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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Le vacanze 2010 – Livigno

Lo dico subito: Non sarò breve. D’altro canto questo post è destinato in primis agli Amici. Tutti gli altri lettori sono in ogni caso i Benvenuti.

Quest’anno abbiamo optato per una breve vacanza a Livigno, abbandonando l’amata Toscana che visitiamo quasi ogni anno, per andare in montagna, meta che francamente amo molto.

Svegliarsi la mattina e vedere questo dalla finestra, mi emoziona ogni volta, poco da fare.

Certo, dopo il luglio torrido appena trascorso, cercavamo del fresco, anche se forse la neve fresca che potete vedere nella foto, caduta la sera di Ferragosto, è persino troppo.

In ogni caso è stata una vacanza sfortunata dal punto di vista meteorologico, visto che è piovuto praticamente tutti i giorni; non solo, le nuvole, le piogge, le rare schiarite, si alternavano continuamente ed era un continuo mettere/togliere la giacca antivento/pioggia, ma pazienza, se si va in alta montagna (Livigno è a 1816 mt.) sono cose che devi mettere in conto.

Vero è che Livigno con il sole è tutta un’altra cosa. Il cielo è più azzurro che mai, il sole scotta ma non è fastidioso, le nuvole sono bianche come panna, come si può vedere da questa foto di repertorio scattata in un’altra occasione. Vabbè…

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Per il soggiorno abbiamo scelto l’Hotel Posta che avevamo già testato lo scorso anno per una fine settimana.

E’ un 4 stelle, ma con prezzi decisamente inferiori a molti 3 stelle che si trovano in Liguria, ad esempio ed abbiamo verificato che anche le consumazioni al bar, diversamente da certi posti, hanno prezzi decisamente equi.

L’albergo è di proprietà della Famiglia Martinelli, informazione questa che sembra superflua, se non fosse che Luigi Martinelli, ha un’espressione simpatica ed è un eccelso fotografo oltre che amante della montagna; al contrario del Signor Luigi che si materializzava improvvisamente all’ingresso ed altrettanto velocemente scompariva, forse per dedicarsi alle sue attività collaterali era spesso presente la moglie, la Signora Kathy che pur parlando un ottimo italiano, conserva un marcato (ma gradevole) accento americano; è una di quelle persone con uno sguardo che irradia serenità.

Al Ricevimento si alternano la sorridente Sara (vedi foto) e la gentilissima Luisella che coccolano letteralmente gli ospiti.

In sala da pranzo, ci sono due ragazze, Chiara e Barbara, anche loro sempre cortesi e disponibili; peccato che come sempre ci siano clienti maleducati che scambiano la cortesia con il servilismo, ma di questo parleremo nelle note a margine.

Il 15 agosto il Comune, come ogni anno, ha organizzato la Notte Nera, per cui alla sera si spegneva l’illuminazione del paese, ci sarebbero state fiaccole davanti alle case, alberghi, ecc. e altre fiaccole erano disponibili per chi avesse voluto girare per il paese immerso nell’oscurità, per approfittare delle attività di intrattenimento lungo le strade.

La pioggia copiosa, ha rovinato in parte questa magica Notte, ma al Posta hanno fatto del loro meglio. Un aperitivo alle 19.30 e la Cena di Gala alle 20, a lume di candela, così come è stata illuminata la scala d’accesso.

Nota per Francesco: La cena è stata innaffiata con del Berlucchi Cellarius Brut 2005 che ovviamente abbiamo interamente scolato 😀

Al di là dell’intera cena, sicuramente piacevole, ho gradito molto il biglietto scritto a mano con il quale la Fam. Martinelli e lo Staff auguravano un Buon Ferragosto. Trovo che sia un gesto piccolo, ma dal quale traspare una gentilezza che va oltre a quanto è dovuto ad un ospite.

Sarà che io sono sensibile più alle piccole cose, sentite, che sono in linea con il mio carattere…

A mezzanotte, orario fuori luogo per due vecchietti abitudinari come noi, 😉 doveva esserci uno spettacolo pirotecnico. Durante la passeggiata notturna, dopo cena, senza pioggia ma con una temperatura abbastanza fredda, siamo arrivati sino al punto dove sarebbe stato possibile ammirare i fuochi d’artificio, ma erano solo le 23.

La Signora K non se la sentiva di aspettare, ma sapevo che le sarebbe dispiaciuto non vedere i fuochi. Improvvisamente ecco il primo botto.

Abbiamo pensato ad una prova tecnica, invece lo spettacolo è stato anticipato, ritengo per cogliere l’attimo in cui non pioveva. E’ stato uno spettacolo in crescendo, veramente bello.

Nel corso della settimana, non siamo riusciti a combinare quasi nulla. Mi è rimasto sul gozzo il fatto di non essere potuto andare su Carosello 3000, ma purtroppo i 3000 metri sono una bella cosa, ma con le nuvole basse…

In compenso un giorno abbiamo colto al volo una temporanea schiarita (ma veramente temporanea…) per prendere la cabinovia ed andare sul Mottolino.

A questo proposito segnalo l’interessante libro che celebra i 50 anni degli impianti del Mottolino. Talvolta ci dimentichiamo che dietro a quello che per noi è una cosa normale, prendere una cabinovia, uno skilift, ci sono il lavoro, la passione e forse un pizzico di follia, di persone che hanno creduto in progetti che hanno permesso a molti (talvolta troppi…) di avvicinarsi alla montagna; se poi imparassero anche a viverla ed a rispettarla, sarebbe meglio.

Una marmotta ci ha accolto nelle immediate vicinanze del rifugio, prudente ma non timorosa…

Le seggiovie riposavano in attesa della stagione invernale…

E la montagna era invasa dai ciclisti (opps, dovrei dire bikers?) che bardati come guerrieri affrontavano la discesa…

In taluni tratti sembrava fossero destinati a saltare nel vuoto, ma è tutta una questione di prospettive… 😉

Di fatto i primi giorni abbiamo fatto il giro di acquisti, programmati per Ro-K ed assolutamente casuali per me (niente di futile, ovvio, solo cose che servono) e poi sono iniziate le passeggiate verso il lago prima, poi dalla parte opposta.

Il 16 agosto, ultima occasione, abbiamo optato per una sfortunata pedalata sulla bellissima pista ciclabile. Abbiamo noleggiato le bici alle 12.10 ed alle 12.20 è iniziato il binomio pioggia-vento freddo. Abbiamo resistito un paio d’ore, con le nostre giacche e cappellini, ma alla fine abbiamo dovuto cedere.

Segnalo la Latteria di Livigno, dove è possibile acquistare formaggi, burro, latte ed un ottimo gelato; è anche possibile mangiare, ma attenzione, è necessario mettersi in lista all’ingresso.

Tanto per capirci noi abbiamo avuto il tavolo verso le 13.30, dopo circa 20-25 minuti di attesa e dopo di noi c’erano altri 17 tavoli prenotati! Si mangiano insalate e panini, ma ritengo un delitto non prendere uno dei loro piatti freddi con formaggi e salumi. Slurp. E’ possibile acquistare i loro prodotti anche online.

Molti pomeriggi li abbiamo trascorsi in albergo; la Signora K stava in camera a leggere ed io preferivo restare nella sala dell’albergo, dove mi sono divertito a cercare spunti fotografici.

Sul banco del ricevimento, c’è il Libro degli ospiti, dove chi vuole può lasciare una traccia del suo passaggio. Potevo resistere ad una pagina bianca da riempire? 😉

Ho preso il libro ed ho scritto questo pensiero, rubando in parte le parole a Bruno Contigiani: Cerchiamo di vivere con lentezza ovvero Rallentare quando possiamo e Correre quando dobbiamo; l’Hotel Posta è un buon posto per rallentare.

Arriva il 17 e si rientra verso casa. Prima di lasciare Livigno, una sosta al distributore dell’Agip dove la Super costa € 0,952 (servito!); visto il prezzo posso spingermi a chiedere la Blusuper al prezzo di € 1,020.

Poco prima della Dogana, una foto alla Kmobile che ancora una volta ha fatto il suo dovere, alla faccia di chi odia la Smart perché, secondo loro, ha solo 2 posti e poco bagagliaio, inadatto persino a fare la spesa.

Si come no… Provare per credere.

Certo, abbiamo usato ogni buco disponibile, ma il dover portare via un doppio guardaroba (estivo ed autunnale) ci ha complicato appena le cose.

Eccoci arrivati, dopo un viaggio tranquillo, in circa 3 ore e mezzo, contro le 4 ore per salire.

Consumo medio (andata):  17,00 km/lt. – 2 persone a bordo, bagagli, luci sempre accese e, ovviamente, un tot di salite ed un Passo alpino.

Consumo medio (rientro):  18,90 km/lt. – 2 persone a bordo, bagagli, luci sempre accese, condizionatore per 2/3 del viaggio  ed un tot di discese che senz’altro hanno aiutato a ridurre i consumi.

 

di Francesco Mignano

di Francesco Mignano

P.S. 1 – Ecco lo sconfinamento in Svizzera per poi rientrare in Italia, ed ecco che di colpo il fermarsi per far passare il pedone che attraversa la strada torna ad essere un rischio di tamponamento, rispettare i limiti di velocità è difficile, diversamente da quanto accade in Svizzera, dove gli altri automobilisti non ti si attaccano al paraurti se vai a 50 kmh o quello che sia il limite.

Ecco le buche sulle strade, la sporcizia ovunque, il degrado. Siamo tornati a casa, eccoci fuori dalla Svizzera e da Livigno, isola felice, in un Belpaese che tale non è, grazie all’inciviltà diffusa ed al lassismo da parte di chi ci deve amministrare.

P.S. 2 – A Milano il Sindaco ci dice che le strade sono piene di buche a causa dell’inverno e della neve. Strano vedere che a Livigno (e circondario) nonostante un inverno con temperature sui -20, con neve parecchi mesi all’anno, le strade siano tutto sommato in ordine.

Le foto che seguono sono solo due di una decina di quelle scattate in un tratto di circa 1 km. Ho detto tutto.

* * *

Note a margine ovvero di tutto un po’.

Buffo come quando una cosa sia offerta gratuitamente, tutti abbiano la necessità impellente di averla. In albergo era presente una grossa ciotola (ma proprio grossa) con caramelle a disposizione degli ospiti; capisco la caramella presa al volo, sono li apposta, ma faccio veramente fatica a capire quelle persone che ad ogni passaggio si riempivano le tasche di caramelle.

* * *

Siamo a pranzo in un piccolo ristorante ed ecco che ancora una volta tutti hanno la necessità di telefonare nel medesimo momento. Eravate fuori sino a due minuti fa e niente, ora che siete al tavolo è un susseguirsi di telefonate, spesso banali ed inutili.

Ma la nuova moda, che noto più fra i quarantenni che fra gli adolescenti, è quella di confrontare le suonerie del cellulare; ed ecco che scatta un concerto di suonerie polifoniche (una peggio dell’altra), ovviamente al massimo volume possibile, che si sovrappongono, e che danno veramente fastidio.

Forse sono ospite del mondo sbagliato, non lo so. Buffo il fatto che al momento del confronto, nel quale le donne sono le più accanite, si aprano borse e giacche ed ecco che ogni commensale ha due se non tre telefoni. Le orecchie sono due, il cervello uno solo, che te ne fai di tre telefoni?

°°°

Che si passeggi nella via dei negozi oppure sulla pista ciclo-pedonale, è sempre la stessa cosa.

Vige l’anarchia, qualcuno tiene la destra, altri la sinistra, altri ondeggiano di qua e di là, si fermano in gruppi ostacolando il fluire delle persone; ci sono ciclisti che sfrecciano fra l’uno e l’altro come in una gara ad ostacoli ed altri che fanno fatica a fare un metro, grazie a tutti questi che si comportano come se la via fosse loro e soltanto loro.

Non chiedo un regime dove ogni passo sia regolamentato, ma cerchiamo di vivere come se ognuno di noi non fosse il centro dell’Universo.

°°°

Il Guru perde i colpi? Abituato ad inviare cartoline agli amici più cari, mi rendo conto di non aver portato gli indirizzi. Come è possibile? Si invecchia dannazione, il mononeurone non ce la fa più.

Ad un certo punto, casualmente sia chiaro, apro la Moleskine ed ecco che in fondo trovo le 3 pagine con riportati tutti gli indirizzi. 😀

°°°

Parlando con Sara, in albergo, le ho chiesto come facesse a gestire i clienti più difficili. Io non ci riuscirei ed infatti non lavoro a contatto con il pubblico 😉 fortunatamente.

Mi ha risposto che la base è sorridere sempre e poi pazienza, pazienza, pazienza. Ho visto la sua (e non solo) professionalità all’opera con alcuni clienti ai quali io avrei rovesciato il tavolo in testa. 😉

Tre ospiti partenopei che di fatto ancora non si capisce cosa siano venuti a fare a Livigno. Parole loro: qui non mi piace (la località), non mi piace la cucina locale, qua fa freddo, la mia vacanza ideale è il mare, giù da noi, 30 gradi, il sole…

Considerando che le loro brevi sortite dall’albergo non le dedicavano agli acquisti, unica ragione di venire a Livigno se non ami la montagna, ma allora che ci siete venuti  a fare?

Ma la parte fastidiosa per me e ritengo anche per chi serviva a tavola era il tono scortese se non strafottente di uno dei tre, che abbiamo soprannominato Posillipo; dava del tu al personale, ogni volta che gli chiedevano se andava tutto bene rispondeva con una smorfia ed un’alzata di spalle.

Di fatto avanzavano tutto quello che gli portavano, spesso neanche lo mangiavano oppure lo respingevano. A quel punto fai solo il pernottamento e vai a mangiare una pizza tutte le sere…

Ad un certo punto, la sera di Ferragosto, la donna diceva ai suoi compagni di viaggio: avete visto che siamo solo noi a non mangiare quello che ci portano?

Non apprezzo come dicevo prima, le persone che scambiano la cortesia professionale (e non), per servilismo, passando automaticamente al tu solo perchè una ragazza serve a tavola, salvo poi pretendere il Lei perché sei cliente. Che sia il napoletano strafottente oppure il milanese tipo Pago & Pretendo, non ci siamo.

Durante una chiacchierata molto piacevole, Sara ad un certo punto mi ha chiesto se potevamo darci del tu, cosa che abbiamo poi fatto. Ma la cosa deve essere reciproca, non una prevaricazione da parte del Cliente.

°°°

Degna di nota una coppia definita dalla Signora K come licardoni, termine dialettale che indica degli schizzinosi, tuttavia credo non sia centrato, infatti io da bravo figlio unico di mamma anni ’60, sono un po’ viziatelo a tavola, ma questi due personaggi (la moglie di più) sono veramente particolari; non solo avanzavano tutto quello che arrivava a tavola (peraltro scelto da un menù con 3-4 portate), ma riuscivano anche a prendere il succo d’arancia al mattino, servendosi da soli (!), riempire il bicchiere fino all’orlo e berne solo un sorso, avanzando il resto.

°°°

La vacanza è finita, le ferie continuano con alcune gite fuoriporta 😉 (o forse anche oltre), ma resta il fatto che nonostante il meteo avverso, senta già la mancanza di Livigno e del Posta del quale parlo positivamente non perchè ne sia azionista, ma perchè ci stavo proprio bene.

Ciao Livigno, ci rivedremo…

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12 commenti su “Le vacanze 2010 – Livigno

  1. Francesco
    19 agosto 2010

    Simpatica la marmotta! (Mi sono sempre piaciute tantissimo le marmotte: quante ne ricordo di averne incontrate all’alba sul Rifugio Sella al Gran Paradiso!)
    Che dire della cena: invitante! E particolare apprezzabile la scelta di un Cabernet Franc in purezza come rosso: vino-vitigno scontroso e difficile, ma che sa dialogare con giusta corposità a un mangiare montanaro.
    Il Berlucchi lo conosco bene, sebbene sia poco propenso alle bollicine (mio limite, mio difetto…).
    Bellissime le fotografie delle biciclette, come anche delle “nature morte” in albergo, degne di un quadro di Morandi.
    Sara: ah, Sara! Sarebbe dovuta bastar ella da sola per fare Primavera di una estate trasformata in autunno… Varrebbe da sola una gita fin laggiù, a riveder posti dove manco da vent’anni!
    * * *
    Tralsciamo commenti sugli aspetti negativi, me ne manca la voglia…
    Purtroppo capita sempre; purtroppo il cittadino italiano sempre più spesso esaspera comportamenti che non trovano più la via della signorilità e della civiltà; peggio: della buona educazione…

  2. lorena
    19 agosto 2010

    Peccato il tempo ma il posto è stupendo, come tutta la montagna del resto, bella la marmotta ma quello che mi è piaciuto di + è il cesso nel tronco aahah bella idea!!!!
    Cmq andavate in toscana il tempo sarebbe stato migliore…. chi lascia la strada vecchia x la nuova………..

  3. Francesco
    20 agosto 2010

    Sono andato a curiosare nel portale web dell’Hotel Posta e, ovviamente, mi sono soffermato e concentrato sul ristorante, sul menu alla carta e, in particolare, sulla carta dei vini.
    Devo dire che questa è abbastanza interessante. Anzitutto, sebbene non curata nella veste grafica (almeno così come appare nel formato web), è ben compilata: ordinata per tipologia (bollicine, rossi, bianchi, dessert), e successivamente per regioni, con ovvia attenzione particolare alla Valtellina; fondamentale, poi, l’indicazione del millesimo disponibile, cosa che sembra scontata ma invece spesso trascurata.
    E devo dire che offre una soddisfacente scelta su cui orientarsi, anche con bottiglie molto importanti, sebbene orientata (a parte la Valtellina) su produttori non di nicchia, cioè facilmente reperibili.
    Comunque: c’è da restar soddisfatti!

  4. Spugna
    23 agosto 2010

    A parte il fattore metereologico, che non è poco, il posto è davvero bellissimo!!! Belle anche le foto, soprattutto la MARMOTTA!!!!

    P.S. Non sapevo che anche tu usassi la Moleskine.. grande ….

  5. Francesco
    23 agosto 2010

    Be’ le Moleskine, come insegna Bruce Chatwin, sono uno dei primi e fondamentali compagni del viaggiatore.
    Del viaggiatore, soprattutto, che desidera riportare su carta le sensazioni che sta provando e immagazzinando nella mente: perché non v’è nulla di più pratico, robusto, resistente e (poiché male non fa mai, anzi…) bello agli occhi di una Moleskine.
    Anche per questi aspetti, tutti questi aspetti a cominciare dalle dimensioni ridotte unite alla consistenza dell’oggetto in sé che facilmente ti permettono di poter scrivere anche seduto in treno o in autobus, molti scrittori usano scrivere sulla Moleskine la prima stesura di ogni romanzo. Tra questi, anche il nostro Carlo Lucarelli.
    * * *
    E poiché, come abbiamo sviscerato nel post in cui Pao scrive la sua recensione al romanzo “Finché c’è prosecco, c’è speranza”, degustare vino è uno dei viaggi più affascinanti e sorprendenti che vi siano: io uso riportare le note sensoriali di ogni vino che assaggio sulle Moleskine che gelosamente conservo in quantità che, ormai, cominciano a essere notevoli. E, quando mi capita di ri-assaggiare un vino bevuto anni addietro, confronto le sensazioni di ora con quelle riportate allora per capire che evoluzione quel millessimo abbia avuto, ovvero: attravertso quali strade e dove ha condotto, fin a quel momento, il suo viaggio; e che strade abbia seguito io da questi guidato attraverso i sensi…

    • paoblog
      23 agosto 2010

      ho Moleskine ovunque… ;-).. la prima mi fu regalata dal Testimone nel 2004 ed ha ancora molte pagine da riempire solo a causa del mio problema al tendine che mi rende difficile la scrittura a mano

      tuttavia c’è nè una per ogni borsa che uso e, why not, (ops, sono scivolato sulle parole straniere, Aspe docet) una anche per ogni macchina, in modo da non farmi scappare nessun pensiero….

      • Francesco
        23 agosto 2010

        Un vero viaggiatore, non c’è proprio dubbio!

  6. Spugna
    23 agosto 2010

    Anche Francesco…. Moleskine addict 🙂

  7. Nancy
    24 agosto 2010

    Amo la montagna come voi e Livigno è sempre uno di quei posti dove torno volentieri. Paolo con le tue parole e modo di scrivere mi sono trasportata di nuovo in quel paradiso terrestre. Grazie per le foto (la marmottina mi ricorda il mio Bond, lo chiamavo anche così) e per quel punto di disaccordo con tutti quelli che non curano il proprio paese, la loro terra e il nostro Mondo. Dobbiamo insistere su questo per sentirci in paradiso ovunque. : )

  8. ele
    25 agosto 2010

    Non amo andare in montagna, ma quando vedo le foto poi mi dico: devi andarci qualche volta… poi le ferie son poche ed il richiamo del mare è troppo forte!!!
    Bei posti, belle foto, la 68 di Ro è davvero bellissima. Bravi !!!
    PS – ovviamente anche io Moleskin sempre: agende e notes a non finire!

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Questa voce è stata pubblicata il 19 agosto 2010 da in Gli Amici, Pensieri, parole, idee ed opinioni, Turismo con tag , , , , , .
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