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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Che la festa cominci

di Niccolò Ammaniti

Ediz. Einaudi, 2009 – Pag. 328 – € 18,00

Trama:  Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un’avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di
Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

Letto da Francesco

Opinione:  Una lettura entusiasmante. Raggiunta la maturità con Ti prendo e ti porto via, Ammaniti sembra con questo romanzo tornare – dopo prove assai più poetiche, profonde, intime, delicate come gli ultimi due titoli Io non ho paura e Come Dio comanda – alle atmosfera noir e pulp degli esordi.

È così, in parte. Queste atmosfere servono per accompagnare una satira assai pungente sulla società attuale, una scrittura divertente e intelligentemente comica, una avventura avvincente che riesce a tingersi di vera poesia nel ritratto caratteriale dei quattro sbandati satanisti di Oriolo Romano e della cantante nazional-popolare Larita (inutile scrivere, qui, chi ricorda
in tutto e per tutto questo personaggio), gli unici a uscire puliti e positivi dalla fine del romanzo.

Romanzo che si chiude con un crescendo esilarante negli aspetti tragi-comici e di pungente satira – dove l’Autore sembra divertirsi assai molto a non risparmiare colpi feroci alla nostra società, ai suoi comportamenti stereotipati e ai tanti personaggi pubblici e famosi che si riconoscono nella lettura – capace di lasciare senza parole per come, nelle battute finali, riesca a virare verso sensazioni poetiche delicate e malinconiche.

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Questa voce è stata pubblicata il 2 febbraio 2010 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .