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Errori alla pompa e tolleranza

Leggo su Il Portale dei Consumatori

Strane strade tortuose prende il progresso. Normalmente ci si aspetterebbe che l’evoluzione degli strumenti di misura, con il passare degli anni, faccia diminuire il margine di errore. Così suggeriscono la logica e l’esperienza, ma evidentemente tanto la prima che la seconda sono assai lontane dalle ragioni che guidano i funzionari del ministero dello Sviluppo economico.

Prendete, per esempio, il decreto 32 del 18 gennaio, in vigore dal 13 aprile, e rimarrete basiti.

All’interno di una norma che prevede standard di misura per laboratori e camere di commercio si scopre la “chicca”: i limiti di tolleranza per i controlli metrologici casuali alle pompe di rifornimento dei carburanti, cioè quelli senza preavviso effettuati in fase di sorveglianza, vengono ampliati dal 5 per mille al 7,5 per mille.

In altre parole – spiegano dal Ctcu –  se prima dell’entrata in vigore del decreto, su 20 litri misurati dal contatore sull’erogatore la pompa di benzina poteva sbagliare in più o in meno di 0,1 litri (che a 1,55 euro al litro corrispondono a 15,5 centesimi totali in più o in meno), a partire dal 13 aprile la tolleranza degli strumenti di misurazione dell’erogazione aumenta del 50%, cioè consente 0,15 litri di differenza in più o in meno per un prezzo di 23,25 centesimi.

Con milioni di litri di prodotto erogato all’anno (oltre 1 milione per i piccoli, anche 6-7 per i grandi distributori) questa differenza si traduce in cifre considerevoli che probabilmente non finiranno nelle tasche dei cittadini.

Le critiche dei consumatori

Esprime un dubbio assai fondato, l’associazione dei consumatori che per prima ha chiesto ragione del provvedimento. E osserva che “in quasi tutti i paesi europei gli errori massimi tollerati in caso di controllo casuale non sono stati aumentati. È perciò completamente inconcepibile per quale ragione in Italia si sia aumentato la soglia, visto che i modelli degli erogatori di carburante sono identici in tutta Europa”.

Le innovazioni sospette del decreto non finiscono qui. Particolarmente critica, secondo i consumatori, è anche la previsione che i controlli, oggi di competenza dei soli uffici metrici delle Camere di Commercio, possano essere affidati a imprese private, con le conseguenti riserve sull’affidabilità del servizio di verifica.

La difesa del Ministero

Di fronte a questi punti critici  non è difficile pensare che si riducono le possibilità di identificare le truffe alle pompe di benzina. Ma al ministero dello Sviluppo economico non ci stanno e tendono a minimizzare la portata del provvedimento.

“La maggiore tolleranza nei controlli casuali – spiegano –  non significa affatto che lo strumento può restare con quell’errore, ma solo che quell’errore non determina sanzioni immediate, a condizione che venga corretto nei termini prescritti dagli incaricati dei controlli. Si tiene quindi conto del fatto che gli strumenti non restano nelle condizioni iniziali di precisione nel corso del loro uso, anche se devono essere ricondotti prima possibile al funzionamento ottimale”.

Chiaro, no?

°°°

Visto che pochi ne parlano, quando fate rifornimento al self, pensate anche alla vostra salute…

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