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La maledizione del filtro antiparticolato: meno affidabilità e sicurezza

Un articolo lungo, ma che ritengo sia molto istruttivo per gli automobilisti. In calce il link per la lettura integrale dirtettamente su SicurAuto.

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Le contro-indicazioni del dispositivo colpiscono ancora gli utenti con gravi conseguenze per affidabilità e sicurezza.

Gli automobilisti continuano a pagare un prezzo troppo alto per talune scelte tecniche derivanti dalle varie normative sulle emissioni. Il filtro antiparticolato continua a colpire pesantemente le tasche degli utenti, ignari di aver fatto una scelta molto onerosa ma, talvolta, anche pericolosa. Andiamo per gradi.

Motore in prestazioni ridotte

Le prime amare sorprese ebbero inizio subito dopo l’introduzione dei primi filtri antiparticolato sulle diesel Euro 4: dopo alcuni giorni di uso esclusivamente cittadino iniziavano ad accendersi le spie ed apparire messaggi sul display per segnalare il motore in “prestazioni ridotte” e che era necessario passare in officina (o nella migliore delle ipotesi percorrere a 100 Km/h almeno 50 km su strada libera) per la rigenerazione forzata del filtro ormai intasato.

Disagio e spesa a parte, lo stupore e la rabbia degli utenti derivavano più dalla constatazione che nessuno li avesse informati prima di tale spiacevole eventualità ed anche gli addetti ai lavori spesso cadessero dalle nuvole (o facevano finta). In realtà, gli effetti collaterali del filtro antiparticolato erano noti fin dall’inizio alle Case automobilistiche, ma venivano regolarmente sminuiti o sottovalutati durante i corsi tecnici destinati alla rete di assistenza.

Le scadenze teoriche per la rigenerazione prevedevano, sulla carta, percorrenze più lunghe ed il rischio di trovarsi dopo pochi giorni di uso urbano col motore in emergenza era considerato molto remoto. Falso ottimismo interessato?

Sostituzione dell’olio anticipata

Ma a chilometraggi assai limitati ecco arrivare la seconda mazzata per i poveri, ignari utilizzatori di auto diesel Euro 4 con Dpf o FAP, inizialmente contenti di poter circolare in città anche nei giorni di blocco.

Per i più fortunati, il solito display avverte che è necessario recarsi in officina per sostituire l’olio motore. Ma come! I tagliandi periodici sono previsti ogni 15 mila o 20 mila Km ed ora bisogna cambiare l’olio (ovviamente a pagamento) dopo appena 3000 o 5000 Km. Ma siamo matti!

Naturalmente, anche stavolta, nessuno in concessionaria si era preso la briga di informare preventivamente l’utente e meno che mai si trova traccia sui manuali uso e manutenzione di tale eventualità.

Continua la lettura qui > La maledizione del filtro antiparticolato: meno affidabilità e sicurezza.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 8 luglio 2010 da in Consumatori & Utenti, Il mondo dell'automobile (e non solo) con tag , , , , , , , , .
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