è completo.

Dalle vibrate proteste da chi ha scritto in nome del Giornale dei carabinieri su alcuni Forum, è chiaro che le proposte di abbonamento sono gestite da call center esterni.

Buffo è scoprire sulla Visura della Camera di Commercio che l’attività esercitata nella sede legale della Main Force è … telemarketing.

L’oggetto sociale della società include Attività editoriali, commercializzazione di beni e servizi inerenti all’attività editoriale, attività di telemarketing e gestione per conto proprio e per conto di tersi di call center.

Detto questo, affidano a terzi la gestione degli abbonamenti, mediante call center che operano, a loro insaputa, in modo scorretto? Sarà…

Aggiornamento del 12 giugno 2009:

Nelle scorse settimane ho avuto uno scambio via e-mail con un Tenente Colonnello dei carabinieri e senza entrare nel dettaglio vi posso garantire che la Rivista ufficiale a cui fare riferimento è Il Carabiniere e che la stessa prevede un abbonamento (annuale e spontaneo) del costo di 22 € e non sono mai effettuate proposte di abbonamento telefoniche. Questo è quanto. Non posso entrare nel dettaglio in quanto non sono stato autorizzato alla pubblicazione della mail.

Aggiornamento del 18 dicembre 2009:

Bene anche oggi l’ennesima telefonata e questa volta, scusate il termine, il tipo mi ha fatto veramente girare i coglioni.

Sicuramente dotato di ottima parlantina, dopo aver detto di non preoccuparmi, che non era nulla di che, (ma che ci azzecca se, come dicono i personaggi della stessa risma, loro non sono carabinieri?) quando ha capito che non intendevo sottoscrivere nulla, di fatto ha accusato me di non essere solidale con i carabinieri, al che gli ho detto che se ho voglia di essere solidale con i carabinieri li contatto e faccio un’offerta per il Fondo per gli orfani e non certo per un giornale che non mi serve a nulla.

Notevole il fatto che, ad un certo punto mi abbia detto che dentro al Giornale trovavo i numeri per contattare i carabinieri.

A parte che non mi pare abbiano abolito il 112, è sufficiente andare qui per trovare tutti i modi per contattare i Carabinieri.

Lui insisteva ed io pure ed alla fine che ogni 3 parole ci infilava il termine carabiniere gli ho chiesto: senta un pò, ma lei è un carabiniere?

Lui alzava i toni, ma senza rispondere, nè si nè no, ed allora io sullo stile tormentone di Sgarbi, ho continuato a chiedere: Lei è un carabiniere? Me lo dica, è un carabiniere?

I toni si sono alzati sempre più ed alla fine, cosa che in genere non faccio, ho chiuso la telecomunicazione. Non so se ha sentito il vaff’ a corredo.

Considerando però che il sistema di identificare il telefono, come mi avevano detto i carabinieri a suo tempo, non funziona perchè quando lo chiedi 1) chiudono la telefonata o 2) te lo danno falso (il che è tutto dire sull’onestà del metodo) ed infine è una chiamata anonima… ecco che la cosa migliore è chiedergli se è un carabiniere. Se dice sì, rischia il reato, in ogni caso, per cui… 😉

Guarda un servizio in merito di Striscia la NotiziaClicca QUI

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66 commenti su “Il giornale dei carabinieri?

  1. Spugna
    20 aprile 2009

    GRANDE PAOLO!!!!!!!!!!!

  2. Sonia
    8 maggio 2009

    Utilissimo quello che scrivi…
    Io sono stata contattata ieri da un sedicente Carabiniere del comando della città in cui vivo, il fatto sta che da completa sprovveduta ho lassciato i mei dati e ho detto si a qsto abbonamento , poi pensandoci la cosa mi è parsa strana e ho chiamato il comando dei carabinieri…sorpresa, è una truffa..ora però non so proprio come disdire questo abbonamento se arriverà , e queste persone hanno i miei dati personali …che stupida!!!

  3. Sonia
    8 maggio 2009

    Grazie per la risposta ; oggi sono stata ricontattata dalla concessionaria autorizata per la vendita sul territorio nazionale de IL Giornale dei Carabinieri- Main Force D.P.G. Via Dante Alighieri 7 Cologno Monzese tel 02/27307934
    e nel contempo mi è stato inviato un fax esplicativo nel quale viene precisato che il giornale in questione non appartiene alla pubblica amministrazione …spero che sia sufficiente il mio diniego all ‘abbonamento fatto alla signorina in questione al telefono, motivato con il fatto di essere stata contattata da un interlocultore telefonico che si è spacciato per Carabiniere , ma sicuramente manderò anche un fax per essere più sicura. ho seguito poi il consiglio di fare una segnalazione via email all’ufficio relazioni con il pubblico dei carabinieri, e spero vivamente venga presa in seria considerazione. grazie mille per l’aiuto Sonia

  4. Pingback: Telecom Italia ed il call center « Paoblog’s Weblog

  5. maffiol
    11 luglio 2009

    ma come si fà a disdire l’abbonamento? mio papà ha sottoscritto naturalmente non volontariamente per telefono l’abbonmento circa tre mesi fà e io adesso voglio disdire questa cosa che alla mia famiglia non serve questo giornale…qualcuno mi sà aiutare?è sufficiente una raccomandata al giornale?

    • paoblog
      11 luglio 2009

      Temo che non ci sia scampo ovvero l’abbonamento non si può disdire. Al fine di evitare che ci sia pure la trappola del “tacito rinnovo”, credo sia meglio inviare una raccomandata AR affermando chiaramente di non voler rinnovare l’abbonamento alla sua scadenza del….; a parte che sono passati 3 mesi, in ogni caso per questo tipo di abbonamenti non è applicato il diritto di recesso entro 10 giorni, per cui una volta dato l’ok a chi propone l’abbonamento, è fatta.
      Giusto per “levarsi una soddisfazione”, inviterei a mandare una mail ai Carabinieri (quelli veri) cercando l’URP di competenza (vedi nell’articolo); praticamente non serve a niente, lo sappiamo bene, così come è chiaro che l’Arma sa bene che ci sono questi personaggi in giro, ma purtroppo la legge ci tutela (poco), ma spesso lega le mani alle stesse Forze dell’Ordine.
      Resta il fatto che scrivere all’URP dei Carabinieri porta sempre ad una risposta, rapida ed esauriente, fosse anche una sola riga e d’altro canto è dovere del cittadino informare le F.d.O. di quel che accade, anche se non immediatamente punibile. Aiutiamoli ad aiutarci. Solo segnalazioni puntuali e precise, permetteranno loro di agire.

  6. ciccio
    12 agosto 2009

    Salve io ho ricevuto una telefonata ed ingenuamente ho accettato a nome della titolare, se all’arrivo della spedizione la mando indietro? a cosa vado incontro? inoltre non ero neanche autorizzato dalla titolare…

    • paoblog
      13 agosto 2009

      Una volta accettato l’abbonamento, non è possibile disdirlo, in quanto non è previsto il diritto di recesso. Certo, accettare una proposta d’abbonamento senza neanche essere autorizzato dalla titolare, è un bel colpo, ma per assurdo potrebbe essere il modo per richiedere la sospensione dell’abbonamento. Suggerisco una bella raccomandata A/R dove si spiega che chi ha sottoscritto l’abbonamento non era autorizzato a farlo, ecc…

  7. carletto
    7 settembre 2009

    domanda? ma se anche vi chiamasse il Generale Cadorna in persona perchè non lo mandate a quel paese?? risposta un pò velenosa.
    Non è che vi abbonate per fare un favore all’arma dei CC oppure dei pompieri a cavallo o della polizia in bicicletta e di conseguenza stare a posto con la coscienza?
    Perchè mi sorge una domanda come diceva Lubrano.
    Scoperto che non sono Crabinieri vi brucia, ma se in realtà lo fossero stati ……………..meditate gente meditate

    • paoblog
      8 settembre 2009

      Il “sospetto” è lecito ma fino ad un vcerto punto; dubito molto che chi si abbona lo faccia perchè ha la coscienza sporca, però in Italia spesso si ha un errato timore verso l’autorità. Quando ho detto ad alcuni, in merito a questa vicenda, di informare i CC, subito hanno sgranato gli occhioni (virtualmente 😉 ) esclamando: “Chiamare i Carabinieri? .. eh, ma.. come si fa..” Si alza il telefono e si chiama, sono lì apposta e la collaborazione con il cittadino è necessaria. Allargando il discorso, è come quelli che subiscono un tentativo di furto e non fanno la denuncia “perchè tanto non serve a nulla”. Vero, nella maggior parte dei casi, così come è vero che un reato non denunciato, in pratica non esiste e quindi è difficile poi pretendere che le Forze dell’Ordine agiscano per reprimere un reato che non esiste grazie anche alla nostra pigrizia (mentale e non).

      Poi abbiamo la scarsa propensione a collaborare con lo Stato, visto sempre in maniera negativa, tranne quando serve a noi.

      Ma torniamo ai Carabinieri. Uno dei problemi è che questi personaggi, si spacciano per Carabinieri ed il tono autoritario, tavolta persino minaccioso, poco da fare, ottiene il suo effetto soprattutto con persone poco avvezze a trattare con l’Autorità e/o con un problema di approccio verso le F. d. O..

      Poi abbiamo i cloni di questi falsi carabinieri ovvero la Guardia di Finanza, i VV.FF: e, perlomeno a Milano, i Vigili Urbani. In questi ultimi casi però, ho il fondato sospetto che siano realmente VVFF e Vigili in quanto la telefonata in azienda è nominale ovvero cercano per Nome & Cognome il responsabile della sicurezza o l’amministratore. Certo, sono dati pubblici, ma che in ogni caso devi andare a cercare e dubito che per ogni telefonata che fanno ogni giorno, stiano lì a cercare i riferimenti personali. Mi vien da pensare che siano elementi appartenenti al Corpo che, spero fuori orario di lavoro (ma chissà perchè ho qualche dubbio) chiamano con in mano gli elenchi che sono disponibili per esigenze di servizio.

      Ci vuole inoltre prontezza di riflessi ed un poco di faccia tosta nel rispondere a questi epèrsonaggi, cosa che alcuni possono affinare con il tempo, ma molti altri si fanno sistematicamente prendere in contropiede.

      Vero che se uno ha le carte in regola non deve temere nulla, ma fino ad un certo punto. Se ti chiama la (presunta o vera?) Guardia di Finanza paventando, fra le righe, una verifica fiscale se non ti abboni, va da sè che anche se sei in regola con tutto, una visita della Finanza blocca o rallenta la tua attività lavorativa. Senza contare che in ogni caso l’errore in buona fede è sempre in aguato, visti i molteplici obblighi, spesso inutili, che si hanno e se chi fa l’ispezione lo fa con un approccio scorretto e persecutorio (come sarebbe se chi ti propone il giornale fosse realmente un finanziere..), va da sè che qualcosa lo trova.

      I Vigili del Fuoco? Veri o fasulli che siano è la stessa cosa? Che siano gli estintori tutti scarichi (ed allora una sanzione te la meriti) oppure un cartello di segnalazione pericolo con un’omologazione diversa da quella in vigore, qualcosa si trova. Perchè ricordiamo, ad esempio, le assurdità tipiche italiane, tipo appunto i cartelli da utilizzare in azienda, che devono essere omologati e di fatto ogni tanto cambiano le dimensioni, magari di pochi cm. ed improvisamente il cartello da 20 x 25 che dice: “Attento a questo e quello” non fa la sua funzione, è come se tu non lo avessi, ma serve quello da 18 x 27 ….

      Ma in questo caso il discorso esce dal seminato…

      Resta il fatto che se potessimo avere la certezza di essere buoni cittadini, senza che le istituzioni ci trattino come delle “vittime predestinate”, sarebbe forse più facile ribellarsi a certe prepotenze che siano commesse da veri o falsi carabinieri.

  8. Paoblog
    8 settembre 2009

    Ho notato in questi ultimi giorni un aumento delle letture del Post il che mi ha fatto pensare ad una nuova campagna di abbonamenti da parte di questi personaggi.
    °°°
    Questa mattina ho ricevuto una telefonata da parte di un sedicente membro dell’Osservatorio dei Carabinieri che ha chiesto esattamente di me, dopo di che ha cominciato a parlare in tono amichevole:
    “Buongiorno Paolo, come va? La salute? La famiglia? …”

    Io: ” Sto bene grazie, ma…”

    Lui: “Bene bene, sa la salute, la famiglia…”

    Io: “Senta io sto bene, ma lei la smetta di parlare con questo tono d amicone che noi due neanche ci conosciamo.”

    Lui: “Ah, tono da amicone? Va bene, grazie, buongiorno”

    °°°
    Giusto per curiosità, ho fatto una rapida in ricerca in rete; strano che digitando “osservatorio dei carabinieri” non vi sia nessun risultato pertinente nella prima videata, no? 😉

  9. ettore
    29 settembre 2009

    Allora signori i fatti sono questi: All’interno dell’arma non esiste alcun giornale Ufficiale. Quello spacciato per tale e su cui noi cittadini paghiamo la Pubblicità sul sito dell’Arma dei Carabinieri ovvero la rivista denominata Il Carabiniere è di proprietà di una fondazione privata che con la pubblica amministrazione non c’entra nulla. Il reato più grave lo commette quel Pubblico Ufficiale che arrogantemente dice che la rivista Il Carabiniere è ufficiale e le altre no. Poi figurarsi se uno per vendere telefona e dice pronto comando Carabinieri….. è una cosa che non ci crede più nessuno. La realtà è una ed impresindibile: Il Carabiniere vende poco e quindi ha bisogno di sputtanare gli altri usando i mezzi più beceri per fare quattrini. Ma i quattrini di questi anni, ovvero miliardi e miliardi dove sono finiti? Che cosa c’etra l’arma con gli affari? Perchè Il Carabiniere non si organizza per vendere anche lui così come fanno gli altri? perchè non si organizza un bel dibattito televisivo in prima serata dove si denunciano le differenze tra i vari giornali dell’Arma e si informano i cittadini su dove vanno a finire i proventi?

    • paoblog
      29 settembre 2009

      Allora signore, il reato più grave per me lo fa quel personaggio che chiama e fa: “Qui Carabinieri, non si preoccupi, nulla di grave. … mi passi il titolare” e poi dopo qualche convenevole a senso unico, propone un abbonamento ad una rivista ….

      Se lei per interesse personale o altro, preferisce negare queste situazioni, è affar suo.

      Se fosse possibile, tecnicamente e senza violare la privacy, registrerei le telefonate e le metterei sul web.

  10. CD
    7 ottobre 2009

    Salve.

    Volevo solo dire che ci sono cascata anch’io. Ieri sera. Il motivo? Beh, avevo chiamato i Carabinieri per avvisare che si sentivano da 1 ora spari in giro.

    10 minuti dopo mi arriva la telefonata… (un caso? Non ci vorrei credere che non fosse stato così).

    Comunque, il mattino dopo mi sono venuti i dubbi e ho fatto una ricerca su internet. Ecco come mi sono imbattuta in questo sito.

    Sapete cosa ho fatto? Beh, sono andata alla stazione dei Carabinieri locale. E ho chiesto cosa devo fare.

    Mi hanno praticamente detto che basta non accettare il plico che vengono a consegnare. E di non pagare. Farò quindi così.

    • paoblog
      7 ottobre 2009

      Mi sono permesso di evidenziare in grassetto il consiglio dei Carabinieri (quelli veri 😉 ) in modo che la cosa salti all’occhio.

  11. Roy
    8 ottobre 2009

    Ciao a tutti…
    Anche io sono rimasto fregato come tanti da questa truffa.
    A me addirittura hanno chiesto il numero di cellulare spiegando che al comando dei carabinieri non lo avevano…
    E che in caso di bisogno…
    Avendo un’attività commerciale ci sono cascato come un pollo!!!
    Comunque l’abbonamento l’ho pagato, ho ricevuto questo giornalino e ora mi trovo di fronte al rinnovo…
    Mi contattano continuamente per telefono dicendomi che la disdetta andava comunicata prima (senza specificare dove e a chi) e che provvederanno a spedirmi tramite corriere il giornale.
    Io, a quel momento gli ho detto: la disdetta la faccio a lei ora, per telefono!!
    Non voglio assolutamente ricevere più questa truffa perche voi mi avete truffato!!!
    E questo finto carabiniere stizzito mi ha risposto dicendo che avrebbero mandato lo stesso il giornale, che io posso comportarmi come voglio ecc…
    Dopo 2/3 settimane mi richiama una ragazza insinuando che risulta una scadenza di pagamento…
    Poi facendola parlare mi dice che non ho comunicato nessuna disdetta riguardo un abbonamento e quindi loro provvederanno a spedire il giornale per corriere….
    La mia alterata risposta è stata la solita medesima: la disdetta gliela faccio per telefono!!!!
    Non voglio nessun abbonamento!!! Mi avete truffatto una volta e non ci cado un’altra.
    se voi provvederete a spedire il giornale io lo rifiuto e ve lo faccio tornare indietro!!!!
    ORA MI CHIEDO, COME FACCIO A LIBERARMI PER SEMPRE DI QUESTI???
    GRAZIE PER L’AIUTO

    • paoblog
      8 ottobre 2009

      Bè sicuramente non è dicendolo al telefono che si possa risolvere la cosa. Capisco il piacere di dirgliene quattro in viva voce, ma la disdetta deve essere inviata per iscritto. Suggerisco la raccomandata con Ricevuta di ritorno ovviamente. Ma questo dovrebbe essere un comportamento da adottare sempre, non solo se si sente puzza di bruciato…
      °°°
      Preso atto, come già ho scritto in altri commenti, che per questo tipo di vendite a distanza non è previsto il diritto di recesso, mi vien da dire che in genere vi sono sempre indicazioni sulle riviste e/o contratti che spiegano come disdire gli abbonamenti. Sarebbe anche il caso di verificare se esiste il rinnovo automatico oppure se sia vietato e semplicemente questi personaggi contino sull’ignoranza del cittadino…

  12. CD
    13 ottobre 2009

    Aggiunta alla mia…

    Ecco che 2 giorni fa mi è arrivato il “plico” e come consigliato dai Carabinieri (quelli veri 🙂 ) non l’ho ritirato. Anche pensandoci che è comunque un po’ strano che bisogna sborsare i soldi subito in contanti o con un assegno… Le riviste serie credo che prevedano altri modi di pagamento…

    Comunque sia, ovviamente oggi mi arrivano le telefonate. Prima sul fisso (che non ho accettato, quindi non so per sicuro, ma chi lo poteva essere? Non accetto + le telefonate con “N. sconosciuto” sul display, tanto sono sempre i soliti che ti vogliono vendere qualcosa e sono strastufo…)-

    Quello che però mi ha un po’ infastidito è che alla fine mi hanno chiamato anche sul cellulare (al che mi sono spiegato e alla fine mi hanno chiuso la comunicazione in faccia). Infastidito perché il mio numero di cellulare non l’ho mai dato e mi chiedo come facessero a saperlo (purtroppo non ero abbastanza pronto a chiederlo).

  13. MARCO
    14 ottobre 2009

    Ciao a tutti, anche io sono continuamente contattato da pseudo “carabinieri” o “finanzieri” o “poliziotti” per le varie riviste.
    Inoltre i “carabinieri” mi chiamano sul cellulare con numero privato, cosa che mi secca moltissimo, e vuol dire che compagnie come la Tim si permettono di divulgare i numeri di telefono a chiunque!
    E la privacy?
    Altra domanda, come possono creare un calendario ufficiale identico a quello dei carabinieri?
    Infatti se aderisci alla loro rivista, ti spediscono un calendario che è identico a quello ufficiale!
    Dunque probabilmente anche se i Comandi dei Carabinieri smentiscono e li si può mandare a stendere è probabile che un minimo di collegamento ci sia, anche se non è la rivista autentica e ufficiale che rappresenta l’Arma o gli altri Corpi probabilmente ha contatti con gli stessi che in qualche modo forniscono informazioni.
    Inoltre quelli della rivista della Guardi di Finanza in maniera velata tentano anche l’intimidazione prospettandoti un possibile controllo fiscale!
    Fantastici vero?
    ciao a tutti
    Marco

  14. stefano
    26 ottobre 2009

    Per quanto riguarda la polizia E’ CERTO e SICURO che dietro ogni rivista esiste un Sindacato, che mensilmente viene sovvenzionato anche per scopi nobili, da questo tipo di vendita.
    Ho assistito ad un processo contro un società di questo tipo ed è così.
    Si contestava l’uso del nome del sindacato, che invece aveva autorizzato la società editrice. Basta guardare all’interno di ogni rivista.

    Oltretutto c’è scritto in neretto che il venditore non appartiene alla P.A. Tutti assolti perchè il fatto non costituisce reato.
    Poi se non ricordo male prima della spedizione veniva inviato un fax o un email in cui si spiegava di cosa si trattava.

    http://www.nsd.it/
    scusate ma sopra ho copiato il link del giornale dei carabinieri, addirittura esiste una radio!!!

    secondo me è impossibile vendere una rivista che nel nome ha come titolo” polizia o carabinieri” senza che l’interlocutore non capisca lucciole per lanterne, ci dovrebbe pensare lo stato facendo vietare le vendite telefoniche di riviste di questo tipo.
    Pronto buongiorno sono…….. e la chiamo dalla concessionaria autorizzata alla vendita del giornale di polizia………..come fai a non nominare la polizia o i carabinieri se è così che si chiama il giornale???

    Ricordo questo passaggio di un avvocato al processo di cui sopra.
    Se poi i giornali ti arrivano puntuali, se i rimborsi per recesso li fanno ti mandano un fax prima o un email, allora viene difficile non pensare come ho letto sopra che un pò di coscienza sporca non ci sia.

    • paoblog
      26 ottobre 2009

      Ribadisco ciò che ho detto ( e che è stato confermato da molti altri), la telefonata inizia quasi così:
      Buongiorno, Carabinieri, c’è il titolare (oppure il Sig. Nome & Cognome”….. con talvolta la variante “non si preoccupi, non è nulla di grave…”

      Dal mio punto di vista, se mi si vuole proporre un abbonamento alla rivista collegata ad un sindacato di Polizia e/o Carabinieri, questo non è l’approccio corretto e se qualcuno ha la coscienza sporca, sono i personaggi di cui sopra.

      Interessante anche il fatto che, se sei nel giusto e stai operando correttamente, quando richiedi il loro numero di telefono (che sul display appare come “numero privato”) o riattaccano oppure te ne danno uno falso.

      Interessante anche che nelle indagini di Striscia si siano sentite le registrazioni audio in cui chi ti contattava si spacciava chiaramente per un membro delle F. d. O. ….

      E quando capitano, talvolta, personaggi che al semplice “chiuderti in faccia” la comunicazione quando dici di no (commercialmente molto professionale 😉 ), preferiscono ventilare controlli ed ispezioni….

      Vero che se uno ha la coscienza pulita dovrebbe fregarsene, ma ipotizziamo un attimo che uno di questi personaggi possa realmente appartenere ai Carabinieri (o Polizia, sottinteso) e chieda ad un collega della stessa pasta di “romperti un pò le scatole”…

      Coscienza a posto quanto vuoi, ma come disse qualcuno, “Essere innocenti è pericoloso perchè non si ha l’alibi”… e certe volte pagare 50 € (o quello che è) costa sempre meno che avere a che fare con Membri delle F.d.O. che operano per interessi privati…

      E la cronaca di questi giorni, mostra chiaramente che, fermo restando il mio rispetto per l’Arma, le mele marce ci sono dappertutto…

      P.S. La radio citata, a quanto pare è una web radio che trasmette qualche notizia reperibile ovunque e, in ogni caso, la notizia più recente risale al 31 luglio 2009. Ci sono condomini che hanno una radio oggigiorno, quindi non è che la radio sia garanzia di alcunchè.

      Vedi: http://format.blogosfere.it/2008/05/ecco-le-street-radio-eredi-delle-tv-di-quartiere.html

  15. stefano
    26 ottobre 2009

    Scusa se insisto, ma tra quello che io ho scritto e quello che tu affermi esiste una sostanziale differenza, probabilmente stiamo parlando di due cose diverse.
    Io parlo addirittura di lettera di presentazione mandata via fax o email PRIMA DEL PAGAMENTO del contrassegno e tu invece affermi che non ti danno nemmeno il loro numero di telefono etc. etc.
    Nel fax di cui sopra CI SONO TUTTI NUMERI POSSIBILI, li ho visti io e se parliamo della stessa cosa, qualcosa non quadra.
    Che motivo avrebbe un tizio a vendere una rivista che si nasconde dietro tutte quelle metodologie truffaldine e poi PRIMA DEl PAGAMENTO inviare un fax con su scritto l’esatto contrario???
    Ripeto non è che stiamo parlando di cose diverse??
    Oppure non è che è tanta la dabbenaggine di parecchi che non leggono nemmeno cosa gli viene spedito?
    Io credo che la verità probabilmente sta a metà, nel senso che i millantatori che descrivi tu è gente che oggi cìè e domani cambia casella postale, altri probabilmente hanno lo stesso indirizzo da anni e devono difendersi anche da personaggi che molto bene hai descritto.
    Ma ripeto non fate di tutta l’erba un fascio.
    Di quello che scrivo comunque ho le prove.
    Saluti

    • paoblog
      27 ottobre 2009

      Il problema non è che stiamo parlando di due cose diverse o che la verità stia nel mezzo, ma che tu hai commentato il Post sbagliato ovvero io ho sempre parlato di proposte di abbonamento telefonico, effettuate da personaggi che si spacciano per carabinieri e che non hanno una condotta commerciale trasparente.

      Tu parli di fax? Io in 30 anni non ho mai ricevuto un fax, lettere di presentazione o, in tempi moderni, 😉 messaggi di posta elettronica. Ma solo qualche centinaio di telefonate (e non è un numero buttato a caso).

      E, scusa se te lo dico, non hai letto attentamente nè il mio post nè i commenti di gente che ha avuto le mie stesse esperienze e che si riferiscono sempre a contatti telefonici di falsi carabinieri.

      Non sono così stupido da montare un caso su un fax dove è scritto chiaramente “chi, come e perchè”. D’altro canto nel post sono inclusi i link che portano ad altri post, tutti che raccontano la medesima esperienza, per cui, anche di persone che, nel caso della rivista della Polizia (o presunta tale), non sono semplici cittadini, ma del membro attivo di una associazione di consumatori. Che tutti quelli che lamentano questi comportamenti scorretti siano dei minchioni e questi personaggi degli incompresi, io non ci credo…

      Nessuno mi pare abbia messo in dubbio quello che dici, che come detto non c’entra nulla con quello che ho scritto io, quindi non serve la produzione di prove a supporto. Di certo posso dirti che a seguito di quel che ho scritto, non solo sul Blog, sono in contatto da alcuni mesi con un Ufficiale dei Carabinieri ed anch’io so quel che dico e scrivo. Non posso rendere pubbliche le comunicazioni in quanto sono riservate, va da sè, però fidati, non parlo a vanvera.

  16. LUCIA
    27 ottobre 2009

    ho ricevuto oggi una telefonata per il giornale dei carabinieri, meglio l’ha ricevuta mio marito.
    Dopo un paio d’ore mi arriva un fax, in cui alla finr della fiera si dichiara che chi ti ha chiamato non è un carabiniere.
    Onestamente devo dire che sul fax ci sono tutti i recapiti telefonici .
    Non contenta sono andata dai CC che mi hanno detto che in base a quanto scritto sul fax chi mi ha chiamato non si puo’ qualificare comme appartenente all’Arma.
    Morale, signora rimandi tutto indietro.
    Mi sa che si sono fatti più furbi.
    Leggendo il fax come fai a denunciarli per truffa?
    Quando arriverà il corriere manderò indietro tutto.
    Tra l’altro ho i loro recapiti telefonici che ho lasciato ai CC.

    • paoblog
      27 ottobre 2009

      L’unica è stroncarli sul nascere ovvero al telefono… il fatto è che spesso ti prendono in contropiede ovvero non tutti hanno la prontezza di riflessi di ribattere, convinti per l’appunto di parlare con i carabinieri.

      • lonewolf
        30 dicembre 2009

        Sono un carabiniere in quiescenza e collaboro da anni, sporadicamente, con Il Giornale dei Carabinieri. Ho letto tutte le Email di protesta e questo mi rattrista molto poichè sono all’oscuro del telemarketing, cioè di questi sedicenti carabinieri che vogliono vendere il loro prodotto. Intanto chi vi chiama e buona norma che si presenti. Nel caso di proposta di vendita, ognuno è libero di accettare o meno la stessa. Per onestà intellettuale, devo ricordare a tutti, che non esisterà mai un carabiniere venditore di abbonamenti a mensili specializzati e/o d’informazione. La soluzione è semplicissima: si rifiuta l’offerta se non interessati. Personalmente, se fossi il responsabile del Giornale, vieterei agli operatori del call center di presentarsi come carabinieri, pena una denuncia all’autorità giudiziaria, ed invece li inviterei a presentarsi con nome e cognome ed anche n. di telefono indicando le mansioni o il contratto di mandatario della ditta tal dei tali incaricati dal mensile “Il Giornale dei Carabinieri” di raccolta abbonamenti. Quanti di voi non hanno ricevuto una telefonata nella loro vita di mobilifici od altre ditte ed imprese, nonostante il n.° telefonico riservato? Quanti di voi sotto le festività pasquali o natalizie oppure per la dichiarazione dei redditi, ricevono da tante fondazioni, associazioni, chiese etc che si richimano alla religione cattolica, inviti a fare delle offerte per i poveri o per delle iniziative magari, trovandosi all’interno della busta qualche sacra immagine? Ecco, inviterei qualche signore che dispensa con livore consigli su questo blog contro Il Giornale dei carabinieri, di avvalersi di tutte le facoltà di Legge e denunciare quanto da egli consigliato a terzi. Però nell’identica misura, qualora riceva “immagini sacre” o richieste di oboli per i “poveretti”, fare altrettanto con onestà. Carabinieri si nasce e si muore ed è per tale motivo che invito chiunque a rifiutare offerte telefoniche di abbonamenti da parte di ineducati che si presentano come carabinieri. Andando per logica, se fossi appasionato di calcio mi abbonerei ad una rivista, quotidiano sportivo specializzato nel settore di mio interesse; caso contrario rifiuterei e lo stesso vale anche per giornali di gossip etc. Un’Istituzione seria come l’Arma non credo che si faccia “stampare” e/o distribuire dalla Mondadori il proprio mensile “Il Carabiniere”, perchè ciò risulterebbe molto grave per tanti motivi e, per chi sa di chi è la proprietà della Mondadori, come ho letto precedentemente, il conto è presto fatto. C’è un’incompatibilità palese e si violerebbe il principio della libera concorrenza di mercato. Onde sgombrare il campo da facili illazioni, ha ragione chi si pone la domanda di che fine fanno i soldi raccolti dal mensile “Il Carabiniere” come è anche legittimo denunciare coloro che con insistenza vogliono vendere “Il Giornale dei Carabinieri”. Entrambi, per legge, sono obbligati a pubblicare il loro bilancio d’esercizio. Confrontateli e meditate. Ciò non giustifica gli ineducati ma neanche coloro che con livore vogliono gettare ombre su un mensile, regolarmente registrato e, presso il quale lavorano, per quanto mi è dato sapere, persone serie e del mestiere da non confondere con i primi.
        Voglio rispondere a paoblog: in attività di servizio, sono stato testimone di utenti della strada che alla contestazione di contravvenzioni al CdS, mostravano il tesserino di socio dell’ANC oppure dicevano di essere abbonati ad “Il Carabiniere”, sperando in una mia clemenza. La morale qual è: chi si abbona a qualsiasi organo di informazione lo fa per soddisfare la propria curiosità ed aiutare in questo modo lo stesso ma, al contempo, chi si abbona alle riviste del nel comparto sicurezza esistono quelli sopra elencati ma anche abbonati per finalità ovvie.
        Cordiali saluti

      • paoblog
        1 gennaio 2010

        Facendo riferimento a quanto scritto: “Ecco, inviterei qualche signore che dispensa con livore consigli su questo blog contro Il Giornale dei carabinieri, di avvalersi di tutte le facoltà di Legge e denunciare quanto da egli consigliato a terzi.”

        Io dispenso consigli in base alla mia esperienza con questi personaggi, senza livore, ma nella maniera più dettagliata possibile. Alcuni lettori grazie ai miei consigli sono riusciti a risolvere i loro problemi. Detto questo, è sufficiente leggere con attenzione, per scoprire che, io per primo, mi sono rivolto dapprima al 112 e successivamente all’URP di competenza per segnalare la cosa e che ho già avuto alcuni scambi di mail con un tenente collonnellod ei carabinieri che segue la vicenda.

        Il livore secondo il dizionario equivale a: “Astio maligno, rabbia velenosa” e francamente non trovo traccia di questo nel resoconto di quanto mi è accaduto ogni volta che sono entrato in contatto con il Giornale dei carabinieri e con il loro telemarketing.

        In ogni caso sono anni, parecchi anni, che si leggono proteste circa i metodi usati per proporre gli abbonamenti, sono molteplici i casi in cui si segnala che gli operatori si spacciano per carabinieri, per cui se l’Editore avesse voluto porre un limite a questi comportamenti, avrebbe potuto farlo.

        Visto che lei dice di essere un collaboratore saltuario, si faccia portavoce del malcontento di molti cittadini circa questi metodi e vediamo se la cosa cambia.

        Saluti

  17. lonewolf
    2 gennaio 2010

    Oppure sentimento di invidia o di rancore. Visto che tanti utenti si sono rivolti a Lei perchè non valuta di lavorare per una assoziazione di consumatori o segnalare alla stessa quello che Le succede. Vede il tenente colonnello al quale Lei si è rivolto, se non ha fatto nulla adesso non farà nulla neanche in futuro, perchè non può far nulla. Confidenzialmente, Le posso dire che, nella mia carriera, ho denunciato diversi ufficiali dei carabinieri, compresi generali e non gli è mai successo nulla, a parte in qualche caso. Ma questa è un’altra storia.
    Quello che intendevo dirLe, innanzitutto, che aver citato “livore” non era diretto a Lei ma è stata una percezione in generale.
    Piuttosto consiglierei ai tanti potenziali clienti da Lei citati, ripeto, di fare denuncia presso l’autorità giudiziaria portando come prova, ai sensi del d.lgs 196/2003 la registrazione di questi soggetti che si spacciano per carabinieri, previo consenso alla registrazione della conversazione dei vari interlocutori, stando ben attenti che se davvero fossero dei carabinieri incorerebbero in reati ben più gravi di quello di invitare il potenziale cliente alla sottoscrizione di abbonamenti, offerti anche in maniera inurbana, ma del tutto lecito, poichè consentito dalla Legge. Quello che non è consentito dalla Legge ai sensi degli artt. 347 e 498 2° comma c.p., se non ricordo male è l’usurpazione.
    Lei avrà anche letto il mio pensiero contrario a questo modus operandi di simili soggetti del telemarketing, trovandomi pienamente d’accordo. Le posso assicurare, come Le avevo anticipato nella precedente che, non solo fantomatici carabinieri offrono abbonamenti a delle riviste, ma riguardano tutto il comparto sicurezza e difesa. Aggiungo che riguardano anche il mondo ecclesiastico. Come mai nessuno si lamenta delle immagini sacre che si riceve a casa sotto le festività pasquali o natalizie chiedendo abbonamenti oppure oboli per strane iniziative, in barba alla legge sulla privacy? Come hanno fatto questi soggetti ad entrare in possesso degli indirizzi dei malcapitati di turno? Semplice. Esistono delle agenzie che vendono gli indirizzi. La differenza non consiste se nel mio intervento ho citato generalmente il livore del dispensatore di consigli ma quanto l’aver citato il giornale dei carabinieri senza alcuna cognizione di causa, cioè trovandolo d’interesse solo dei carabinieri. Ciò è falso, poichè il mensile si interessa nel suo piccolo dell’informazione in generale, quindi interessante anche per i civili, poichè ha delle rubriche che interessano persino gli stessi. Non comprendo come mai Lei non abbia avuto nulla da ridire sulle altre forze di polizia quali la polizia stradale o la guardia di finanza che offrono l’abbonamento dei loro mezzi di informazione e che poi siano ufficiali o meno, conta poco. In Italia, grazie al buon Dio c’è libertà di stampa e d’informazione, diritto costituzionalmente garantito, come Le avevo già affermato nello scorso intervento.
    In sintesi, dispensare consigli per combattere l’arroganza lo trovo legittimo ma, quello che non trovo legittimo è mascherare la diffamazione del giornale in maniera del tutto gratuita con la critica che è legittima. Vede, purtroppo il Giornale dei Carabinieri, il quale editore è già stato messo al corrente prima che leggessi il Suo invito, ha tanti “nemici” ( come potrebbe esistere tra i due maggiori quotidiani italiani Repubblica ed il Corriere della Sera) e tra questi anche l’Arma dei Carabinieri e/o altre similari associazioni o editori. Però nessuno dei due quotidiani si fanno la “guerra” diffamandosi.
    Per chiudere la conversazione, gradirei conoscere questo tenente colonnello al quale Lei ha già riferito in maniera del tutto trasparente affinchè, magari con il Suo aiuto e di questo tenente colonnello si possa migliorare il servizio, cancellando l’arroganza ma non sicuramente il diritto di lavorare con vari mezzi e tra questi rientra il telemarketing.
    Ripeto, ricevere una telefonata seppur in maniera inurbana, non ha mai ucciso nessuno. Ogni chiamato ha la facoltà di percorrere qualsiasi strada che più gli conviene anche quello di “abbassarsi” all’arroganza dell’interlocutore, chiudendo la comunicazione telefonica.
    Un’ultima annotazione che mi è sfuggita: perchè Lei ( mi è sembrato) o altri utenti hanno sottolineato che Il Giornale dei carabinieri non è mezzo d’informazione ufficiale della grande Istituzione. Chiedo: se fosse stato il mezzo d’informazione ufficiale dell’Istituzione, forse qualcuno si aspetta dei benefici abbonandosi? Eppoi: come mai nessuno solleva eccezioni sul fatto che all’interno del calendario storico dell’Arma dei CC è accluso un bollettino di c/c postale per abbonarsi alla pubblicità ivi inserita?
    Credo di essere stato abbastanza esaudiente con la presente con la speranza di non leggere più in futuro critiche mascherate da diffamazione, perchè in quel mensile collabora in maniera del tutto gratuita gente come me che non ha nulla da spartire con gli ineducati del telemarketing o del potenziale cliente.
    Come saltuario collaboratore non devo essere il portavoce di nessuno anche se ho già avvisato l’editore poichè la responsabilità penale è personale, quindi, per quanto mi consta verrà fatto il possibile per migliorare il servizio non per evitare il malcontento dei cittadini ( quello è datto dalle numerose tasse e tributi da pagare e/o dalla mancanza d’informazione strisciante che esiste in questo paese) poichè chi lavora non crea nessun malcontento. Vedasi le varie categorie di lavoratori ospedalieri, giudiziari, artigiani etc, i quali pochissimi di loro, con la loro ineducazione, potrebbero creare qualche pruriginoso fastidio, Sicuramente non malcontento.
    Cordialmente

    • paoblog
      2 gennaio 2010

      Devo dire che rispetto ad altri commenti letti su questo Blog o altri, sullo stesso tema, lei mantiene sicuramente un tono civile, ma in ogni caso quest’ultima replica contiene una serie di inesattezze ed argomentazioni che altro non fanno che sollevare un velo di polvere sulla questione, rendendola poco visibile all’occhio meno attento.

      1) Che io lavori o meno per un’associazione di consumatori, a ben veder, lei non lo sa. 😉 Ma a parte ciò, le associazioni sono a conoscenza di quanto segnalo, infatti se avrà la pazienza di fare una ricerca in rete, vedrà che sono molti i Forum di associazioni di consumatori che trattano l’argomento. Giusto per amor di precisazione, nel mio post sono inclusi alcuni link che portano per l’appunto a queste segnalazioni.

      2) Sentimento di invidia o rancore? Si fidi, che io possa essere invidioso di certi personaggi e dei loro metodi commerciali è impossibile.

      3) Secondo me, l’usurpazione di titolo da lei citata è proprio una delle componenti che portano al “livore” che lei ha visto in alcuni commenti.

      4) Circa la denuncia all’autorità giudiziaria, corroborata dalla registrazione telefonica come prova, mi fa cadere le braccia e mi vien da chiedere, non si offenda, se “ci è o ci fa“. A prescindere dalla difficoltà tecnica di predisporre un servizio di registrazione delle telefonate in un’azienda con centralino e numerosi interni, come può pensare che sia possibile ottenere il consenso dell’interessato?
      Mi darà il consenso chi mi chiama da un numero anonimo? Mi darà il consenso uno che si spaccia per carabiniere e che poi, alla domanda precisa: “Scusi, ma lei è un carabiniere?” la aggredisce verbalmente, senza peraltro dare una risposta? Mi daranno il consenso persone alle quali, se chiedi il loro numero di telefono, chiudono la comunicazione oppure lo danno falso?
      Senza dimenticare poi la situazione di ingolfamento in cui galleggia la giustizia in Italia. Non si riesce ad avere la giusta soddisfazione per vie legali in 10 anni, con pacchi di documentazioni a supporto, figuriamoci con una denuncia per un (presunto) reato minore, magari verso ignoti….

      5) Circa la sua affermazione “…l’aver citato il giornale dei carabinieri senza alcuna cognizione di causa, cioè trovandolo d’interesse solo dei carabinieri. Ciò è falso, poichè il mensile si interessa nel suo piccolo dell’informazione in generale…” la rimando a quanto scritto nel post ovvero:

      “Se leggete il testo di presentazione, vedrete che ci dicono che Nasce la prima rivista dedicata ai problemi degli operatori del Comparto Sicurezza e Difesa. Non stiamo a sindacare il fatto che sia un organo ufficiale o meno, ma il fatto stesso che tratti i problemi degli operatori della Sicurezza e Difesa la dice lunga; noi normali cittadini che c’entriamo?
      A questo punto ognuno di noi che deve fare? Abbonarsi alla Rivista dell’Idraulico o del Dentista? Che ognuno si abboni alla rivista che gli compete oppure alla quale è interessato. Punto. Forse che i carabinieri (o presunti tali) si abbonano alla rivista della Piccola industria?
      E poi, mi cambiano le carte in tavola, affermando che Per una conoscenza integrale dei propri diritti. Ma anche cronaca, professione, consumatori. 52 pagine di notizie utili per te e la tua famiglia. Ah! Prima è una rivista per gli operatori e poi diventa utile per me e famiglia.
      Poi si cambia di nuovo e scopriamo che è attivo un Centro Servizi Integrato dedicato all’operatore delle Forze dell’ordine e delle Forze armate. Che si decidano… a chi è rivolta questa rivista?”

      6) Lei scrive anche che “…Non comprendo come mai Lei non abbia avuto nulla da ridire sulle altre forze di polizia quali la polizia stradale o la guardia di finanza…”

      Mi spiace dirglielo, ma non ha letto con attenzione quanto ho scritto, visto che ad un certo punto scrivo che: “E non dimentichiamoci della Rivista dei Vigili del Fuoco, dei Vigili Urbani (questi è un pò che non chiamano) e dell’Agenzia delle Entrate.”; pochi paragrafi prima di questa affermazione ho citato sia il servizio televisivo sul Giornale della Polizia ed anche un comunicato della questura di Treviso.

      Le evidenzio il tutto in modo, per sua comodità: “Anche se è riferito al Giornale di Polizia, suggerisco di leggere questo interessante scambio di mail : http://contintasca.blogosfere.it/2009/02/riviste-della-polizia-lemail-del-e-il-servizio-di-striscia-1.html e, a seguire, questa comunicazione della Questura di Treviso, organo che ritengo ufficiale: http://questure.poliziadistato.it/Treviso/articolo-6-643-1381-1.htm

      Sempre restando nell’ambito di queste proposte di abbonamento, visto che la situazione è simile, si può anche leggere l’intervista a Max Laudadio, inviato di Striscia, in merito al Giornale della Polizia: http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2009/03/06/news_4180.shtml

      7) Circa la proposte di abbonamenti e/o sottoscrizioni, così come di vendite di mobilifici, le faccio notare che la cosa si pone diversamente. Se al telefono mi sento dire: “Buongiorno, è il mobilificio XY” mi viene facile chiudere la telefonata con un “grazie, non mi interessa”. Se chiama una persona dicendomi “E’ il Sindacato di Polizia”, ho ancora spazio per dire che non sono interessato, ma quando l’interlocutore inizia dicendo: “Qui Carabinieri, c’è il signor XY?” … e successivamente prosegue con “non si preoccupi, nulla di grave”, mi spiace per lei e per il Giornale con il quale lei collabora (saltuariamente), ma le cose sono diverse. E l’approccio del fantomatico (e falso) carabiniere sta diventando un’abitudine, così come lo è il tono dapprima amichevole e poi quasi minaccioso, ma sicuramente arrogante e maleducato.

      Domandare è lecito e rispondere è cortesia, si dice. Dal mio punto di vista, una volta che rispondo “Grazie, non sono interessato” qualsiasi parola in più è, come minimo, superflua se non molesta.

      8) Circa il fatto che esistano agenzie che vendono gli indirizzi, sfonda una porta aperta. Si sa, è purtroppo permesso da una Legge sulla privacy che nonostante abbia generato tonnellate di carta per dare l’assenso o meno al trattamento dei dati personali, ha poi una rete a maglie così larghe da risultare solo una presa in giro. Ed anche in questo caso parlo per esperienza personale e suffragata dai fatti. Cerchi in rete la mia vicenda con la Fastweb, da me denunciata al Garante, così come altri soggetti.

      9) Come dice lei, “In Italia, grazie al buon Dio c’è libertà di stampa e d’informazione, diritto costituzionalmente garantito.” ragion per cui mi ritengo autorizzato ad esprimermi liberamente, suffragato da esperienza personali e, poco da fare, anche da quelle di molte altre persone che hanno lasciato commenti in tal senso.

      10) Purtroppo anche lei, come i suoi predecessori, parla di diffamazione. “quello che non trovo legittimo è mascherare la diffamazione del giornale in maniera del tutto gratuita con la critica che è legittima. Però nessuno dei due quotidiani si fanno la “guerra” diffamandosi.”

      A prescindere dal fatto che non leggo diffamazione nelle mie parole, senz’altro dure verso i comportamenti commerciali e di conseguenza molto critiche, le garantisco che persone che parlano (a torto o ragione) a nome del Giornale dei Carabinieri cadono proprio sul terreno della diffamazione.

      Se questa affermazione (fatta da un altra persona, beninteso) le sembra corretta, veda lei: “Il Carabiniere vende poco e quindi ha bisogno di sputtanare gli altri usando i mezzi più beceri per fare quattrini”

      11) Lei scrive: “Chiedo: se fosse stato il mezzo d’informazione ufficiale dell’Istituzione, forse qualcuno si aspetta dei benefici abbonandosi?”

      Per stare al gioco le copio quello che ho scritto nel post: “Anni fa, ad un vigile urbano (vero o presunto) che insisteva per farmi abbonare e che millantava un vantaggio per gli abbonati, ho chiesto (era una provocazione, ovvio) se mi avrebbe consentito la cancellazione delle multe. Ovviamente no mi ha detto. Al che gli ho risposto che quello era l’unico vantaggio che poteva darmi, per cui a che mi serviva abbonarmi? Per una volta è rimasto senza parole….”

      Se poi un cittadino si abbona contando su un trattamento di favore da parte dei Carabinieri & C., a me francamente non importa nulla; va da sè che a questo punto si tratta di due furbacchioni che si incontrano. Fatti loro.

      12) Circa queste sua parole: “Per chiudere la conversazione, gradirei conoscere questo tenente colonnello….” non è certo un problema per me metterla in contatto con l’ufficiale in questione, fermo restando che la privacy impone anche a me delle regole, dato la corrispondenza è privata, per cui se mi autorizza, invierò al Tenente colonnello in questione i suoi commenti (peraltro pubblici, visto che li ha lasciati sul Blog) ed il suo indirizzo e-mail (privato), in modo che possiate poi comunicare come più vi aggrada.

      13) Infine due parole su questa sua affermazione in chiusura: “con la speranza di non leggere più in futuro critiche mascherate da diffamazione,…”

      Come detto non vedo “critiche mascherate da diffamazione” ma solo critiche ed opinioni, del tutto legittime, in quanto suffragate da fatti alla luce del sole e confermate da più fonti (cittadini, associazioni, ecc.). Considerando che la diffamazione è un reato penale dubito fortemente che l’URP dei Carabinieri ai quali ho inoltrato integralmente il post, mi avrebbero dato ragione.

      Tra l’altro, il modo migliore che ha il Giornale dei Carabinieri (unitamente all’editore) di proteggere il suo buon nome è quello di prendere i provvedimenti necessari per far cessare queste pratiche commerciali scorrette a loro nome. In caso contrario, più che di diffamazione (presunta) di chi come me critica questi comportamenti, forse potremmo parlare di colpevole negligenza dell’Editore. Ma anche questa, ovviamente, è una mia opinione…

      Saluti

      • lonewolf
        2 gennaio 2010

        Grazie per aver considerato il mio intervento civile. Di solito lo sono come la stragrande maggioranza degli italiani e quando incontro un incivile preferisco non dargli corda.
        Vede, forse diciamo la stessa cosa, ma la vediamo da due angolazioni differenti. Io faccio un discorso in generale, dandoLe ragione, mentre Lei ne fa una questione personale. Allora mettiamoci d’accordo su una cosa: qui quello che è da “combattere” sono le maniere inurbane dei vari telefonisti di ben tre call center. Punto. Tutto il resto è aria fritta. Nessuno, dico nessuno può vietare a chiunque operi nel settore del telemarketing di proporre i loro prodotti. Bisogna capire il modo in cui lo fanno. L’Editore repentinamente da me informato ha già avanzato le proprie lagnanze ai titolari delle tre ditte proprio per salvaguardare il buon nome del Giornale dei Carabinieri che non ha nulla da invidiare ad altri organi d’informazione analoghi. Lei continua a criticare mascherando la diffamazione, sempre il Giornale dei carabinieri che a suo modo di vedere è diretto solo agli operatori del settore. Ciò non corrisponde al vero e dubito che Lei abbia mai avuto il modo, non di leggerlo ma di sfogliarlo. Il problema che Lei si faccia paladino e denunci questi comportammenti inurbani mi lascia presupporre di trovarmi di fronte ad un “personaggio in cerca d’autore”. Vede, io mi sono presentato a 360° però non ho avuto il piacere di sapere almeno che tipo di lavoro Lei faccia. In merito ad altre riviste, personalmente leggo riviste specializzate riguardanti il mondo della bioedilizia, dell’industria e dell’artigianato. Leggo giornalmente il Sole 24 ORE ma non capisco cosa c’entra tutto ciò. La serietà del Giornale dei Carabinieri è stata dimostrata ampiamente, perchè a seguito della lettura dei suoi vari post, in questi tre giorni di festività abbiamo lavorato per non creare disagi a nessuno, ripetendoLe che fare una telefonata per proporre un abbonamento non ha mai ucciso nessuno. Persino i bambini sanno come si fa a registrare una telefonata anche in presenza di un centralino. Basta comprare il kit con costo di pochi euro. Ma il problema è combattere proprio in questo modo chi fa l’arrogante? Credo che averLe citato la Legge, in questo caso mi sono permesso di spiegarLe in maniera intelligibile cosa dice la norma, il Dlgs 193/2003 prevede in maniera dettagliata la procedura da seguire cioè: io sono il telefonista la contatto ed in quel momento Le dico “mi autorizza a registrare la conversazione”?; Lei ha il diritto di rispondermi come meglio crede, cioè con un si oppure con un no. Quindi mi sembra da parte Sua ingrato definirmi se “ci sono o ci faccio”. Questa considerazione la faccia direttamente ai nostri legislatori che emanano queste leggi. Il consiglio sulla registrazione proveniva da una persona con qualche esperienza professionale che sicuramente non merita essere ridicolizzata probabilmente da uno che fose ha scarsa dimestichezza. Vede, recentemente ho avuto dei problemi con la società telefonica VODAFONE. Componendo il 190, il risponditore automatico mi metteva sull’ avviso che la conversazione con l’operatore era registrata “ai fini di qualità”. In realtà così non è e non Le sto neanche a spiegare le violazioni di Legge che in quel momento la VODAFONE stava commettendo. Avvalendomi delle mie facoltà di legge, negavo il CONSENSO alla registrazione, diffidandoli ed avvisandoli che di tutto ciò avrei informato il Ministero ed il CORECOM, poichè la procedura adottata è vietata dalla Legge senza il preventivo consenso dell’interlocutore alla registrazione. Come vede ognuno di noi ha la propria esperienza ed incappa tante volte in quelle che sono ” gli inganni” della vita. Sicuramente da non perderci la salute, perchè ci sono cose ben più importanti da fare, almeno per quel che mi riguarda. Mettermi in contatto con il tenente colonnello non credo porterà a qualcosa di costruttivo, comunque Lei ne ha facoltà. Di rimando, io La invito a mettersi in contatto con il Maresciallo dei carabinieri Ernesto Pallotta, direttore responsabile del mensile o con la dottoressa Mirella Scardina, editore ed esporre ad entrambi la questione dei telefonisti ineducati. Personalmente, per quanto mi era dato, ho fatto il mio, avvisandoli entrambi. Però sarebbe anche carino oltre che eticamente giusto, visto che è entrato in contatto con un collaboratore per la soluzione della vicenda, mettersi in contatto personalmente con l’editore, evitando, ripeto, scrivere sul blog che si tratta di un mensile solo ed esclusivamente ad uso e consumo degli operatori del settore, poichè così non è si potrebbe rischiare di arrecare danno al Giornale e del quale qualcuno poi nelle sedi competenti ne dovrà rispondere, cioè dovrà fornire l’onere della prova. Dato che Le piace navigare su INTERNET, provi a visitare i siti giuridici e si renderà conto di quante condanne esistono contro coloro che in maniera deleteria (in generale) criticano.
        Il “nostro” è un Giornale che è nato dopo le sofferenze patite da tantissimi carabinieri di ogni ordine e grado che, da sempre, rivendicano una maggiore democratizzazione delle forze armate e di polizia ed ilo riconoscimento dei diritti costituzionalmente garantiti. Le posso confermare che questo tema interessa milioni di italiani ai quali sta a cuore la condizione lavorativa delle nostre forze dell’ordine e dei nostri soldati, soprattutto di quelli impiegati all’estero per le missioni di pace o di quelli morti per causa dell’uranio impoverito.
        Condivide?
        Cordialmente

      • paoblog
        3 gennaio 2010

        Circa la sua affermazione circa la registrazione della telefonata al 190 “In realtà così non è e non Le sto neanche a spiegare le violazioni di Legge che in quel momento la VODAFONE stava commettendo.”

        Recentemente il Garante della Privacy ha stabilito che nel caso sulla bolletta telefonica ci sia una spesa per un servizio non richiesto, potete chiedere al gestore telefonico la prova audio del vostro assenso.

        L’utente ha quindi uno strumento in più per far valere i propri diritti in caso di controversie legate all’attivazione di servizi telefonici. Non è più sufficiente che l’azienda invii all’utente la semplice trascrizione dei contenuti della conversazione telefonica: chi vi ha attivato il servizio dietro ordine telefonico deve provarlo con la registrazione della chiamata. Anche i materiali audio e video sono considerati dati personali: l’utente ha quindi tutto il diritto di avervi accesso. (Fonte della notizia: Altroconsumo).

        Credo sia ovvio che la registrazione della conversazione si trasformi in un’arma in più in mano al cittadino per difendersi dai comportamenti scorretti di chi propone abbonamenti o servizi. Se Vodafone non registrasse la telefonata, come potremmo dimostrare di non aver mai accettato una proposta d’abbonamento?

        La pratica di fatto si adatterebbe (secondo me) anche a tutto ciò che viene effettuato a distanza e credo che se ci fosse l’obbligo per tutti coloro che offrono un abbonamento e/o servizio mediante contatto telefonico, di registrare le conversazioni, questo post non sarebbe mai stato scritto.

        °°°
        Lei continua a criticare mascherando la diffamazione, sempre il Giornale dei carabinieri che a suo modo di vedere è diretto solo agli operatori del settore.”

        Io critico, esprimo opinioni personali. Punto. Credo mi sia permesso avere un’opinione sul fatto che il Giornale dei Carabinieri (quello del Sindacato di Polizia e via dicendo) sia destinato prevalentemente agli operatori del settore. Che poi abbia il piacere di leggerlo anche il semplice cittadino è fuori questione.

        In ogni caso vorrei farle notare che l’Editore in primis scrive sulla pagina di presentazione del Giornale che: “Nasce la prima rivista dedicata ai problemi degli operatori del Comparto Sicurezza e Difesa.”

        E poi lei mi viene a dire: “evitando, ripeto, scrivere sul blog che si tratta di un mensile solo ed esclusivamente ad uso e consumo degli operatori del settore, poichè così non è si potrebbe rischiare di arrecare danno al Giornale e del quale qualcuno poi nelle sedi competenti ne dovrà rispondere

        Tra l’altro, visto che il suo commento non è stato censurato, chi si soffermerà su questo post potrà leggere le mie opinioni ed esperienze, quelle di altri lettori e le difese del giornale da parte sua e trarre le sue conclusioni, siano esse favorevoli alla mia opinione così come alla sua. Ben diverso sarebbe se io, alla fonte, censurassi le opinioni che discordano dalla mia e pubblicassi solo quelle a sostegno delle mie…

        °°°

        Il problema di fondo, lo sappiamo entrambi, è come il giornale viene proposto. Non viene proposto telefonicamente come un giornale utile (anche) al cittadino se non, come mi è successo nell’ultima telefonata, per trovare i numeri per contattare i Carabinieri e credo che lei per primo possa capire quanto sia ridicola questa affermazione, visto che esiste il numero 112 al quale fare riferimento.

        Tratto dal sito dei Carabinieri: ” Il 112 consente al cittadino di chiedere l’intervento di personale dell’Arma per situazioni di specifica competenza istituzionale ed il soccorso per circostanze di pericolo, nonché di riferire notizie utili per l’attività investigativa. Gli operatori sono in grado di soddisfare le richieste del cittadino assicurando l’intervento e fornendo le risposte di pertinenza o indirizzando l’utente ad altre strutture specificatamente competenti attraverso il trasferimento della richiesta per il suo tramite o della chiamata mediante connessione telefonica diretta con gli enti collegati e l’indicazione di numeri telefonici e indirizzi.”

        °°°

        Visto che lei per primo ha parlato di libertà di stampa e di opinione, ha notato che, scritto dopo scritto, sta abbandonando il terreno del semplice confronto di idee ed opinioni e continua a parlare di diffamazione, di condanne, di onere della prova per una persona che ha semplicemente espresso delle opinioni, che a suo parere potrebbero essere lesive nei confronti del giornale in questione.

        °°°

        Il problema che Lei si faccia paladino e denunci questi comportammenti inurbani mi lascia presupporre di trovarmi di fronte ad un “personaggio in cerca d’autore”.”

        Io non mi ergo a paladino. Ho raccontato una mia esperienza, ho letto i commenti di molti cittadini che si sono trovati alle prese con il medesimo problema (che perdura da decenni) ed ho dato alcuni consigli sul come risolvere la situazione, girando loro ciò che mi hanno detto i Carabinieri.

        Il “personaggio in cerca d’autore” lo rispedisco al mittente.

        °°°

        In conclusione, lei vede questo post sul giornale come una battaglia personale contro un obiettivo specifico, ma così non è; se le operazioni di telemarketing fossero condotte in maniera trasparente e corretta, del giornale in questione non parlerei.

        Ho pubblicato anche diversi post contro i comportamenti dei call center in generale, ma al centro di tutto c’è la Fastweb, perchè ha dimostrato una scorrettezza di base.
        Risultato? Numerosissimi lettori che si sono riconosciuti nelle mie esperienze.

        Ci sono post sulla Vodafone perchè offre un servizio che non è all’altezza delle promesse.
        Risultato? Come sopra con molti che vogliono adire alle vie legali contro Vodafone e che io, semplicemente, metto in contatto fra loro.

        Ho pubblicato una lettera del presidente di un’associazione dei consumatori circa il comportamento scorretto dei venditori “porta a porta” della Sorgenia.
        Risultato? Il direttore commerciale di Sorgenia che invita tutti i consumatori a scrivergli direttamente per segnalare comportamenti scorretti.

        Infine il post sul giornale con il quale lei collabora.
        Risultato? Numerosi commenti di persone che si sono (anche qui) riconosciute nella mia esperienza e poche risposte a favore del giornale. Ed alla fine spunta sempre la stessa parola “diffamazione” che sembra voler mascherare il divieto alla critica. Lo ha fatto lei ripetutamente, lo ha fatto un altro “lettore”, lo si trova scritto in tutti i commenti a difesa del giornale in oggetto. Ogni volta che qualcuno lo critica, ecco arrivare una lettera che con toni più (o meno) educati, cita la parola DIFFAMAZIONE invitando poi a sospendere le critiche.

        Esiste la libertà d’opinione finchè non si parla a sfavore di questo o quello? Poi scatta il complotto, la diffamazione, e via dicendo?

        Non sarebbe bello se, semplicemente, scrivesse un responsabile del Giornale garantendo che i comportamenti scorretti di telemarketing cesseranno una volta per tutte?

  18. lonewolf
    3 gennaio 2010

    Non c’è peggior sordo di chi non voglia sentire. Le avevo appena scritto che mi trova d’accordo su tutto ciò che comporta la scorrettezza (presunta) del telemarketing, Lei invece continua su una linea polemica. Le avevo anche scritto, che l’editore, nonostante le festività si è attivato immediatamente. Le avevo anche scritto che un conto è criticare l’operato dei telefonisti ed un conto è criticare l’offerta dell’abbonamento mettendolo in cattiva luce. Le ripeto, per quanto mi constà, che la critica mascherata da diffamazione è punibile dalla Legge. Non lo dico io ma lo dice numerosa dottrina e giurisprudenza. Si consigli con qualche legale o con qualche appartenente alle associazioni di consumatori. In merito al mio modo di agire e confrontarmi è talmente trasparente che non capisco Lei dove vuole andare a parare. Se Lei continua a rispondermi polemicamente perchè vuole avere ragione a tutti i costi…… oppure (causa la suscettibilità) ha trovato un’interlocutore che oltre a collaborare con il glorioso Giornale dei carabinieri studia persino Legge…a questo punto faccia Lei. Non so più cosa dirLe. Come Le avevo già anticipato precedentemente, quando mi trovo innanzi ad una persona che a qualsiasi costo si rifiuta di capire, nonostante l’interlocutore gli dia ragione, l’unica strada da percorrere è quella di fargli credere di avere ragione ed interrompere qualsiasi confronto che, da parte mia è sempre stato improntato alla massima civiltà (da Lei riconosciuta) e così sarà sempre.
    Come esperienza personale, avvalendomi di tutte le facoltà di Legge, ho sempre esercitato i miei diritti costituzionalmente garantiti, avvalendomi degli strumenti legislativi e tra questi le consiglio come lettura il dlgs 206/2005 tutela dei consumatori. Non sempre i consigli dati da qualche appartenente alle associazioni di consumatori sono qualificati. Per esperienza personale ed in maniera autodidatta ho sempre ottenuto gratificazioni in tutti i contenziosi che hanno visto coinvolti, il sottoscritto, amici e semplici cittadini.
    Cordialmente

  19. ernesto
    4 gennaio 2010

    Gentili bloggers,

    per prima cosa mi presento: sono il Maresciallo Capo dei Carabinieri Ernesto Pallotta, fondatore nel 1997 del Giornale dei Carabinieri e nel 1993 della prima associazione rivolta al personale dei carabinieri denominata “UNARMA”.

    Per onore della cronaca, e solo questa volta perchè non desidero entrare in questa polemica a volte faziosa o “pilotata” da qualcuno, chiarisco quanto segue:

    1) Nel 1993 facevo nascere la prima associazione di carabinieri denominata “UNARMA”, per ottenere il diritto sindacale nelle Forze armate. Infatti grazie all’adesione all’Euromil, l’unica organizzazione che riunisce tutti i sindacati militari d’Europa, ho scoperto che 21 Paesi hanno concesso alle loro forze armate il diritto sindacale. Per questo motivo, attraverso UNARMA ho presentato contenziosi al Tar, al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale (vds sentenza n.449 del 1999).

    2) Il movimento di “democrazia militare” cresceva, nello stesso anno pubblicavo il libro “la democrazia nelle forze armate, ovvero il diritto negato” edito da “Il ventaglio” di Roma.

    3) nel 1997, quando la struttura contava più di 3.000 iscritti si dava vita al Giornale dei Carabinieri. Una pubblicazione nata quale organo ufficiale dell’associazione UNARMA e distribuita agli abbonati e alle caserme dell’Arma.

    4) Sino ad allora UNARMA aveva vissuto senza tanti problemi. Ad un certo punto, coincidentalmente ocn la nascita del GIornale dei Carabinieri, e con l’aumento degli iscritti, si avviava contro UNARMA una campagna denigratoria. L’idea sindacale che prima veicolava sottovoce e solo all’interno dell’Arma, per la prima volta veicolava all’esterno e questo grazie anche alla rivista che, sempre per la prima volta, discuteva sui problemi interni all’Arma! Inoltre il GIornale dei Carabinieri diveniva la concorrente de “Il Carabiniere”, entrando nel mercato editoriale.

    5) Nel 1999 terminavano i contenziosi avviati nel 1993, con una sentenza della Corte Costituzionale (criticata dai massimi costituzionalisti) la quale negava il diritto sindacale in quanto il sindacato militare attentava alla gerarchia militare (!) come se gli eserciti tedeschi e degli altri 20 paesi europei, godendo del diritto sindacale,fossero allo sbando!!. Ad ogni modo rispettando una sentenza che i costituzionalisti hanno definito “politica”, UNARMA veniva “congelata”, in quanto considerato un sindacato “di fatto” e pertanto vietato ai carabinieri, in attesa della sentenza dei giudici della Corte europea nel frattempo aditi.

    6) Per proseguire nella battaglia di democrazia militare il giornale, nel 2000, veniva affidato ad un imprenditore civile, in sostituzione di UNARMA che non poteva proseguire nelle sue attività e quindi dare impulso al progetto, che aveva mantenuto proseliti. L’editore, per questo motivo a fronte delle connesse difficoltà anche economoche in assenza di associati, affidava a società di telemarketing esterne il procacciamento di abbonamenti.

    7) la batttaglia di democrazia prosegue in quanto:
    a) i militari che si abbonano, grazie ai proventi degli abbonamenti dei civili, usufruiscono della consulenza ed attività legale gratuita secondo le condizioni a loro riservate ed indicate nell’ultima pagina del giornale:
    b) nel frattempo è nato il Comparto SIcurezza e DIfesa della UILP (UIL Pensionati) che al suo interno contiene Il Sindacato Nazionale dei Carabinieri in congedo. Questo consente al sindacato in pensione (che al contrario di quelli in servizio può esistere) di percorrere gli interessi dei carabinieri attivi;
    c) Il giornale dei carabinieri è divenuto pertanto l’organo ufficiale del suddetto sindacato in pensione!
    d) la rivista tratta di problematiche afferenti i carabinieri e svolge una attività di informazione “alternativa” e diversa dal “pensiero unico” che la società oggi vuole propinarci.

    8) Le società di telemarketing sono accuratamente scelte dall’editore che ne verifica l’attendibilità, intervendo con successo di fronte a quelle poche situazioni di equivoci che sono sorte;

    9) Poichè i vostri nominativi sono all’interno di un portafoglio clienti non è detto che tutti quelli che vi contattano siano della “filiera” di Main Force. Esistono infatti altre riviste che sulla scia di quella nostra hanno fatto nascere altri giornali che recano la parola “carabinieri”.

    10) La parola carabinieri non è soggetta a copywright in quanto riveste una qualifica, uno status e non può essere brevettata, per questo motivo, i carabinieri possono dar vita ad una loro rivista. Il giornale dei Carabinieri vanta della collaborazione di carabinieri, tra cui ufficiali in servizio!

    11) Il giornale dei Carabinieri fa valere il diritto di recesso, questo è dimostrabile a) dai rimborsi che i call-center hanno effettuato e che sono a disposizione di eventuali organi inquirenti: b) dalla dicitura circa il diritto di recesso che reca la busta esterna di spedizione del giornale dei carabinieri; c) dalle comunicazioni degli operatori della redazione che potete testare in qualunque momento, a sorpresa; d) dal rifiuto del plico all’atto della consegna.

    12) molti call-center, come testimoniato da una blogger, inviano un fax per chiarire senza equivoci le condizioni di abbonamento. Alcuni addirittura registrano la telefonata al fine di difendersi da eventuali contenziosi.

    13)dire che il giornale è una truffa, per il solo fatto che qualcuno si è spacciato come carabiniere è diffamatorio. Il giornale viene spedito regolarmente agli utenti; i contenuti della rivista sono chiari e fanno capire il progetto di democrazia militare portato avanti; i cittadini godono del diritto di recesso; i carabinieri godono dell’attività legale gratuita oltre che di un organo di informazione che parla di loro; il giornale è l’organo ufficiale del SINACC.

    14) Probabilmente nel sito mancano tutte le informazioni del caso, e visto al segnalazione del blogger, provvederemo ad inserire tutte le notizie del caso, dirimendo ogni dubbio circa le registrazioni di legge, iscrizioni alla camera di commercio, atti costitutivi, trasformazioni societarie visto che l’editore ha trasformato la ditta individuale in srl, (forse sono questi passaggi che mancano al blogger), ed esistono diversi brand che fanno capo all’editore: “Il Giornale dei Carabinieri”, “Main Forcer srl”, “Main Force Service”, “www.nsd.it”, “radiosicurezza”, “nsd video”, centro alti studi main force”.

    15) Il giornale dei carabinieri non è interessante solo per l’operatore di polizia, ma per tutti. Il giornale, grazie all’acoordo con la Uil e la uil pensionati, contiene articoli su caf, consumatori, servizi, patronato, Inoltre reca gli articoli veramente di interesse del cittadino parlando del bene più prezioso che deve tutelare: la sicurezza, sua personale, della sua famiglia, dei suoi figli, oggi la sicurezza viene spesso usata a sproposito da politici quale campagna elettorale, dire che il giornale dei carabinieri che parla di sicurezza non è interessante per i cittadini, vuol dire avere gli occhi bendati. Ma questa è una scelta che possiamo capire.

    16) io mi sono presentato e mi sono sempre assunto le responsabilità delle mie scelte, se digitate il mio nome su google troverete tutto quello che ho fatto, nel bene e nel male, forse anche sbagliando, ma in buona fede. Mi anima la volontà di cambiare qualche cosa, nel mio piccolo, soprattutto la condizione militare che definisco come “suddito”, piuttosto che di “cittadino”, e forse questa condizione a poco a poco si sta estendo al resto della società, in quanto i diritti stanno indietreggiando ed è già difficile mantere le posizioni. Sono a vostra disposizione nella e-mail cheernestoit@yahoo.it e non credo che risponderò più su questo blog perchè so che la questione può durare all’infinito ed io non ho tempo ne voglia. Il telefono della redazione è 068553130.

    Chiedo scusa per tutti coloro che si sono sentiti truffati e pur non avendo alcuna responsabilità sono a vostra disposizione per chiarimenti e per risolvere ogni problema intervenendo energicamente ove ci fosse la necessità. Ma sappiate ragionare con la vostra testa e non sentitevi offesi se vi telefonano. Accade anche a me con tre, vodafone, e venditori vari. E’ gente che lavora e lavorare oggi è difficile. Se il prodotto vi piace prendetelo altrimenti rifiutatelo, è semplice. Ma prima vedete con i vostri occhi e poi giudicate. Qualcuno ha interesse che tutto questo movimento di democrazia non esista e pertanto vi esortano a presentare denuncia per il solo fatto di essere stati contattati!!!!! A voi ogni giudizio.

    Grazie dell’attenzione

    Ernesto Pallotta

    • paoblog
      4 gennaio 2010

      Egregio Sig. Pallotta, questa è risposta, ben argomentata, che avrei voluto leggere da molto tempo. Su alcuni punti della sua esauriente esposizione non concordo, ma è sicuramente un punto di vista personale, condivisibile o meno.

      Scrivo solo alcune cose, giusto per far capire che in ogni caso da parte mia non vi è malafede o preconcetto verso la testata, fermo restando che secondo me era il caso di ascoltare le proteste dei cittadini circa i metodi dei call center, invece che sentirsi diffamati. Non dico che la testata in questione non abbia un’utilità per i carabinieri (ed in seconda battuta per un cittadino), ma sicuramente almeno sino ad oggi si è proposta nel modo sbagliato.

      Il termine “truffa” è stato usato, a torto o ragione non sta a me dirlo, dal 112 al quale avevo chiesto chiarimenti dopo l’ennesima telefonata fatta da un interlocutore che si è definito carabiniere e che in ogni caso è stato aggressivo e minaccioso.

      Il fatto stesso che in ogni caso lei scriva “Chiedo scusa per tutti coloro che si sono sentiti truffati…” mi fa pensare che abbia capito che i metodi di alcuni (troppi) operatori siano stati la prima causa di un pregiudizio verso la testata stessa.

      Il post ovviamente resta sul Blog, unitamente a tutti i commenti, in modo che ogni lettore possa avere un quadro dell’intera vicenda e, nel caso, lasciare la sua testimonianza; spero vivamente che sia la volta buona per chiarire una volta per tutte la questione e che non siano necessari ulteriori aggiornamenti, da una parte o dall’altra.

      Nel caso succedesse, sarà mia premura inviarle una mail in merito, fermo restando che non mi invento nulla, pur di giustificare o meno una mia opinione.

      In ogni caso quanto scritto sino ad ora, sia dove vi è semplice esposizione dei fatti, sia le opinioni e/o critiche personali e gli scambi con alcune persone legate (o meno) al giornale, tutto ciò non è stato pilotato con faziosità, perlomeno per quanto riguarda le mie parole. Delle parole altrui, non rispondo, che siano di lettori o collaboratori del giornale.

      °°°

      P.S. Avrei una domanda: considerando che le telefonate sono parecchie durante l’anno e che non sono interessato al Giornale, è possibile inviare un fax all’Editore richiedendo la cancellazione del nominativo dalla vs. Banca dati e/o mailing list, in modo da evitare ulteriori contatti? Grazie

  20. mirco
    29 gennaio 2010

    La prima volta mi ci hanno fregato.Poi un giorno chiamavano per conto dei carabinieri e un altro per la polizia e dicevo loro che ero abbonato ad un o all’altro a seconda del caso.Poi chiamano per conto di:polizia sanitaria,finanza,agenzia delle entrate e rispondevo di no.Ora mi sono rotto,ho aderito per farmi mandare qualche recapito,così li denuncio.Ora si sono evoluti,mandano anche e-mail e chiedono il pagamento immediato tramite corriere o posta.Io ho chiesto di mandarmi un bollettino da pagare con comodo.Vediamo che succede.

  21. Stefano Bill
    25 febbraio 2010

    Vorrei rispondere a chi ha ironizzato sulla presunta “coda di paglia” di chi accetta di abbonarsi a riviste del genere.

    In azienda siamo abbonati alla rivista Il Carabiniere, l’abbonamento ci è stato proposto molti anni fa dai Carabinieri, “quelli veri”, non da un call centre.
    Chissà se chi ha tanta voglia di ironizzare avrebbe avuto la faccia tosta di rifiutare l’offerta (motivando il rifiuto!), guardando negli occhi chi indossa una divisa…
    Tra parentesi l’abbonamento costa poco e hai pure il calendario in omaggio, come dire di no ad una offerta così allettante? (adesso l’ironia ce la metto io)

  22. Maurizio
    6 giugno 2010

    A far data dalla seconda meta del 2009, IL GIORNALE DEI CARABINIERI non pubblica più. A partire dal 2002, dopo le indagini preliminari, ci fu una richiesta di rinvio a giudizio per fatti già esposti in questo blog. Non se ne conosce l’esito.

    • Francesco Di Fiore
      7 giugno 2010

      Egregio sig. Maurizio,

      desidero sapere i motivi della non pubblicazione del Giornale dei Carabinieri. Ho collaborato per diversi anni con il giornale e proprio in questi giorni ho scoperto tante magagne che saranno inoltrate per il più da praticarsi all’autorità giudiziaria competente. Una su tutte, anni addietro, il Giornale insieme all’abbonamento forniva un’assicurazione all’ARAG di Verona. Quindi una quota dell’abbonamento era destinata ad assicurare gli abbonati ed i collaboratori.

      Dopo vari contenziosi ed aperture di sinistri, scopro, mio malgrado, che il sig. Pallotta, fondatore e responsabile alternativamente del giornale in questione, pagava i premi in ritardo (facendo decadere la copertura) o non li pagava proprio. Questa notizia mi è stata fornita per iscritto dall’ufficio legale dell’ARAG.

      In questi giorni, richiedevo la copertura assicurativa per due sinistri (consiglio di stato dopo dieci anni) e, nonostante la diffida e la lettera d’interruzione della prescrizione dei termini invitata al responsabile del Giornale, quest’ultimo, contattato telefonicamente, ha chiuso la conversazione simulando che non sentiva nulla, nonostante l’invio di un sms a richiamarmi, ciò ancora non è avvenuto.

      Quanto sopra lo dice un collaboratore ed un carabiniere che credeva nel progetto di democratizzazione dell’Arma, ma invece aveva a che fare con soggetti che pensavano al profitto a spese dei malcapitati. Adesso si esprimerà la Giustizia.

      Che qualcuno non creda di passarla liscia dopo aver rovinato tantissimi carabinieri che necessitavano di assistenza. Il resto lo lascio a Voi cari lettori.

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  26. daniele
    9 giugno 2011

    Il mio titolare si è lasciato convincere ad abbonarsi al giornale dei carabinieri.
    Dopo averlo ricevuto cominciano strane telefonate:
    1) chiama un tizio presentandosi come “ufficio finanza e tributi” e dicendomi che era già d’accordo col mio titolare (quello che aveva accettato l’abbonamento al giornale) per un contrassegno di 145 € a favore della finanza o qualcosa di simile.
    2) mi chiama una tizia 2 volte, prima spacciandosi “per rivista della polizia” poi dicendomi che era il corriere bartolini e che avevamo già accettato un contrassegno di 145 €. Ho detto che avrei parlato col mio titolare e l’avrei richiamata, mi risponde che non ha un numero diretto… Le chiedo il cognome e in che sede di bartolini lavora, risposta “cosa vuola anche il codice fiscale?”

    In azienda stiamo valutando se denunciare l’accaduto il problema è che le telefonate non sono state registrate

    giovanedani@hotmail.it

    • paoblog
      9 giugno 2011

      C’è da dire che le telefonate sono cicliche. Quando iniziano i carabinieri, dopo poco arrivano anche gli altri, a ruota ….

      Quella di chiedere nominativo e telefono è sempre una mossa vincente….

      La denuncia si può fare, anche se verso ignoti, come mi avevano consigliato i carabinieri (quelli veri 😉 ) … d’altro canto se nessuno segnala o denuncia, loro non possono attivarsi…

  27. ciccio
    8 dicembre 2011

    sinceramente sono stanco e stufo di queste diffamazioni e calunnie. Su tutti i prodotti citati cè scritto a chiare lettere che è possibile il diritto di recesso che esercitano tutti gli editori. Per non essere chiamati al telefono basta iscriversi al registro delle opposizioni. Anzichè continuare con queste false lamentele abbiate il coraggio di guardarvi allo specchio e dire che negli ultimi anni avete votato Berlusconi che vi racconta che quella è la nipote di Mubarak e che per anni vi ha dispensato ogni sorta di atrocità senza neppure scrivere il recesso. Avete ingoiato ogni sorta di nefandezza e adesso con chi ve la prendete? Con i giornalini e con chi ci lavora. Una beata volta, brutte pecore invigliacchite, abbiate il coraggio di prendervela con i più forti ma sono sicuro che come sempre ve la prenderete con i più deboli. Continuate a farvi fottere delle varie telecom, Berluscones, e puttane varie e state certi che quello vi va bene e state pure muti. Servi, vigliacchi e bugiardi. Dimenticavo, andate in banca a farvi inculare per centinaia di migliaia di Euro e andate poi al comando Carabinieri a fare denuncia. Ci sono banche e politici che vi hanno messo a 90° per tutta la vita e non avete mai detto un cazzo merde e le la prendete con i poveracci. Per una buona volta ragionate con quel che vi resta del cervello ed informatevi che la rivista Il Carabiniere è distribuita dalla Mondadori (quindi il berlusca) Ovvio che tutte le altre sono truffe da eliminare. Perchè striscia la notizia non ha mai mandato il gancio alle feste dell’imperatore con la nipote di Mubarak? Vi saluto invitandovi a guardarvi allo specchio e a contunuare a lavarvi il viso dove ve lo siete sempre lavato : nel bidet

    • paoblog
      9 dicembre 2011

      Letto il commento, invito lei a lavarsi la bocca con acqua e sapone. E’ sufficiente il lavandino.

      I commenti sono ben accetti se argomentati e nel rispetto delle opinioni altrui che possono essere condivisibili o meno. Ero intenzionato a depurare il commento dai vari insulti, ma credo che la lettura integrale sia più istruttiva.

      Io rispetto i Carabinieri, quelli veri che si fanno un mazzo così, sottopagati, per tutelare i cittadini e lo Stato. Ed infatti nel post non si parla male dei Carabinieri, ma di chi si spaccia per loro.

      In ogni caso, avrà notato leggendo il post che per prima cosa mi sono rivolto ai Carabinieri per avere informazioni in merito a queste persone che telefonano, per cui tutte le sue supposizioni,ipotesi, insulti, li rimando al mittente. Una persona corretta e che lavora onestamente dovrebbe essere la prima ad appoggiare chi lamenta scarsa trasparenza.

      Per quanto riguarda il Registro delle Opposizioni, un paio di precisazioni: 1) io ad esempio non essendo sull’elenco, non posso iscrivermi e 2) è difficile che un’azienda possa iscriversi, in quanto il telefono resta il primo punto di contatto con l’esterno e ricevere telefonate commerciali può essere d’interesse. Vero è che il 99% delle telefonate sono effettuate da gestori telefonici, fornitori di gas & luce ed assicurazioni, oltre ad una serie infinita di furbetti….

  28. alessandra
    20 luglio 2012

    Salve a tutti ieri ho ricevuto una telefonata identica a quelle descritte e ho anche il numero di telefono perche’ é rimasto sul cellulare : +39 0804107031
    Alessandra

  29. Marco
    3 settembre 2012

    Salve sono un operatore telefonico da 3 anni vendo una rivista relativa alle forze dell’ordine, rivista che non cito ma pur non essendo ufficiale è carina ed esiste da molti anni.

    Ho sempre rispettato alla lettera le disposizioni legali, il mio testo chiamata è sempre stato puro e limpido senza mancate risposte o omissioni di informazioni, nonostante ciò, ogni giorno ci sono persone che mi dicono che mi sono spacciato per forza dell’ordine nonostante so di avere la coscienza pulitissima!! Una persona capisce cio’ che vuole capire! molti non vogliono uscire un euro e trovano le scuse che gli fa comodo trovare.
    A
    ltri, in un numero molto più ridotto invece, vorrrebbero partecipare ma non si fidano, per cui chiedono informazioni, nome e cognome dell’interlocutore, documentazione e altro e poi si abbonano, gli altri sono solo avari egoisti travestisti da vittime.

    Parlo per esperienza.

    • paoblog
      3 settembre 2012

      Anche tutto quello che ho scritto io è frutto dell’esperienza di utente. Ed ogni volta che ho chiesto il numero di telefono per poter richiamare successivamente la comunicazione è stata interrotta oppure mi è stato dato un numero falso.

      Ci saranno persone che capiscono quello che vogliono capire, ma nel momento in cui io rispondo e mi sento dire: Qui Carabinieri…. francamente credo ci si poco da fraintendere.

      • Marco
        5 settembre 2012

        se uno dice qui carabinieri, effettivamente c’e’ poco da fraintendere, è un truffatore e non si discute.
        Sottolineo che il numero chiamante della sede operativa è assolutamente VISIBILE e non nascosto.
        Ma lei non partecipa al giornale dei carabinieri perche’ non si fida o perche’ non spenderebbe a prescindere 150 euro per l’iniziativa?

      • paoblog
        5 settembre 2012

        Il numero del chiamante, per quel che riguarda le mie numerose esperienze, è sempre nascosto ed ogni volta che ho chiesto il numero è stata interrotta la comunicazione.

        Non mi abbono al Giornale dei carabinieri e/o alla riviste (ufficiali o meno) di Polizia, Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Guardia di Finanza, Ispettorato del Lavoro, perchè semplicemente non sono interessato e perchè ritengo che siano pubblicazioni che possano dare un servizio agli appartenenti delle F.d.O. ma a me non possono dire (o dare) più di quanto mi diano le fonti istituzionali ovvero i siti ufficiali.

        In ogni caso se proprio volessi aderire ad uno di questi abbonamenti, preferirei la rivista ufficiale che, come sappiamo, non offre abbonamenti telefonici.

        In ogni caso non si può mica sottoscrivere tutti gli abbonamenti che ti offrono. Tanto più negli ultimi anni dove ogni € risparmiato è 1 € guadagnato….

  30. Marco
    5 settembre 2012

    Le attività che partecipano non lo fanno per la lettura ma per dare una mano alla causa.

    “Ogni euro guadagnato è un euro risparmiato” è solo una scusa, le spiego logicamente perchè, semplicemente perchè non lo dice quando deve soddisfare un suo desiderio magari non indispensabile come fare un regalo a un suo amico, che ovviamente è libero di fare, ma al tempo stesso può anche decidere di non fare per le iniziative che non le stanno a cuore.

    Ogununo spende i soldi come crede. E’ giusto cosi’.

    Per farle capire meglio, facciamo finta che i giornali non esistono, se a lei non gli interessa un tubo dei carabinieri e non ha stima di loro (sinceramente intendo, non a parole ipocrite) non spenderà mai un centesimo nemmeno per un piccolo gudget simpatico che trova al mercato. Chi invece è un simpatizzante, appunto per simpatia, può tenerci ad abbonarsi a differenza sua.

    La cosa migliore è che ci si abboni a iniziative che mostrano il numero di telefono e trasparenza dell’iniziativa, agganciando invece il telefono, a tutti coloro che chiamano con lo sconosciuto nascondendosi.

    • paoblog
      5 settembre 2012

      Innanzitutto c’è da dire che queste offerte telefoniche in genere si rivolgono alle aziende (a casa non chiamano mai) e quindi l’esempio che parla di un regalo ad un amico non è pertinente, dato che la gestione di un’azienda è una cosa ed un bilancio familiare un’altra.

      In un’azienda, tanto più se piccola, ed in piena sofferenza causa crisi, con un calo del 50% del fatturato a fronte di un aumento di spese e tasse, le garantisco che ogni € risparmiato è guadagnato.

      Qui si lotta quotidianamente per mantenere aperta l’attività, salvaguardando anche i posti di lavoro, infatti non vi sono stati licenziamenti, tuttavia nel momento in cui io faccio benzina all’auto aziendale con i miei soldi e nel contempo ho avuto una riduzione dello stipendio, e niente 13ma, le garantisco nuovamente che avere e non avere 150 € arriva a fare la differenza, grazie anche a clienti che non pagano ed ad uno Stato che invece ha sempre la mano tesa.

      Ed in ambito personale, avendo ad esempio programmato mesi fa una spesa, non necessaria, ma si trattava di una cosa che avrei voluto, ho rinunciato, destinando l’importo agli alpini impegnati nelle zone terremotate. In sintesi, sono in grado di fare i miei conti, le mie scelte, i miei sacrifici.

      La mia stima per i carabinieri è cosa nota e la si può trovare sparsa qua e là sul Blog, tuttavia se devo supportare con i fatti, francamente piuttosto che dare dei soldi ad una rivista (ufficiale o meno) preferisco sostenere direttamente qualche iniziativa, nei limiti del possibile.

      Ricordo dei concerti della Croce Rossa, propagandati con le medesime ragioni, di sostegno e supporto, salvo poi leggere che grazie a quei concerti, lautamente pagati ad artisti ed addetti ai lavori, la Cri si era trovata in deficit, con richiesta di una sottoscrizione straordinaria per uscire dal deficit, sprecando perciò sia le risorse che già avevano, sia quelle ottenute con ilnuovo sforzo dei sostenitori.

      Per cui se devo sostenere, lo faccio con un progetto mirato. Non aderisco neanche alle varie vendite su piazza di fiori per la ricerca o arance o quello che è, ma quando posso faccio un versamento a sostegno di un progetto preciso,così come accade per il FAI di cui sono socio da alcuni anni. So dove vanno i mie (pochi) soldi e perchè.

      Comunque sia, come già detto, e per questo è nato il post specifico e quelli correlati, resta il fatto che di contatti basati sulla trasparenza non ne ho mai avuti, per cui…

      • Marco
        5 settembre 2012

        mi spiace che non ha colto la sintesi dell’esempio, l’esempio significa che lei i suoi soldi li gestisce come meglio preferisce.
        Lo stesso esempio si può fare con un’azienda che compra cose inutili nel caso lo preferisce e nel caso “SE LO POSSA PERMETTERE”.

        Ripeto che le aziende che sono in serie difficoltà è ovvio che non possono partecipare. E’ completamente inutile precisarlo, anzi se lo precisa vuol dire che non ha capito ciò che intendo e cioè che ci sono anche aziende che hanno l’auto da 100.000 euro e due ville e dichiarano di guadagnare 1.500 euro al mese e se li chiami dicono che sono senza soldi con la voce dispiaciuta.

        Poi io parlo con lei ipotizzando che avesse un’azienda, perchè deve sapere che ci sono aziende, poche ma ci sono, che destinano un budget a iniziative telefoniche.

  31. Marco
    5 settembre 2012

    Le ripeto infatti che c’è chi come lei non partecipa e ci sono altri simpatizzanti che partecipano. Lei è libero di simpatizzare a modo suo.
    Concludo dicendo che chi ha piacere di partecipare dovrebbe solo cercare di non abbonarsi con gli operatori che chiamano da un numero sconosciuto.
    Cordiali saluti

  32. Martin Sandonato
    16 ottobre 2013

    Sei un grande!!!!
    A me mi ha capitato due volte queste tipo di telefonate… in cui la 1.. e stata di “IL GIORNALE PER I CARABINIERI” per i.. invece di giornale dei… mi dicevano che loro erano i carabinieri. .. e ho accettato la rivista… giorno dopo mi e arrivata la rivista yramite corriere e ho notato che era un pacco con una rivista da 2 euro preZo di vendita.. invece mi arriva da pagare 150 … ho mandato tutto in dietro senza pagare una lira… nella busta de la rivista cera scrito.. EDITORIALE GEA SRL.. MILANO… l’indirizzo non esiste propio… la 2 chiamata e stata fatta un paio di giorni fa. . Era un altro tipo che mi diceva che io avevo fatto l’abbonamento 3 messi fa e non mi avevano trovato nel mio locale.. buggia male fatta perche l’abbonamento non lo avevo mai fato.. a parte ho mandato tutto in dietro 1 messe fa.. a questo tizio che mi ha chiamato da un numero privato li ho chiesto nome e cognome. . Nome di azienda. . E subito a buttato giù la corneta… visogna dinunciare a questi truffatori. ..

  33. paoblog
    24 luglio 2014

    leggo oggi su Il Giorno;:

    Blitz delle forze dell’ordine: 27 persone indagate per associazione per delinquere finalizzata al compimento di truffe ed estorsioni sull’intero territorio nazionale, per un giro di affari che si quantifica in diverse centinaia di migliaia di euro. L’operazione congiunta di Polizia, Carabinieri, Finanza e Polizia Locale, ha portato all’esecuzione di quarantadue perquisizioni nei confronti dei soggetti indagati e di quindici società di Milano e Provincia.

    La complessa attività investigativa è scattata l’anno scorso dopo numerose denunce e querele e ha consentito di individuare e sgominare un’organizzazione criminale costituita da innumerevoli società satellite che, attraverso operatori telefonici – call center – raggirava ignari cittadini, inducendoli ad abbonarsi a riviste di settore apparentemente riconducibili alle FF.PP., ma non autorizzate, talvolta, sotto minaccia di ritorsioni qualora non avessero sottoscritto un abbonamento.

    Gli operatori dei call center si presentavano quali appartenenti alle Forze dell’Ordine o funzionari dei Tribunali di Milano e di Roma impegnati nella diffusione delle riviste o nel recupero di crediti inesistenti per il pagamento o il recesso dai relativi abbonamenti.

    Fonte: http://www.ilgiorno.it/milano/riviste-minacce-1.74961

  34. daniele
    11 dicembre 2014

    buon giorno
    sono anch’io una vittima di queste vendite/truffe telefoniche.

    E’ iniziato tutto nel lontano 2008 con “il giornale di polizia”. Hanno chiamato casa (sede legale della mia piccola ditta individuale) ed identificandosi come collaboratori dei sindati delle forze dell’ordine da mia madre anno carpito il mio numero di cellulare. mi hanno contattato proponendomi di contribuire alla raccolta di fondi per aiutare questi sindacati a rappresentare ed assistere i poveri poliziotti. ho aderito pensando di fare una cosa utile, anche perchè l’operatore molto prolisso e di abile dialettica lasciava intendere che la polizia sarebbe stata riconoscente e la cosa mi sarebbe tornata utile per la mia attivtà.

    Dopo alcuni mesi sono ricaduto nell’errore dando il mio consenso ad abbonarmi ad un’altra rivista “SicurezzaSanitaria” questa volta l’interlocutore paventava la possibilità di avere agevolazioni nel caso di possibili controlli sanitari nei confronti della mia piccolissima azienda.
    allo scadere del primo anno la telefonata per il rinnovo del giornale di polizia: mi si comunicava in giacenza un plico in consegna all’indirizzo della mia sede legale e c’era da pagare circa € 150; alla mia richiesta di spiegazioni in merito al contenuto del plico mi informava che si trattava del “giornale di polizia”.

    Spiegavo che la rivista mi era stata pervenuta per soli 3 mesi e niente più (risposta problemi delle poste) e che non era di alcuna utilità ai fine della mia attività.

    Mi rispondevano che non avevo fatto alcuna comunicazione di disdetta prima della scadenza e che quindi valeva la forma del tacito rinnovo e che quindi anche non desiderandola ero costretto ad abbonarmi per un altro anno.
    Intimorito ho accettato ma comunicando che per l’anno successivo non avrei più aderito richiedendo di essere cancellato dalla lista degli abbonati. tutto ciò ignorando quello di cui poi ho letto qua e la.

    nello stesso periodo con le stesse modalità mi è stato “estorto” un contributo per la “Protezione Civile” l’operatore non ha mai comunicato che trattavasi di un abbonamento a riviste, ma solo di un contributo una tantum, il plico recapitatomi conteneva alcuni adesivi ed una rivista, ma nei mesi successivi non mi sono arrivati altri numeri del giornale.

    dopo diversi mesi nuovamente la telefonata pe la rivista del giornale di polizia. nego categoricammente perchè avevo comunicato chiaramente l’anno precedente la disdetta, e l’operatore gentilmente si scusa e riattacca. ma dopo qualche giorno richiama dicendomi che purtroppo la disdetta, per un loro errore non era stata registrata e che comunque vi era un difetto formale in quanto la disdetta sarebbe dovuta avvenire inviando una raccomandata.
    ancora ignaravo che si trattase di truffa ho rifiutato perchè incazzato del fatto che per un loro errore mi toccava pagare € 178 per una rivsta di nessuna utilità, e che nessuno mi aveva informato della modalità con cui doveva avvenire la disdetta.

    dopo un paio di mesi si sono fatti risentire, intimandomi di accetare il plico in giacenza altrimenti avrebbero fatto un’azione legale nei miei confronti per il recupero del loro credito per la mancanza di disdetta entro 60 giorni dalla scadenza del contratto con lettera raccomandata, come specifiato all’interno della rivista. Ancora più incazzato riferisco di non aver firmato alcun contratto, ma lui:” il consenso telefonico e la firma con pagamento del contrassegno al ricevimento del plico hanno valore di contratto”. comunicavo che non ero disposto a pagare se non prima di essermi documentato: il mio avvocato mi ha chiarito che il contratto telefonico ha tutti i valori di un contratto sottoscritto far le parti, ma la forma deve essere conforme ad uno specifico decreto legge, con registrazione ed esposizione di tutti gli accordi diritti e doveri delle parti.

    in oltre sfogliando la rivista non vi era alcuna dicitura circa la necessità di far pervenire tempestivamente una richiesta di disdetta, se non una piccolsissima nota “l’abbonamento ha la durata di 12 mesi a partire dalla data di pagamento. E’ gradita la disdetta anticipata, per motivi organizzativi,con alcuni giorni prima della data di scadenza.” Forte di ciò ho rifiutato con fermezza. Ripeto non pensavo si trattasse di truffe, ma solatanto di strategie vessatorie di vendita, tant’ è che ho continuato per un altro anno a “finanziare” SICUREZZA SANITARIA e PROTEZIONE CIVILE fino al servizio di Striscia la Notizia sul “GIORNALE DI POLIZIA” dopo di chè ho manifestato diniego a tutti i rinnovi per gli anni successivi.

    Ma lo scorso anno, il giorno 25 ottobre 2013 sono stato chiamato da un tale che si è spacciato per il dott. Molinari chiamava dal centro meccanografico, mi comunicava che la mia era una posizione da sanare per un difetto formale di disdette a diverse riviste in abbonamento da me sottoscrtte (?) e dopo lunghissima conversazione in cui mi ha sfinito ci accordiamo per sanare la mia posizione debitoria con un versamento di € 230,00 a seguito del quale sarebbe seguita la cancellazione del mio nome da ogni lista, e che mi sarebbe pervenuta documentazione comprovante la mia “assoluzione” garantendomi che non sarei mai più stato contattato da nessuno per questi abbonamenti.

    mi invia anche un SMS con sopra riportato “SEGUITO ACCORDI TELEFONICI INTERCORSI IN DATA ODIERNA CON ACCETTAZIONE INVIAMO I DATI NECESSARI PER EFFETTUARE BONIFICO….. CAUSALE: REGOLARIZZAZIONE ABBONAMENTI…” la cosa strana era che il bonifico doveva essere fatto la mattina stessa altrimenti il tutto sarebbe andato all’ufficio recupero crediti e che le somme da me dovute (oltre mille € a loro dire) si sarebbero aggravate delle spese legali con tutti i disagi di una azione legale. molto stupidamente effettuo il pagamento come richiesto.

    dopo qualche settimana ho provato io a richiamare il fantomatico dott. Molinari, dopo numerosissime chiamete senza risposta mi risponde un’altra voce riferendomi che questa persona era andata in pensione (strano perchè dalla voce non mi sembrava potesse avere più di 50 anni), allora gli narro velocemente la vicenda chiedendomi l’invio immediato della documentazione attestante la mia posizione di non debitore e la cancellazione dagli elenchi. ad oggi non ho ricevuto nulla. dopo qualche mese si ripresentano alcune telefonate in “anonimo” a cui non rispondo, segue un altra telefonata in chiaro dal numero 3927309327 per il rinnovo di una rivista, allora sbotto e gli vomito addoso tutta la vicenda intimando lui o chi per lui a non chiamere più altrimenti mi sarei rivolto alle fiamme gialle.

    dopo diversi mesi di silenzio sono rincominciate alcune telefonate “anonimo” a cui non ho risposto. qualche giorno fa sono stato contattato dal numero 3735510399 (il 28 novembre 2014 alle ore 15 circa). un tale chiamava dal centro meccanografico in merito alla rivista “IL GIORNALE DI POLIZIA” di cui avrei rifiutato il rinnovo la scorsa estate, gli spiego che questa rivista non la ricevo più dal 2010, e lui mi risponde che è impossibile e che l’eventuale mancato recapito era da addebitarsi al servizio postale, ma che l’abbonamento era stato rinnovato avendo effettuato il pagamento di 230 € per regolarizzare la mia posizione e che quindi così avevo rinnovato l’abbonamento. mi chiedeva se ero disposto a pagare la modulistica per la disdetta e la regolarizzazione della mia posizione (un’altra volta?). anche se intimorito dal tono e dal contenuto delle sue parole gli chiedevo di inviarmi il tutto via mail e che mi sarei riservato di parlare prima con il mio legale.

    alzando i toni il truffatore mi intimava di effettuare all’istante il bonifico altrimenti avrebbe passato il tutto al recupero crediti e… (mi sembrava un dejavu), Gli ho ribadito la mia necessità di richiedere un consulto legale e lui ancora più aspramente “ma le lo capice l’italiano o paga immediatamente o saranno guai” ed io gli dico che con questi toni non ricavava nulla. e lui prima di riattacare “pagherà le conseguenze di ciò ed il conto sarà molto salato”.

    ho ricercato tutte le riviste da me acquistate (non butto mai nulla anche se inutitli) su quasi tutti i plichi lo stesso timbro “POLI EDIT S.r.l. ” mentre l’intestatario del conto bancario a cui ho effettuato il bonifico è “ABBONAMENTI ITALIA”, non so se vi siano collegamenti fra le due, quello che so è che NON BISOGNA MAI ACCETTARE NULLA TELEFONICAMENTE” penso che alcuni editori pur di poter vendere le proprie riviste si affidino ad alcune società consapevolmente o meno del loro modo di agire.

    La vendita telefonica può essere anche legale, ma tutto il resto no. Non può essere legale una forma di contratto in cui non sono chiari i termini. a chi riceve queste chiamte per la prima volta dico NON FATEVI INTIMORIRE NON PAGATE NON ACCETTATE NULLA TELEFONICAMENTE.

    rivolgo però una domanda a qualcuno che mi possa rispondere con cognizione di causa: il fatto di non aver inviato raccomandate di disdetta, anche se non vi menzione alcuna sulle riviste di un tacito rinnovo, mi pone in una posizione di difetto in merito al quale posso essere chiamato in un contenzioso legale o (come penso) è solo una scusa per continuare ad ingannare la gente per spillare denaro?

    vi prego di rispondermi.
    Daniele

  35. Daniele
    30 dicembre 2014

    Purtroppo devo usare l’ anonimato ci ho lavorato per pochi mesi parecchi anni fa ho letto tutto e devo confermare tutto. La POLIEDIT SRL ha sede anche a Putignano in provincia di Bari svolgendo telemarketing. A LORO NON DEVI ASSOLUTAMENTE NULLA NON DEVI ASSOLUTAMETE PREOCCUPARTI DI NULLA IN MANIERA FERMA E DECISA CHE TI SEI CONSULTATO CON UN LEGALE E NON VUOI PAGARE…. POI CI SONO ANKE I CARABINIERI…. PER IL PASSATO PERO’ PENSO CHE ORMAI SIA PASSATO. Pensavo che dopo tanti anni non capitassero più cose di questo genere. Spero cosa gradita. Cordialmente

  36. Andrea
    11 settembre 2015

    Io voglio raccontare la mia esperienza perchè è un po’ più extraterrestre di quelle appena lette. Mio padre , persona già anziana, due o tre anni fa ha accettato di abbonarsi alla rivista dei carabinieri in quanto, essendosi il venditore telefonico spacciato per la caserma dei carabinieri, e abitando noi in un piccolo paese, ha pensato di dare un contributo all’arma.

    E fin qui tutto “bene”. Abbiamo buttato 50 euro credo, non mi ricordo la cifra. Poi parlando col maresciallo dei carabinieri del posto mio papà è venuto a sapere che i carabinieri con questa rivista non c’entravano nulla.

    Allo scadere dell’abbonamento sono iniziate le telefonate. Da prima dello stampo di quelle da voi citate , mentre da un mese a questa parte sono partite le minacce.

    Una settimana fa hanno telefonato a mio padre (ovviamente sempre con numero nascosto) dicendogli che hanno chiesto un ingiunzione di pagamento nei suoi confronti al tribunale di Roma per una cifra di 12.000 euro per inadempimento degli obblighi di contratto.

    Mio padre che è anziano, ma non stupido gli ha detto che si sarebbe rivolto ai carabinieri e all’avvocato per la denuncia. Quando me lo ha detto mi è ribollito il sangue pensando a che merde di persone ci sono in giro e che prendono di mira persone anziane e soprattutto educate.

    Mio padre è andato dai carabinieri e il Maresciallo gli ha detto che probabilmente non avrebbero più chiamato dopo che gli aveva detto della denuncia dei carabinieri e aspettare qualche giorno prima di fare denuncia.

    Ieri, mio padre era in ufficio da me e gli è arrivata una chiamata con numero nascosto.

    “Rispondo io!!” gli ho detto. e la telefonata si è svolta più o meno così (scusate le volgarita):

    “Buongiorno , sono il sig. ………. e chiamo per conto del tribunale di Roma. Ho qui un’ingiunzione di pagamento per lei di 9.900 euro per inadempienza del contratto di acquisto del giornale dei carabinieri”

    – Buongiorno. Ma davvero?? Allora facciamo una cosa, io voglio pagare subito! Mi dia il suo indirizzo che le vengo a dare tutto e con gli interessi!-

    – Ma non c’è bisogno, non sa chi sono io-

    -Io lo so benissimo, lei è un coglione!-

    -Eeehhhh, stia attento a non offendere , non sa con che persona sta parlando!-

    -Ribadisco, con un coglione! –

    Qui l’accento da neutro è diventato napoletano (che non si offenda nessuno, è solo per dire che ha perso l’aplomb iniziale)

    – Stai attento perchè tu non sai chi sono io ma io so chi sei tu e dove abiti!-

    -Meglioooo!!! Vieni subito qui che ti spacco le ossa! Poi sappi che questa telefonata la sta registrando la caserma dei carabiniere alla quale ho fatto denuncia!-

    -Denuncia a chi?? Non hai manco il mio numero!-

    -Ma razza di idiota, secondo te i carabinieri se tu chiami col numero nascosto non hanno la possibilità di Trovarti?-

    E da qui la telefonata è degenerata da entrambe le parti.

    Ad un certo punto fa: -Vabbè, le passo il mio collega!-

    -Buongiorno sono il sig. …… della ditta bjabhsajdsbna (Ha strascicato le parole in modo da non far capire nulla). Adesso le manderemo una fattura da 199,99 euro da pagare. –

    – Sa cosa deve farci con la fattura da 199.99 euro? La accartocci e se la infili nel c… “-

    Da questo momento in poi per 2 minuti ha continuato a dire che mandava sta fattura e io a dove poteva mettersela. Poi ha salutato e chiuso la chiamata.

    Adesso aspettiamo le prossime puntate. A questo punto non credo che chiamino più, che senso avrebbe? Sarebbero ancora più idioti.

    saluti

    Andrea

  37. Annibale Bertola
    23 giugno 2016

    Si tratta di una vecchia storia con sfumature decisamente truffaldine, che però sono peggiorate per astuzia dei promotori e per la convergenza fra affari ai limiti dell’illecito e l’invadenza aggressiva dei call center.
    Cronistoria:

    Nei primi giorni di questo anno sono stato contattato da una persona che si è presentata Carabiniere (testualmente: “qui carabinieri”) per propormi di acquistare un numero unico della “loro” rivista. I proventi, mi dice, sarebbero andati in beneficenza.

    Essendo stato per oltre sei anni consulente psicologo della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma ed avendo appena avuto l’assistenza competente dell’Arma per una delicata questione familiare ho aderito, ricevuto la rivista (“Carabinieri d’Italia- Magazine”) e pagato 150 euro.

    Dopo un mese o due ho ricevuto una telefonata di un non precisato interlocutore, che sosteneva che erano anni che non ritiravo e non pagavo riviste delle FFAA. Ho protestato, insistendo che avevo solo ricevuto un numero unico e che avevo regolarmente pagato contrassegno. Dicevo questo con la ricevuta davanti a me.

    Di fronte alla mia opposizione l’interlocutore mi dice che e si sarebbe informato meglio con gli spedizionieri perché i pagamenti vengono effettuati contrassegno. Circa una settimana dopo ho ricevuto una telefonata di un preteso avvocato Gallo Marco Mario (che telefona dal numero 3297923xxx) e che – dichiara – dal Tribunale di Milano che entro le 13.30 dello stesso giorno avrei dovuto pagare 3100.00 euro per riviste delle FFAA da me ordinate, non ritirate e non pagate; a titolo bonario mi avrebbe tutelato da ingiunzioni del giudice che nella stessa mattinata avrebbe assunto decisioni di pignoramento.

    Chiedo presso quale studio lavori. Mi dice che si tratta di uno studio molto conosciuto e mi dà l’indirizzo e-mail a cui avrei dovuto inviare copia della ricevuta del mio pagamento studiolegalegallomarco@xxx. in via Larga xx Milano.

    Quando ho insistito per avere chiarimenti ha riattaccato. Una brevissima inchiesta su internet e qualche telefonata agli studi legali di Milano mi fanno constatare che non esiste uno studio all’indirizzo da lui dato, che il numero fisso che ho chiesto per riscontrare la telefonata (3926832xxx (??) curioso per essere un numero fisso) non esiste e che nessun avvocato con quel nome è iscritto a nessun Ordine degli Avvocati d’Italia.

    Il 9 maggio mi ha contattato dal numero 3297923xxx l’operatore della “Abbonamenti Italia di Sacco Angelo”. Si denomina su mia richiesta e dopo resistenza (“potrei darle un nome qualsiasi”) Luciano Ricci.

    Mi dice che non avendo dato disdetta di abbonamenti avrei dovuto necessariamente accettare una altra rivista e poi solo dopo eventualmente esercitare il diritto di recesso. Faccio delle rimostranze a cui risponde in malo modo.

    La settimana mi giunge una rivista “Polizia Sicurezza” da europeadiffusione@xxx (quindi niente a che vedere con i Carabinieri e con la società di distribuzione di provincia Bari con cui avevo avuto scambio interlocutivo) di fronte a un contrassegno di 105,00 euro. Faccio immediatamente disdetta con raccomandata1 AR e con PEC.

    Noto quanto segue:
    1) Gli operatori all’inizio del contatto non parlano di abbonamenti, ma di numeri unici. Questi giungono in plico chiuso, non è possibile verificare quindi se ci sono forme di impegno tacito contenute prima del pagamento del contrassegno;
    2) Le modalità di recesso sono espresse solo nelle ricevute, che ovviamente si consegnano solo dopo che il consumatore ha pagato;
    3) L’operatore della prima telefonata si qualifica come “carabiniere” quando nella ricevuta si chiarisce che nessuno dei dipendenti appartiene alla pubblica amministrazione;
    4) Nel sito di “Abbonamenti Italia” ruffianamente si diffida da cadere in truffe quando è difficile pensare che i truffatori non abbiano avuto proprio da loro i dati sensibili di chi ha aderito alle sottoscrizioni fraudolentemente estorte (il potenziale di suggestione di qualificarsi come Carabiniere, o come ho letto in casi analoghi, Guardia di Finanza, Poliziotto, etc. In qualche caso sembra che addirittura chi si qualifica come finanziere minaccia ispezioni fiscali );
    5) Ho notato un atteggiamento molto curioso nel corriere della Traco TNT che ha portato la seconda rivista: fin dalla telefonata per concordare l’appuntamento di consegna ha ritenuto di dovermi rassicurare che era a vista una dicitura “contiene disdetta definitiva”. Quando lo ha portato ammaestrato dalla precedente esperienza ho voluto che aprisse i plichi per esaminare il contenuto: ha ostentato una grande perplessità (“ ma questi chi sono? Ma davvero non sono poliziotti?”) e quando gli ho fatto notare che avrei potuto respingere il plico ha cercato di impietosirmi: “poi vorrebbero i soldi da me… io come faccio”. Per chiudere la questione ho pagato nonostante tutti i dubbi che qui esprimo, ma mi è molto difficile non pensare che costui non stesse facendo una pressione anche se soft perché accettassi)
    6) Le seconda rivista viene da una società (la “Europea Diffusione” srl) non ha neanche riscontrato la mia raccomandata AR firmando e rispedendo la ricevuta di ritorno.

    annibale bertola

    • paoblog
      23 giugno 2016

      Ho parzialmente modificato numeri e indirizzi mail per una questione di privacy.

      Per quanto riguarda i nominativi citati, pregasi tenere presente che “I lettori si assumono la responsabilità per i contenuti espressi nei loro commenti.” ovvero se preferisce che elimini i nomi delle società e/o persone, me lo faccia sapere.

      • Annibale Bertola
        24 giugno 2016

        Nessun problema nel citare nomi e ragioni sociali. Mi assumo la responsabilità, se lo desidera posso inviarle copia del documento di identità e la mia firma scansionata. Noti che i numeri telefonici quando ricontattati non rispondono.

        Grazie per l’attenzione

      • paoblog
        24 giugno 2016

        capisco che lei si assuma (giustamente) le sue responsabilità, ma poi le diffide legali me le becco io e non ho nè tempo nè soldi per battagliare … d’altro canto si sa, e la vicenda di queste pubblicazioni (in senso generale) lo dimostra: più hai ragione e meno sei tutelato…

  38. Annibale Bertola
    24 giugno 2016

    Nessun problema neanche nel collaborare con lei per evitarle grane. Ha sicuramente più esperienza nel gestire blog di quanta ne abbia io. Ha quindi carta bianca nel modificare nella maniera più conveniente il mio post, che confermo comunque.
    Molte grazie anche per la sua franchezza, oltre che per il suo prezioso servizio

    annibale bertola

  39. Annibale Bertola
    24 giugno 2016

    Non so se il segno di spunta circa la notifica di nuovi commenti tramite e-mail le è arrivato. Lo ribadisco qui per sicurezza

    annibale bertola

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