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Lo stupore degli italiani sulle cinture e il bimbo miracolato di Caltanissetta

di Maurizio Caprino

La stampa è lo specchio del Paese. Sabato ha dato con clamore la notizia che la Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo a un guidatore che si era messo in marcia senza verificare che tutti i passeggeri allacciassero la cintura.

Un principio che appariva già scontato e che invece è stato “scoperto” solo ora, a vent’anni dall’introduzione dell’obbligo di cinture. Peraltro, conseguenze giuridiche a parte, chi guida con dietro persone non allacciate se le ritrova inevitabilmente addosso in caso di urto frontale, con conseguenze molto serie anche per se stesso.

Tutto ciò sarà almeno servito a far rinsavire tutti?

Macché: è di ieri la notizia del bimbo di nove mesi salvatosi miracolosamente da un incidente a Caltanissetta. Era stato sbalzato fuori dall’auto dei genitori, evidentemente perché i medesimi non lo avevano messo sul seggiolino oppure lo avevano allacciato correttamente (gli errori di questo tipo sono molti, dicono le statistiche internazionali). Tutto è finito bene solo perché il piccolo è finito sui cespugli.

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A proposito di seggiolino, guarda questo filmato e leggi questo post  – A proposito di cinture posteriori, guarda questo video e leggi questo post 

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Questo video pubblicato da SicurAuto (leggi l’articolo)  dovrebbe chiarire una volta per tutte i rischi che si corrono non allacciando e quelli che facciamo correre agli altri, in quanto la possibilità di scontrarsi contro il sedile del guidatore è molto concreta.

In quel caso il conducente, anche se correttamente allacciato, può subire danni gravissimi (non ripagati dall’assicurazione) proprio a causa della deformazione del sedile indotta dallo scontro col passeggero posteriore.

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