Articolo aggiornato dopo la pubblicazione
Antefatto: La scorsa settimana in occasione della lettura dei contatori ci informano che è necessario sostituirli con quelli elettronici. Per un’azienda di produzione come la nostra, staccare l’energia elettrica significa bloccare ogni attività, per cui si prendono accordi precisi per il distacco e per i lavori da fare, inclusa la parte di nostra competenza.
Si decide per oggi, 9 settembre, tra le 10 e le 10.30. Partono le circolari via mail per informare i clienti che il 9 non saremo operativi, visto che saremo isolati, dovendo spegnere i pc, i telefoni, niente web e posta elettronica, niente fax. Solo un cellulare aziendale quale ultimo risorsa.
Pagare i dipendenti per stare lì a guardare gli operai dell’AEM non mi pare il caso, per cui mettiamo in ferie, per l’intera giornata, i 2/3 del personale, si fa venire l’elettricista che dovrà intervenire “prima & dopo” la sostituzione dei contatori.
Bene, alle ore 11.48 ancora non è arrivato nessuno; abbiamo telefonato per chiedere lumi alla persona che ha gestito il tutto che ha esclamato: “Come non sono venuti? Io ho dato disposizioni.”
Vedi te. 😦
Ora ho la corrente e non ho i dipendenti che in cambio si sono giocati un giorno di ferie e che in ogni caso ovviamente sono pagate, con il rischio di restare qua domani, sempre giustamente pagati, e senza poter lavorare.
Altrettanto giustamente è pagato l’elettricista che è qui dalle 9.30 senza poter fare nulla.
L’operatività dell’azienda nel suo complesso è stata compromessa, con il rischio che domani si ripeta il tutto.
Siamo in un periodo di crisi, poco lavoro, pochi soldi; cosa c’è di meglio che perdere altro tempo e denaro per l’inefficienza dellAzienda Elettrica di Milano?
L’aiuto alle imprese, passa anche da qui. Che ognuno faccia la sua parte…
Aggiornamento: Verso le 11.40, dopo due telefonate da parte nostra, ci hanno comunicato che sarebbero venuti per le 13, orario questo che è stato rispettato. Parlando con l’addetto ci ha detto che in ufficio qualcuno ha invertito le agende con i lavori programmati, per cui oggi avevano iniziato con quelli di domani e di conseguenza quelli di oggi sarebbero stati fatti domani.
Lavorando si sbaglia, ma questo è un errore che, viste le implicazioni che comporta, non è ben digeribile. In ogni caso i lavori sono finiti dopo circa 2 ore e perlomeno il personale della ditta esterna + i due addetti della AEM, erano molto gentili e simpatici. Notevole lo scambio di battute a raffica che c’è stato fra loro (non ripetibili 😉 ).
Un aneddoto divertente. In pratica in AEM è confluita un’altra azienda del settore, per cui ognuno dei due addetti proveniva da una realtà aziendale diversa. Ad un certo punto dovendo collegare alcuni cavi, il tipo AEM assicurava l’altro che i cavi dovevano essere montati in una certa sequenza e (simpaticamente) gli spiegava per filo e per segno come operavano loro da anni.
Alla fine concludeva il discorso con un categorico: FIDATI!
Quello faceva come gli aveva detto il collega, chiudevano l’armadio, lo sigillavano con i piombi e giravano l’interruttore. Sorpresa! 😀 … i cavi erano collegati invertiti…
Insomma, lavoro aggiuntivo di dieci minuti eseguito dal dipendente AEM che borbottava “E’ colpa mia, faccio io”
Parto dal fondo ovvero le frasi colorite degli operai sono state di fatto la parte migliore della giornata, visto che si sghignazzava tutti insieme, cosa peraltro che credo intuibile dal tono leggero e divertito del resoconto.
Pur apprezzando la disamina generale, come ho detto lavorando si sbaglia e lo so bene in prima persona, tuttavia c’è errore ed errore. Qualsiasi lavoro che prevede l’impiego di più persone, e di più parti in causa, si basa sull’esatta pianificazione dello stesso, mettendo in conto eventuali imprevisti, il che è tutto dire; ma se sbagli questa, tutto quello che segue non andrà come deve e senza neanche scomodare le Leggi di Murphy.
Detto questo, nessuna polemica con i lavoratori in genere,ed infatti io toglierei il purtroppo da questa frase del lettore: gli operai che si sono recati al suo domicilio purtroppo sono quelli che fanno andare avanti la distribuzione di corrente…
Circa il fatto che l’utente non sborsi un euro in caso di intervento d’urgenza, notturno, ecc, bè fa parte del gioco. Dubito in ogni caso che l’Aem (o quello che è) non recuperi (giustamente) la spesa dell’intervento in una delle mille voci che compongono le bollette.
Anch’io mi sono trovato a fatturare ad un cliente l’importo incredibile di € 5,40 con pagamento a 60 giorni…. anche questo fa parte del gioco… e lo si recupera successivamente, perchè nessuno può permettersi di lavorare per la gloria.
Sono un addetto ai lavori di una società molto simile ad AEM (ora A2A) e ho letto l’articolo qui sopra; mi sento di intervenire per un senso di dovere sia per la “categoria” e sia per il cliente.
Con la riforma Bersani di qualche anno fa, venivano tolti i “monopoli” dell’ energia alle principali società o enti esistenti per fare si che il mercato potesse essere più competitivo di prima (vedi stessa cosa nell ambito telefonia fissa di qalche anno prima), anche con la possibilità di nuove società sul mercato per la vendita di energia.
Tutto ciò però al mio modesto parere ha portato solamente a una maggiore confusione sia della clientela (che non da più importanza alla parola -servizio pubblico- ma controlla solo i piani tariffari)e sia nelle società pre esistenti che si sono trovate a fare i conti con un volume di dati e di lavoro triplicati sia per la burocrazia e sia per la parte tecnica operativa diventando gestori della rete anche per quelle nuove società a mercato libero.
Le assunzioni sono poche, la gente invecchia e le scrivanie vuote aumentano, talvolta anche i ricordi sono controproducenti; il cliente o utente (come diciamo noi in gergo) peraltro molto simpatico e sicuramente molto intelligente ha perfettamente ragione a dispiacersi per l’accaduto, ma posso assicurarli che purtroppo a volte ne ho viste anche di peggio, gli operai che si sono recati al suo domicilio purtroppo sono quelli che fanno andare avanti la distribuzione di corrente a Milano e che quando c’è un guasto (a partire dal contatore di casa sino alla grande fornitura industriale) a tutte le ore di qualsiasi giorno e notte intervengono per ripararlo senza che nessun utente sborsi un euro.(per la telefonia i tempi sono molto più laschi…)
Ecco quindi l’importanza della parola “pubblico” .
Nel suo piccolo anche questo episodio sono sicuro che sarà servito ai mie colleghi a leggere un po’ meglio le agende di lavoro e a disporre i cavi nella maniera giusta…e per le frasi colorite le chiedo perdono io per loro, ma a volte con i tanti problemi lavorativi e non, si cerca di almeno di rimanere allegri visto che oltre alla riparazione dei guasti è l’unica cosa che non costa nulla.
bisognerebbe farli aspettare quando si deve pagare la bolletta, io tempo fa’ sono stata x 5 gg senza telefono, avevo solo internet x un grosso guasto alla linea, dal momento che io pago un fisso e l’azienda ha superato i 3 gg previsti di legge ho preteso uno sconto sulla bolletta che non ci crederai mi è stato applicato!
Senza parole…