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Mediazione, il conto sale

Leggo su Il Portale dei consumatori

Sembrava piovesse, mentre in realtà grandinava. Sulla strada della mediazione civile obbligatoria, infatti, continuano ad accumularsi spese su spese, ovviamente a carico dei cittadini. L’ultima è quella necessaria per farsi assistere da un avvocato, diventato improvvisamente obbligatorio.

Nata tra le polemiche, in vigore da appena due mesi e, ora, sotto la lente della Corte Costituzionale che deciderà della sua legittimità, la legge sulla mediazione civile obbligatoria era stata introdotta per far fronte all’intasamento dei tribunali civili e velocizzare la giustizia ordinaria.

In pratica chiunque voglia esercitare un’azione davanti a un giudice per far valere i propri diritti è obbligato a passare preliminarmente per la mediazione, pagando sia le spese fisse di avvio della procedura, 48 euro, sia il compenso del mediatore, stabilito in base al valore della causa.

Un caso isolato in Europa – L’onerosità e l’obbligatorietà della mediazione (che fanno della disciplina italiana un caso unico in Europa) non sono mai piaciute alle associazioni dei consumatori, ma a dare battaglia sono stati anche gli avvocati. Per ricucire lo strappo con questi ultimi, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano ha dovuto riaprire il dialogo con i professionisti, trovando l’accordo con i vertici del Consiglio nazionale forense (il Cnf, organismo di rappresentanza istituzionale dell’avvocatura) e introdurre l’obbligatorietà della presenza dell’avvocato per la mediazione. Con l’inevitabile aggravio di spesa per chi intende tutelare i propri diritti.

Ha gridato allo scandalo, al danno per i consumatori, il segretario generale vicario dell’Adiconsum, Pietro Giordano, commentando l’accordo appena raggiunto tra Alfano e Guido Alpa, presidente del Cnf.

Ma non sono solo i consumatori a protestare. Inaspettatamente anche una sostanziosa parte dell’avvocatura, quella delle associazioni e dell’Oua (Organismo unitario dell’avvocatura italiana), a difesa dei diritti dei cittadini, resta irremovibile nel chiedere l’eliminazione dell’obbligatorietà della mediazione.

I “ribelli” invocano l’accesso aperto alla giustizia (inserendo il meccanismo di conciliazione all’interno del processo come avviene nel resto del mondo), invocano requisiti di professionalità dei mediatori e una loro formazione di qualità. E non sembrano avere tutti i torti. Basti pensare che mentre la normativa europea individua nella “terzietà e imparzialità” i requisiti, la legge italiana li ha tradotti in “serietà ed efficienza”.

Come può lievitare il costo – L’importo massimo delle spese di mediazione, per ciascuno scaglione di riferimento: può essere aumentato in misura non superiore a un quinto in caso di particolare importanza, complessità o difficoltà dell’affare (ma a stabilire che il caso sia complicato è lo stesso mediatore); deve essere aumentato in misura non superiore a un quinto in caso di successo della mediazione; deve essere aumentato di un quinto in caso di formulazione della proposta da parte del mediatore.

Si rifiuta la proposta? Rischio salasso – La parte che rifiuta la proposta del mediatore e va in giudizio corre un rischio: se alla fine del procedimento il giudice prende una decisione di contenuto identico alla proposta rifiutata, il cittadino (anche se vittorioso) sarà condannato a pagare le spese processuali, a versare un’ulteriore somma pari al contributo unificato dovuto (da un minimo di 33 euro a un massimo di 1.221 euro), nonché a pagare alla controparte l’indennità precedentemente versata al mediatore e all’esperto eventualmente nominato.

Ciò può avvenire anche quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde solo parzialmente al contenuto della proposta, se il giudice riconosce che ricorrono gravi ed eccezionali ragioni.

 

2 commenti su “Mediazione, il conto sale

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  2. Poppea
    7 giugno 2011

    Ne stavo parlando con un collega che ha la moglie avvocato; mi stava appunto dicendo che anche in caso di vittoria uno è costretto a pagare la mediazione.

    La moglie è avvocato da più di 10 anni ed ha dovuto fare un corso del costo di 500 euro presso la camera di commercio per diventare mediatore.

I commenti sono chiusi.

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