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L’8 marzo delle donne al volante: “Sono come gli uomini”. Ma è un complimento?

di Maurizio Caprino

Sarà “vera gloria”? Da anni si sente dire che le donne al volante non sono più un “pericolo costante” e, anzi, sono all’altezza degli uomini.

Oggi lo conferma anche l’ultima ricerca sulla materia, condotta dall’istituto Nextplora per la Linear (Scarica Donne al volante ricerca su cosa pensano le donne): a parte le cognizioni meccaniche e i parcheggi, siamo sostanzialmente alla pari.

La settimana scorsa, poi, la Corte di giustizia europea ha giusto sancito il divieto per le compagnie assicuratrici di discriminare la propria clientela con tariffe legate al sesso (anche se in questo caso spesso il parametro-sesso gioca a favore delle donne, generalmente meno sinistrose anche perché talvolta circolano di meno).

Ma il dibattito su questi temi credo vada superato e per capire perché basta guardare la gente seduta al volante.

Sono pochi quelli che mostrano di conoscere la corretta posizione di guida e come occorre muovere le mani sulla corona. Idem se guardiamo i genitori che non usano i seggiolini per proteggere i propri figli. Insomma, l’ignoranza regna sovrana. Senza distinzione di sesso.

Altro che “ignoranza sul motore”: quelle sono cognizioni che, con le auto moderne che si fanno trattare anche come elettrodomestici, non servono a poco e comunque spesso nemmeno i maschi hanno quelle davvero utili (magari sanno la differenza tra un quattro e un sei cilindri, ma quella serve a ben poco).

Infine, spesso viene magnificata la maggior prudenza delle donne e la si mette in relazione con la figura ancestrale della donna-mamma-chioccia contrapposta a quella del maschio-cacciatore-aggressivo. Non ne dubito.

Ma esiste anche l’evoluzione, che in questo sta giocando a sfavore delle donne: essendo sempre più emancipate, circolano abbastanza anche loro (siamo lontani dalle donne di qualche decennio fa, che prendevano la patente per le emergenze o per fare solo le piccole commissioni in città, tanto poi per tutto il resto si facevano accompagnare dal marito) e questo significa che tendono ad avere la stessa fretta degli uomini.

Quindi anche un’aggressività analoga, almeno quando sono in condizioni di stress.

3 commenti su “L’8 marzo delle donne al volante: “Sono come gli uomini”. Ma è un complimento?

  1. ele
    9 marzo 2011

    Infatti non è un complimento. A me una volta un amico che veniva in auto con me per la prima volta mi disse: “complimenti, guidi benissimo, come un uomo”. Non l’avesse mai fatto… Eheheheh, guido molto, molto meglio di un uomo! E pacheggiare a Siena in vicoli, vicoletti, stradine in discesa mette a dura prova chiunque: mai un graffio fatto da me alla mia fiestina!!!

  2. Poppea
    8 marzo 2011

    Premetto che ho abitato per 31 anni al centro di Civitavecchia, zona povera di parcheggi, per cui so parcheggiare benissimo!

    In quanto a cognizioni meccaniche (io mi sono cambiata il filo del gas alla 500) una volta forse c’era questa distinzione, ma allo stato attuale i motori delle auto sono tutti chiusi e se non hai il computer per verificare anomalie, anche gli uomini più bravi penso riescano a far poco!

  3. Francesco
    8 marzo 2011

    Riflessioni molto interessanti, queste di Maurizio Caprino.

I commenti sono chiusi.

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