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Arsenico nel bicchiere, ma questo non è un romanzo di Agatha Christie

Se fossimo finiti in un libro qualunque di Agatha Christie, forse, la cosa non sorprenderebbe più tanto. Se ci trovassimo nel film di Frank Capra, dove le anziane zie del protagonista “aiutano” i “loro signori” a lasciare la vita con un bicchiere di vino corretto al veleno, ci rideremmo sopra.

Invece siamo ben lontani dalle pagine eleganti della scrittrice inglese così come dall’humour nero della pellicola diretta dal regista italo americano.

Eppure l’elemento chiave è lo stesso: l’arsenico; a cambiare stavolta è il luogo del delitto, che lascia i vecchi salotti british dell’immaginario comune per aprirsi a ventaglio su 128 comuni italiani nelle regioni di Campania, Lazio, Lombardia, Toscana.

L’allarme, perché già di allarme si tratta, arriva in seguito alla pubblicazione di un documento della Commissione Europea, in cui Bruxelles respinge la richiesta di deroga, la terza per la precisione, ai limiti sulla concentrazione di arsenico nelle acque potabili.

Limiti che a quanto pare sono stati ampiamente superati nelle forniture delle regioni sopracitate, in alcuni casi raggiungendo addirittura i 50 microgrammi di arsenico per litro contro i 10 ammessi per legge.

La stessa direttiva prevedeva al suo interno la possibilità per gli stati membri di stabilire deroghe ai valori di parametro fissati purché nessuna di queste eccezioni presenti un potenziale pericolo per la salute umana e l’approvvigionamento delle acque destinate al consumo umano nella zona interessata non possa essere mantenuto con nessun altro mezzo congruo.

n circostanze eccezionali la richiesta può essere avanzata una seconda e terza volta e così è stato per il Bel Paese che nel dossier di monitoraggio inviato all’Esecutivo europeo spiegava come un innalzamento temporaneo dei parametri fosse necessario per via della “naturalità” delle cause.

L’origine geologica, per lo più vulcanica, ad esempio di alcune aree del Lazio, tra cui i Castelli Romani, è la causa naturale di un suolo ricco di elementi minerali come il fluoro e l’arsenico, che dopo una serie di combinazioni chimiche precipitano nelle acque sotterranee.

Ma, secondo quanto appurato da Bruxelles, l’eccezionalità del caso non sembrerebbe sussistere, o almeno non per l’ennesima volta…

Continua la lettura qui > Rinnovabili.it: Questo non è un romanzo di Agatha Christie.

 

2 commenti su “Arsenico nel bicchiere, ma questo non è un romanzo di Agatha Christie

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