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Il pedone ha sempre ragione?

Nota di Pao: Io direi che spesso ha ragione, ma non sempre; di fatto una sentenza così che assolve il pedone a prescindere, scarica ogni responsabilità dell’attraversamento della strada sull’automobilista il che non mi sembra corretto.

Di fatto si tratta di un’azione che prevede due interpreti ed ognuno deve fare la sua parte; ovvio che l’automobilista deve prestare la massima attenzione, ma altrettanto vero che anche il pedone deve comportarsi nella giusta maniera.

A questo punto il pedone distratto dal telefonico scende improvvisamente dal marciapiede, viene investito e…cosa dirà ai vigili? E’ colpa mia sono stato distratto oppure scaricherà la colpa sull’automobilista?

Vedi anche: https://paoblog.wordpress.com/2009/10/09/i-pedoni-strana-gente/

Che poi la sicurezza stradale la si fa con la partecipazione di tutti…

E’ una provocazione, la mia, ma a questo punto l’automobilista dovrebbe avere ragione nei confronti di un autoarticolato, perchè quest’ultimo è molto più grosso e deve prestare maggior attenzione a quel che fa… ?

°°°

Una sentenza della terza sezione civile della Cassazione (n. 20949 del 30/09/2009) ha ribaltato quanto finora si sapeva (e si dava per assodato) in materia di diritti dei pedoni. Secondo quanto stabilito da questo pronunciamento, il pedone ha “certamente” la precedenza quando attraversa le strisce pedonali, le cosiddette zebre.

Questo orientamento contrasta con quanto sinora accettato e stabilito anche da precedenti sentenze della Suprema Corte: l’obbligo per i veicoli di moderare la velocità in prossimità delle zebre senza dover necessariamente fermarsi, a meno che non si abbia avvistato un pedone chiaramente in procinto di attraversarle o già su di esse.

Come si può intuire, questa interpretazione, chiamando in causa non solo la condotta dell’automobilista, ma anche il comportamento del pedone, rende possibile l’addebito di una percentuale di colpa a carico del secondo anche quando investito.

La sentenza 20949, invece, nell’escludere qualunque possibilità di colpa per il pedone, stabilisce che l’attraversamento delle zebre non dev’essere un momento in cui automobilista e pedone si studiano per capire le reciproche intenzioni.

“Il conducente”, si legge inoltre nel disposto, “nell’approssimarsi alle strisce pedonali, deve avere chiara consapevolezza che deve non solo dare la precedenza, ma anche tenere un comportamento idoneo a ingenerare nel pedone la sicurezza che possa attraversare senza rischi”.

In altre parole: l’automobilista non può ritenere una facoltà il suo obbligo di dare la precedenza ai pedoni sulle strisce, e questi ultimi non devono attraversarle compiendo un temerario atto di coraggio.

Fonte: www.quattroruote.it

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