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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: L’uomo senza casa

di Andrea Fazioli

Ediz. Guanda – Pagg. 264 – € 15,00

Trama: La Svizzera è un posto misterioso. Sembra un luogo lindo e tranquillo, ma sotto la superficie strisciano inganni, delitti e soldi, tanti soldi, che magicamente volano nelle banche. Tra i misteri elvetici si aggira anche Elia Contini, un investigatore privato che lavora a Lugano, sul lago, in mezzo agli intrighi della politica e della finanza, ma che ogni sera se ne torna a casa in un villaggio di montagna, dove gli piace osservare le volpi che abitano nel bosco.

Una vita che scorre più o meno uguale, finché un giorno è costretto a scontrarsi con un mistero che lo riguarda da vicino: quello di un paese sommerso dall’acqua per la costruzione di una diga. Il paese nel quale era cresciuto. Da allora molte cose sono cambiate. Però c’è chi ancora non ha dimenticato: qualcuno che vuole tornare indietro, vuole rivedere i volti del passato, e per farlo è disposto a uccidere. Toccherà proprio a Contini dipanare il mistero. Combattendo fino all’ultimo per salvare se stesso e tutto ciò che ama.

Letto da: Paolo

Opinione: Si la Svizzera è un paese un pò misterioso, anche se a differenza di alcuni lettori (aneddoto raccontato dall’autore) so bene che si parla anche italiano… 😉

Battute a parte, scopriamo un paese dove si ruba e si ammazza come da noi, anche se forse in misura minore.  Scopriamo intrallazzi politici, egoismi e violenze.

Il personaggio principale non si discosta troppo dai soliti dannati, i soliti che bevono troppo, che non riescono ad aprirsi con l’umanità in genere e tantomeno con le donne, continuando a farsi del male, emotivamente parlando. Vero è che Contini deve affrontare una volta per tutte la dolorosa scomparsa del padre avvenuta misteriosamente venti anni prima. E ci riuscirà, con notevole tenacia nonostante tutto sia contro di lui.

Il libro mi è piaciuto, nel suo complesso, e leggerò anche Come rapinare una banca svizzera, che al momento è in attesa sullo scaffale della libreria. Resta la mia antipatia di fondo per questi personaggi troppo uguali fra di loro, ma questo non c’entra nulla con la scrittura di Fazioli, sempre piacevole.

P.S. Forse sento l’influenza di Francesco e comincio a guardare le copertine con un occhio diverso dal solito.

2 commenti su “Un libro: L’uomo senza casa

  1. Francesco
    2 dicembre 2010

    Giusto…
    Per quanto ciò che conta e continuerà sempre a contare maggiormente è “cosa” l’autore scrive “dentro” un libro…
    … Il libro è pur sempre un oggetto. E, come tale, va gustato in tutti i suoi aspetti, visivi, tattili e olfattivi anche. A cominciare dalle copertine per finire, auspicabilmente, con l’odorarne la carta delle pagine…

    … D’altra parte. è decisamente vero che se un libro non è graficamente ben impostato – a cominciare dalla copertina, ma soprattutto da come è impaginato: carattere, composizione, equilibrio degli spazi nella pagina, colore e consistenza della carta stessa delle pagine – si percepisce diversamente, magari male, il contenuto stesso delle parole, ovvero ciò che l’autore vuole trasmetterci.

    Recentemente ho letto un romanzo pubblicato da un piccolo editore romano. Impostato senza la benché minima cura grafica ed editoriale: copertina poco appetibile e graficamente mal impostata; impaginazione disarmonica; carta dal colore bianco eccessivamente sparato e riflettente, tale da disturbare la vista nella lettura; redazione del testo con tane imperfezioni di composizione e redazionali (non refusi).
    Ciò ha influenzato negativamente la percezione di quel che leggevo.

    Comunque: le copertine di Guanda sono sempre curate e interessanti, spesso molto belle e cromaticamente originali.

  2. Pingback: Come rapinare una banca svizzera « Paoblog

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Questa voce è stata pubblicata il 1 dicembre 2010 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , , .
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