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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

L’età che abbiamo, l’età che sentiamo

La cara Spugna, forte del fatto che ieri le hanno dato 29 anni, ha chiesto un Sondaggio Blog.

L’argomento è: L’età che abbiamo e quella che sentiamo di avere.

Nessuna domanda specifica, rispondete nella maniera più ampia, restando però in tema.

8 commenti su “L’età che abbiamo, l’età che sentiamo

  1. dona
    29 settembre 2010

    Solo negli ultimi due anni, forse in seguito all’ennesima delusione, ho iniziato a sentire qualche anno in più. Noto i primi cambiamenti fisici e ne attribuisco forse un peso eccessivo credo proprio per lo stato d’animo che vivo conseguente alle mie vicissitudini.

    Quindi si può dire che sto iniziando a sentire la mia età anche se poi in realtà sto continuando ad avere uno stile di vita molto attivo che anche una persona più giovane farebbe fatica a seguire

  2. Anonima
    29 settembre 2010

    Non ho età e vivo giorno per giorno come arriva e lo saluto con il sorriso e la gioia di averlo vissuto.

  3. Spugna
    29 settembre 2010

    Premessa : mi ha dato 29 anni un uomo con delle lenti spesse così, quindi vi lascio immaginare 🙂

    Ho 38 anni e devo dire che la cosa che mi confonde di più è che gli ultimi 18 anni sono stati così pieni di avvenimenti, alti e bassi e così altalenanti che sono volati e mi sento spiazzata quando mi ritrovo a dire che ho dato la maturità nel 1990.

    Mi sembra un tempo così lontano eppure mi sento ancora una ragazza, spesso anche bambina talvolta.
    C’è una contraddizione in termini in quello che scriverò adesso : a volte mi trovo a ragionare come una 80enne : nostalgica, legata al passato,che vive nei ricordi ed è forse per questo che mi trovo bene con persone di qualsiasi età, perchè sono un camaleonte.

    Quindi età anagrafica 38 – età percepita dipende dalle giornate. Oggi per esempio : 25 🙂

  4. ele
    29 settembre 2010

    Ho 52 anni. Fisicamente dicono che ne dimostro molti meno ma non mi pongo mai il problema dell’età. Sono convinta che la vita vada vissuta appieno in ogni sua fase, nel bene e nel male. Ed ogni sua fase è bella e brutta allo stesso tempo.

    Certo che gli acciacchi fisici adesso si cominciano a sentire tutti e non è facile tirar tardi la notte, bere un po’ di più senza subirne le conseguenze.

    Devo dire però che non avendo mai perso la curiosità, la spensieratezza, la freschezza mentale di una adolescente nel vivere la vita, ho aggiunto la maturità mentale e sono ben felice di essere “grande”!

    Non tornerei mai ai miei 20 anni. Il percorso per arrivare fin qua non è stato facile e non credo che sopporterei di nuovo (in cambio della giovinezza) di dover passare tutto ciò che ho passato.

    Comunque l’elisir di lunga vita è usare la mente. La propria, sempre. Farsi sempre delle domande anche se non è facile trovare le risposte.

    Il mio motto è: con gli anni non si invecchia, si cresce !

    • paoblog
      29 settembre 2010

      Ho evidenziato io il motto di Ele …

  5. Poppea
    29 settembre 2010

    Io come sai ho 51 anni e credo di dimostrare quelli che ho, come testa mi trovo bene con mia nipote che ne ha 20 e con gente di 80 anni.

    Per cui spazio, cerco di capire i giovani, anche se sbagliano a volte, perchè l’ho fatto anche io e le problematiche delle persone più grandi.

    Questo in generale perché nel particolare poi conta anche il modo di pensare delle persone.

  6. Francesco
    29 settembre 2010

    Ecco il Peter Pan che Pao ha citato!

    Quando si parla di età, spesso uso dire che la mia età è incerta: a volte sembro coetaneo dei miei nipotini di 5-7 anni, in altre situazioni di amici ultra-settantenni.

    La circostanza si spiega così: come sicuramente avviene per qualunque persona, ho fatto mia l’esperienza tramandatami da ognuno dei miei avi, arricchendomi del loro Passato come se lo avessi vissuto; al tempo stesso, però, conservo l’ingenuità virginale di un bambino che ha appena aperto gli occhi sul Mondo e sgrana gli occhi affamato di sorprese, scoperte, non finendo mai di stupirmi, divertirmi, cercare, scoprire…

    Non ho difficoltà ad ammettere che – senza ombra di dubbio e, anzi, con estrema decisione – sono un quarantenne “vittima” della sindrome di Peter Pan.

    Questo, però, non perché sia un farfallone che vuol apparire diverso da quel che è: ma esattamente perché la mia età anagrafica non corrisponde con quella spirituale, mentale, sentimentale.

    Ciò, comunque, non significa che sia infantile: piuttosto, direi, che la componente fanciullesca prevale su quella razionale pur coabitando con una maturità a volte, forse anche spesso, superiore a quanto sarebbe logico – se può esserci logica in queste cose – per la mia età anagrafica.

    Questo particolare aspetto del mio essere e del mio carattere si manifesta in tutte le componenti del mio vivere: dalle scelte alle decisioni, dai rapporti alle amicizie, per finire con l’aspetto fisico ed esteriore.

    Infatti mi relaziono tranquillamente e con scioltezza, trovando sempre qualche punto di interesse comune e di condivisione, con ragazzi adolescenti, con ventenni, con persone della mia età o con settantenni. Posso spender tempo, anche in piacevoli situazioni conviviali, con persone di tutte le età interagendo con essi come fossi coetaneo.

  7. Paoblog
    29 settembre 2010

    Come sempre, non sarò breve 😀

    D’altro canto gli anni che ho, che sono prossimo a compiere, tra pochi mesi, si sanno…

    Premetto che non ho la Sindrome di Peter Pan, se anche volessi fare il farfallone non correrei dietro alla 23enne come farebbero certi di mia conoscenza ;-)…

    Fisicamente, poco da fare, ho i miei anni, non ho più 20 anni, ma neanche 30 ed è giusto così…

    So, me lo dicono praticamente sempre, di dimostrare sui 38 anni, massimo 40…ma in realtà è sempre stato così, nel senso che a militare (20 anni) mi dicevano che essendo lì, era ovvio che avessi 18 anni, ma ne dimostravo meno.

    Ed è sempre stato così, mi hanno sempre tolto 10 anni…non avendo poi molti capelli grigi, ho un certo vantaggio. 🙂

    Resta il fatto che facendo una media dei vari fattori in gioco, io dico di sentirne 30 come testa e di dimostrarne 40…

    Di certo quando vedo le normali coppie sui 50, io li guardo e dico a Ro: io non mi ci vedo…

    Ed infatti, se guardiamo l’età delle persone con cui ho rapporti d’amicizia, o anche solo amichevoli, si spazia dai 22 del Pupo agli over 50 di altri…

    E questo interscambio generazionale continuo, aiuta a restare sul pezzo ovvero a non sedersi (soprattutto intellettualmente) su quello che si è, ma a spaziare in mondi che non sono i miei, ma dei quali sento, capisco (o cerco)…

    Riesco ad avere i dati che mi permettono di interagire al meglio con l’umanità che mi circonda.

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Questa voce è stata pubblicata il 29 settembre 2010 da in Amore, Amicizia & Sentimenti, Pensieri, parole, idee ed opinioni.
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