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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il caso dei libri scomparsi

di Ian Sansom

Pagg. 300 – Ediz. TEA – € 10,00

Trama: Appena arrivato da Londra nella piccola cittadina di Tundrum, Irlanda del Nord, per ricoprire il suo primo posto come bibliotecario, il giovane Israel Armstrong scopre che in effetti il suo posto non c’è, né la biblioteca, né i libri… E questo non è che l’inizio dei suoi guai. Nel giro di poche ore infatti perde vestiti, soldi, carte di credito, e forse anche fidanzata, s’imbatte in una serie di personaggi con i quali immancabilmente entra in conflitto, viene alloggiato niente meno che nella stia dei polli di una fattoria e si ritrova incastrato al volante di un vecchio furgone arrugginito che funge da biblioteca semovente, ma senza scaffali. Peccato però che i libri continuino a mancare: 15.000 volumi, per lìesattezza, scomparsi. Chi mai li avrà rubati? E perché? Ma soprattutto, ci sarà in quell’angolo di mondo dimenticato da Dio un posto decente dove poter bere un cappuccino decente e leggersi il giornale? Israel vuole delle risposte.

Letto da: Paolo

Opinione: I gusti sono gusti, è un dato di fatto, tuttavia c’è un abisso tra quanto scritto dal Daily Mail in 4a di copertina: “…un’esilarante commedia degli equivoci …” oppure dal Guardian che afferma trattarsi del perfetto antidoto alla malinconia, sino ad arrivare alla noia assoluta, spezzata giusto da un paio di sorrisi, che ho provato nella lettura di questo libro. Le premesse c’erano tutte, beninteso, ma la goffaggine esagerata di Israel sposta velocemente il personaggio dalla casella simpatico a quella irritante.

La storia, adatta giusto per un racconto, è portata allo spasimo, lentamente, con situazioni una più surreale dell’altra; tra l’altro di fatto non esiste nessuna indagine e il mistero dei libri scomparsi si risolve casualmente, quasi da solo, nelle ultime pagine.

Resta un mistero a ben vedere ovvero come faccia un personaggio così goffo,  assolutamente fuori posto in qualsiasi posto, malvestito e per niente brillante, ad avere un’avventura di una notte con la bellissima giornalista locale, quando persino la sua fidanzata londinese (ma lei lo sa di esserlo?) lo ignora completamente…

L’unica cosa bella di questo libro è la copertina… 😦

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Un commento su “Un libro: Il caso dei libri scomparsi

  1. Francesco
    27 ottobre 2009

    In effetti, la copertina in stile molto rétro – primi Novecento – e finto-rovinata è molto molto bella, interessante tipograficamente e armoniosa negli spazi.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 ottobre 2009 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , , .
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