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Cerchi contraffatti che si rompono. Chi può riconoscerli?

di Maurizio Caprino

Non è vero che per montare le gomme runflat ci vogliono cerchi appositi: l’unica vera accortezza da adottare è munirsi di sensori di pressione (meglio se di tipo diretto, che ricavano il dato dall’aria e non dalla circonferenza della ruota), perché con le runflat non ci si accorge di eventuali forature e si prosegue senza rallentare a 80 all’ora (queste gomme fanno miracoli anche da sgonfie ma non consentono di andare forte). La “leggenda” della necessità di cerchi appositi gira perché in effetti c’è un costruttore che li esige: la Bmw. Ma lo fa solo per migliorare il comportamento in curva dei propri modelli.

Vi sottolineo questo particolare per farvi capire quali rischi si corrono a comprare un cerchio contraffatto: basta una piccola differenza di forma per creare problemi.

E nei 50mila cerchi sequestrati l’altro giorno dalla Guardia di finanza a La Spezia le carenze non erano solo nella forma, ma pure nei materiali: i produttori (cinesi) non andavano per il sottile nell’uso di leghe scadenti. Questo dicono le analisi disposte dalla magistratura. Il rischio di rotture in marcia, quindi era concreto.

Ed è concreto per tanti automobilisti che circolano ignari: il problema esiste da anni e non riguarda solo i prodotti cinesi. Perché in Italia per anni non è stata necessaria alcuna certificazione di prodotto e non vengono fatti controlli a monte.

Con la riforma del Codice della strada, l’estate scorsa, si sono poste le basi perchè anche i pezzi singoli (come i cerchi) vengano sottoposti a procedure di omologazione o approvazione, che in qualche modo presuppongono controlli preventivi. Ma mancano ancora le modalità di attuazione.

L’unica garanzia per i consumatori c’è quando per una qualche ragione scattano operazioni anticontraffazione, che però ovviamente controllano solo a valle. Cioè quando i prodotti sono già arrivati sul mercato.

Con la crisi che continua a mordere, poi, è forte la tentazione di risolvere un problema (magari un cerchio da sostituire perché fatto strisciare contro un marciapiedi) con un’offerta a basso costo.

Occorre pensarci due volte e preferire fabbricanti di nome noto. Anche se la tranquillità assoluta non esiste: purtroppo la contraffazione colpisce ogni marchio.

2 commenti su “Cerchi contraffatti che si rompono. Chi può riconoscerli?

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Questa voce è stata pubblicata il 16 Maggio 2011 da in Consumatori & Utenti, Il mondo dell'automobile (e non solo), Sicurezza stradale con tag , , , .
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