Due disturbi legati al consumo di grano, l’allergia e la celiachia, affliggono sempre più persone. Molta gente inoltre, pur non essendo allergica o celiaca, lamenta disturbi intestinali, come difficoltà digestive, gonfiori e coliche, quando consuma prodotti con farina di grano.
C’è da chiedersi come mai un alimento che ha nutrito l’uomo fin dalle sue origini e al quale l’umanità ha sempre attribuito un alto valore spirituale e simbolico (si pensi all’ostia fatta di farina che nel rito dell’eucarestia rappresenta il corpo di Cristo), stia diventando così poco tollerato.
E ancora, perché tra i vari costituenti della farina è il glutine a destare maggiore preoccupazione? Gli scienziati non hanno ancora dato una risposta a tali quesiti. Io proverò a farlo ripercorrendo la storia del cosiddetto “miglioramento” genetico del grano che è stato effettuato negli ultimi cento anni.
Di una persona dal viso luminoso, e dall’animo buono, si dice che è solare. Altrettanto possiamo dire di certe piante che mostrano una speciale relazione col sole. Il grano è una di queste, anzi di tutte è la più solare. Ci sono tanti elementi per apprezzare questa qualità. In primo luogo il suo portamento, che si può cogliere facendosi ispirare dal suggestivo quadro del Seminatore al tramonto di Van Gogh.
Sullo sfondo, i culmi maturi di grano di un acceso colore giallo-oro che si ergono diritti verso il cielo, confondendosi con i raggi del sole. In primo piano la terra nuda, il cui colore viola sta a significare che essa aspetta di essere vivificata dalle sementi, un prodotto del sole, che il seminatore sta spargendo….
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grazie per l’articolo! io ne so qualcosa di intolleranze e non soltanto al grano! Rendono la vita un pò più difficile ma ci si fa l’abitudine. Oltre al grano sono intollerante ai lieviti e ad altri cibi “connessi” come yogurt, funghi, aceto etc etc…un problema quando si mangia fuori casa anche perchè spesso gli ingredienti non riesci ad individuarli. I risultati positivi in termine di salute, come dice Francesco, ti danno l’incentivo per avere la pazienza nel scegliere accuratamente cosa mangiare! e poi ho la mia amica Poppea che mi prepara dei dolci magnifici (ma anche cibi salati buonissimi) tutti nel “rispetto” dei miei problemimi…grazie Poppea!!!!!!
È davvero un fastidio subdolo e nascostamente dannoso l’intolleranza alimentare; e quella verso il glutine, effettivamente molto molto in espansione, è particolarmente aggressiva quanto difficile da capire se non ci si rivolge a esperti.
Inoltre l’intolleranza verso il glutine – sebbene meno problematica sia per l’organismo come nell’affrontare gli effetti pratici rispetto alla celiachia o altre forme di allergia – comporta anche notevoli sacrifici e rinunce nonché difficoltà pratiche nel muoversi tranquillamente schivando tanti prodotti che contengono glutine.
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Io ci ho fatto l’abitudine, ma non è facile: ci vuole anche molta forza di volontà, aiutata dal vedere i risultati e come si ritrova pazientemente e con evidenza la buona salute ed efficienza fisica una volta che si riesce a farne a meno.
È, poi, un vero sacrificio perché, non a caso, le intolleranze al glutine vengono sviluppate soprattutto da persone particolarmente ghiotte di farinacei e abituati a mangiarli.
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Io, però, 3-4 pizze (di quelle buone e indimenticabili) all’anno me le mangio! Un lusso che mi concedo e mi godo ancor di più perché “una tantum” desiderata e che, in questa misura, non mi provoca disturbi!