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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Acqua in bocca

di Andrea Camilleri & Carlo Lucarelli

Ediz. Minimum Fax – Pagg. 108 – € 10,00

Il commissario Salvo Montalbano incontra l’ispettrice Grazia Negro in un gioco, un esperimento, una collaborazione letteraria senza precedenti: i due re del giallo italiano contemporaneo, entrati in contatto durante le riprese del documentario A quattro mani (Minimum Fax Media 2007), uniscono le forze e regalano ai lettori una storia che vede protagonisti i loro personaggi di maggior successo.

A metterli in contatto è un insolito omicidio in cui la vittima viene ritrovata con un pesciolino in bocca: il caso è nelle mani di Grazia Negro, che, resasi conto di non trovarsi di fronte a un delitto di ordinaria amministrazione, chiede aiuto al collega siciliano.

Un romanzo dalla struttura insolita e non convenzionale: un collage di lettere, biglietti, ritagli di giornale, rapporti e verbali, “pizzini” che fanno rocambolescamente la spola fra i due detective,stimolando e accompagnando il lettore nella ricostruzione dell’indagine, che si conclude con un finale mozzafiato.

Una jam session fra due narratori geniali che si divertono a far interagire il loro immaginario e il loro stile, una lettura unica per gli amanti del poliziesco e del noir. Gli autori hanno scelto di devolvere i proventi derivati dai diritti d’autore per sostenere progetti di beneficenza.

Letto da: Paolo

Opinione: L’ispettrice Grazia Negro? E chi la conosce? Il Commissario Montalbano? Un personaggio amatissimo del quale ho (letto) tutti i libri. Carlo Lucarelli? Lo apprezzo in radio, in tv, anche quando racconta cosa compra al supermercato riesce a catturare la mia attenzione, tuttavia non ho mai letto un suo romanzo. Camilleri? Nonostante la difficoltà dei primi tempi per un padano che si trova a leggere un libro in siciliano 😉 mi ha catturato da subito.

Questo libro pertanto mi ha permesso di incontrare un amico e conoscere un estraneo. Molto interessante e piacevole la struttura stessa del libro, che si consuma in gran parte mediante uno scambio di lettere e messaggi, in alternanza continua, con i due che si annusano e si intendono da subito;  entrambi, con metodi diversi, cantano fuori dal coro, e questo sarà alla base della riuscita della loro indagine non autorizzata.

Un libro breve, che si legge quasi d’un fiato, fa sorridere, come spesso capita con Montalbano, ma ti lascia anche a bocca aperta quando vedi (o credi di vedere, vai a sapere) un uomo che pensavi diverso, agire in maniera dura e determinata, lui che in genere neanche ha la pistola in tasca.

Leggevo nella Nota dell’Editore che Camilleri ha avuto l’illuminazione  sul come tramutare quest’idea in un libro, sfogliando un libro del 1936 di Dennis Wheatley, Murder off Miami, un giallo in cui il delitto è raccontato utilizzando materiali di riporto, documenti della questura, foto, lettere. Libro che io ho ed al quale ho subito pensato leggendo Acqua in bocca.

Scrivo questa recensione sorridendo, perchè in effetti sono ancora sotto l’influsso del libro, la cui lettura l’ho terminata solo mezz’ora fa. 🙂

Ora lascio la parola a Francesco che lo aveva letto settimane fa, ma ho preferito leggere il libro e poi pubblicare la sua recensione.

°°°

Letto da: Francesco

Opinione: Uscito ieri, 23 giugno 2010, è facile ipotizzare che questo racconto lungo (o romanzo molto breve, se si vuole) risulterà il successo editoriale-commerciale dell’estate. Bene così, se così sarà: i proventi che spetteranno ai due autori andranno, infatti, in beneficenza. Bene così, se così sarà: credo, a mio modo di vedere, che si potrà in tal modo centrare l’obiettivo primo di questa “jam-session editoriale”. Il successo di vendite per ciò che altro non è questo libro: pura operazione commerciale.

Operazione commerciale nella peggiore ipotesi.
Gioco, divertissement, piacevole e spensierata parentesi: nel migliore dei casi. Un “crossover letterario” che permette di seguire l’agire insieme di due personaggi creati da due scrittori e, dunque, viventi in differenti “mondi letterari”. Che qui s’incontrano. Questo, per gli amanti del genere, è l’unico motivo per leggere “Acqua in bocca”.

Nulla di più può offrire questo libbricino di un centinaio di pagine scarnamente scritte, intervallate da disegni, foto, giochi grafici. Due ore di lettura spese a seguire la sorpresa dell’incontrarsi di due personaggi culto del giallo italiano, che dialogano tra loro attraverso missive e reciproco invio di regali in natura gastronomica celanti pizzini attraverso cui muover l’indagine; finché i due non s’incontrano a Bologna per il gran finale del quale non ci si rende neppur conto; una lettura che finisce quando ancora si aspetta che cominci.

Insomma, alla fine ci si chiede: che è accaduto in questo libro? Cosa resta?
Sembra un’idea partita con entusiasmo, ma portata avanti e chiusa per dovere, perché ormai andava fatto, troncata e ricucita alla meno peggio. Peccato. Una occasione persa: se tale operazione di “crossover” andava fatta, Camilleri e Lucarelli avrebbero potuto concedervi più tempo e impegno, elaborando qualcosa di più impegnativo, importante, intenso.

Le possibilità c’erano: i due scrittori, inutile dirlo, sono ambedue dei grandi della letteratura contemporanea, capaci di mischiare fantasia e realtà al meglio e tali da aver generato personaggi divenuti delle star. Resta la delusione e la speranza che i soldi spesi giovino davvero a cause benefiche.

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4 commenti su “Un libro: Acqua in bocca

  1. Francesco
    26 luglio 2010

    Devo dire che io, invece, rispetto all’aspettativa maturata nei confronti di questo libro frutto dell’inedita – ma, in fondo, auspicata perché ben in sintonia – coppia Camillari-Lucarelli, sono rimasto piuttosto deluso.

    Ho letto tutto di un fiato “Acqua in bocca” il giorno stesso del suo arrivo in libreria proprio perché molto curioso di veder cosa erano riusciti ad architettare i due bravi e arguti romanzieri e “giallisti”, pregustando un breve romanzo esplosivo: se tanto mi dà tanto, infatti, raddoppiare la bravura di due singoli dovrebbe portare a un bel risultato.

    Invece, la sensazione che ho maturato a lettura terminata è che “Acqua in bocca” sia, più che altro, pura operazione commerciale. Almeno nella peggiore, più immediata e magari sbrigativa delle ipotesi.

    • paoblog
      26 luglio 2010

      Come da accordi ho pubblicato la tua recensione, che mi avevi inviato il mese scorso, per cui ho ridotto il tuo commento che replicava per l’appunto le tue parole che ora è possibile leggere direttamente nel post. 🙂

      • Francesco
        26 luglio 2010

        La mia tempestività nel postare il commento-recensione si è dimostrata pari a quella di un Gabibbo che si muove al rallentatore!

      • paoblog
        26 luglio 2010

        … ma no perchè? … Sei stato in effetti tempestivo… e vedendo il commento mi sono reso conto di non aver ancora pubblicato la “vecchia” recensione che avevo archiviato in attesa.. 😉 …

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Questa voce è stata pubblicata il 26 luglio 2010 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , .
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