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“Quest’auto è Euro 5”, scrive il giornalista. “E ci mancherebbe”, ribatte chi ne sa un po’

di Maurizio Caprino

Ma avete notato che si continuano a leggere articoli su nuovi modelli in cui si cita il fatto che sono Euro 5? “Non fare il criticone, è pur sempre una notizia”, obietteranno in molti.

E invece no: lo standard Euro 5 è obbligatorio dall’autunno scorso per tutte le vetture di nuova omologazione (cioè per tutti i modelli totalmente inediti, tipo la Giulietta, per capirci semplificando un po’) e lo diverrà per tutti gli altri l’anno prossimo.

Quindi i restyling e i riassortimenti di gamma di questi mesi, aldilà delle rinfrescate estetiche e del riposizionamento commerciale che spesso comportano, sono soprattutto l’occasione per allineare i motori all’Euro 5 e s’intensificheranno col passare dei mesi.

Di conseguenza, chi oggi compra una Euro 4 porta a casa un fondo di magazzino o quasi.

Mi pare semplice e opportuno da ricordare a chi sta acquistando una vettura proprio in questi mesi di transizione. Eppure in giro non vedo molti consigli del genere. Forse per distrazione e affaticamento dei colleghi, forse perché le cartelle stampa sottolineano che il nuovo modello è “già” Euro 5 e ci sembra corretto riportarlo (ma gli uffici stampa fanno il loro mestiere, sta a noi tradurlo in informazione corretta per i lettori).

O, più semplicemente, per ignoranza. O, più maliziosamente, perché la fine degli incentivi fa sì che i fondi di magazzino da smaltire siano consistenti, per cui non si vuol danneggiare costruttori e reti commerciali già in sofferenza acuta. Sta di fatto che il giornalismo non sta dando una bella prova nemmeno su questa partita, che invece sarebbe un’occasione ghiotta e a costo zero per ben impressionare i lettori.

D’altra parte, questo è solo un esempio. Ve lo dimostro citandovi i navigatori: perlopiù si dà atto della loro presenza di serie o tra gli optional, omettendo di dire che hanno più senso i navigatori portatili universali (costano meno e si possono utilizzare su più auto). Molti automobilisti lo hanno già capito da sé, facendo crollare il business dei costruttori sui navigatori integrati nella plancia.Ovviamente i costruttori lo sanno e hanno reagito.

Alcuni venendo incontro ai clienti, con una predisposizione (come Punto Evo e Giulietta, per esempio) per gli apparecchi più comuni, che permette di usarli senza avere i brutti e pericolosi cavi penzolanti nell’abitacolo. Altri (marchi prestigiosi) alzando la posta, cioè abbinando al navigatore integrato la navigazione web, la tv e servizi personalizzati (consigli su itinerari, chiamate di soccorso georeferenziate,  telediagnostica eccetera).

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 31 Maggio 2010 da in Consumatori & Utenti, Il mondo dell'automobile (e non solo) con tag , , , .
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