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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il piacere di guidare

Una poesiola dilettantesca sul piacere di guidare che mi è venuta in mente, pensieri sparsi, l’altro giorno percorrendo la via Appia, ispirandomi alla poesia La passeggiata di Aldo Palazzeschi.

Il piacere di guidare

di Francesco Mignano

(Grazie ad Aldo Palazzeschi per aver condiviso con noi un tratto di quella linea infinita chiamata vita)

Ore 11, viale Circe.
Porsche 911 Carrera 4s, 2006, blu notte.
Audi TT 1.8 225 quattro, 2002, nero.
C2 VTS 1.6 125, doppio scarico Supersprint, 2006, rosso Arden.
Partiamo?
Partiamo.
– Le chiavi donano vita al quadro luminoso e alla fantasia.
– Luci e led diurni marcano il cielo limpido e terso.
– Michelin Pilot Sport, 305/30 ZR19; Bridgestone Potenza, 225/40 R18; Miclelin Pilot Sport, 205/40 R16.
– Quasi l’eternità, senza soluzione di continuità, della Fettuccia di Terracina.
– Diverso ognuno nella propria sfumatura, ma uguale nella percezione emotiva, l’alluminio scarica i cavalli sull’asfalto con rombo baritonale che vira sul dinamismo di Marinetti piuttosto che sulla morbidezza del Grande Modenese…
– Il profumo balsamico del timo del Circeo, i sentori solari delle ginestre sulle creste, l’inebriante stridore delle mimose della Piana di Sabaudia…
– Le voci assai diverse nella modularità di Chester Bennington e Mike Shinoda, lontane come il tuonare di Giove dall’adescare di Venere, s’incontrano e s’intrecciano nella poesia…
– L’asfalto non concede profumo, oggi: 18° centigradi.
– Il profumo della pelle ancora virginale di Silvia dopo una notte di alcol, sesso e sudore…
– Alluminio, pelle, rapporti corti, accelerazioni roboanti, spazi di frenata brevissimi…
– Sentori di terra bagnata in un calice di Basilisco 2001…
– Note balsamiche di eucalipto annunciano il biancheggiare geometrico e puro del capolavoro razionalista al centro della palude bonificata…
– I pini dritti e altezzosi dell’Appia testimoniano tutto quel che è stato e tutto quel che non è.
– Lancia Appia carta da zucchero, Fulvia Zagato arancio aragosta, Deltona Integrale Evoluzione giallo mimosa, Gamma Coupé blu Lancia, Prisma ancora una volta carta da zucchero…
– Iveco Stralis bianco: Martone Trasporti Internazionali…
– Cartellonistica stradale pubblicitaria: Magneti Marelli, Cinturato Pirelli, Pneumatici Ceat, Panettone Alemagna, Biscotti Colussi Perugia, Stock 84, Solari Coppertone, Fazi Battaglia Titolus…
– Opera Nazionale Combattenti.
– Mesa di Pontinia.
– Migliara 46.
– Bandiere Coldiretti…
– L’anello in acciaio lucido al pollice sinistro di Silvia cattura lo sguardo e lo proietta sulle dita affusolate e le french nail…
– Fiat 850 familiare color blu notte: veli, cuffie e tonache bianco candido ordinatamente composte; Volkswagen T1 color verde prato: chitarre, capelli lunghi, tatuaggi e bandane al vento… Oppure l’inverso, in infinite combinazioni diverse.
– Borgo San Michele.
– Casa del Martirio di Santa Maria Goretti.
– Antica città di Satrico, tempio della Mater Matuta.
– Adesso sì: profumo di asfalto caldo in un calice di Montevetrano 1993…
– La fatina tatuata sul pube di Giorgia.
– L’indice e il medio, insieme, scivolano sul sesso fresco come di rugiada mattutina di Giorgia; un fremito: al contatto con gli anelli a fascia di acciaio o per il desiderio del dopo e del tutto…
– Gianna, bellissima e palestrata, seduta su una race café cavalca la copertina di Riders; la C3 Vision Drive fa l’occhiolino da quella di Quattroruote…
– I Like it: Cristina Scabbia, Andrea Ferro e le chitarre dei Lacuna Coil…
– Latina Scalo.
– Le case polari Miralanza.
– Il Fasciocomunista.
– Operai in sciopero, fabbriche occupate, produzione sospesa, lavoratori in attesa…
– Alexander Lonquich ci inebria con Rachmaninov…
– Il rumore silenzioso del sole che tramonta tra colori psichedelici su Ponza visto dall’alto del Tempio di Giove Anxur…
– Scania 141 V8 autoarticolato.
– OM Tigrotto centinato.
– Fiat 615 N
– Norton 750 Commando verde inglese.
– Triumph 900 Scrambler verde ramarro.
Cisterna di Latina. Ma ci sta tutto questo dentro un’automobile? Tutto questo e ancora tanto tanto altro… Molto molto ancora…
Torniamo?
Torniamo pure.
Le sensazioni si rinnovano. Sempre uguali, sempre diverse.

Un commento su “Il piacere di guidare

  1. Spugna
    21 luglio 2010

    Molto interessante…l’ho vista solo ora….che disastro!!!!!

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