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Parla come mangi, mi vien da dire…

pensieri paroleSenza voler fare il primo della classe, non lo sono, resta il fatto che non mi spiego perchè certi si avventurino in territori linguistici che non gli appartengono, anche se forse sono stimolati in tal senso da pubblicità ed informazione che da tempo hanno dimenticato i modi migliori per esprimersi, comunicare e, soprattutto, farsi capire.

Senza dimenticare poi l’abitudine tutta italiana di voler inglesizzare tutto, inventando termini che neanche esistono.

Anni fa, ad un corso d’inglese, l’insegnante, una ragazza irlandese, mi raccontava che quando era in treno spesso incontrava personaggi che dopo aver attaccato bottone con un inglese zoppicante, le porgevano biglietti da visita che riportavano qualifiche misteriose, ovviamente in inglese. 😀

Oggi stavo leggendo la lettera di una 16enne pubblicata su una rivista, dove raccontava le pene d’amore e del fatto che con il ragazzo sono ormai arrivati all’out out.

Se non fosse che si dice (e si scrive) aut aut, in quanto non è un termine inglese, ma latino.

Questa la spiegazione trovata su Wikipedia: La locuzione latina aut aut, che deriva da un raddoppiamento della congiunzione latina aut, è traducibile in italiano come un “o” disgiuntivo con il significato di o questo o quello.

unavignettadipv.it

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Una scelta in cui un termine esclude l’altro (ad esempio: aut Caesar, aut nihilo imperatore o niente“), a differenza di vel…vel, che oppone due termini non necessariamente in contrapposizione tra loro.

Nell’uso comune della lingua italiana però l’espressione aut aut è utilizzata anche per definire una scelta biunivoca direzionata o di qua o di là, e in generale per alludere all’obbligo di esprimere una scelta imposto a chi esita a prendere una posizione.

E sempre su Wiki, troviamo la precisazione anche questa nota integrativa: Data la diffusione dell’espressione, usata anche da molte persone che ignorano il latino, capita con una certa frequenza di vederla scritta come out out (o out-out) 😦

Io ho fatto un anno scarso di latino alle medie (ai miei tempi c’era) e non ho certo una cultura linguistica da liceo classico, tuttavia ritengo che parlare e scrivere al meglio (o perlomeno cercare di farlo) sia in ogni caso alla portata di molti.

Basta un minimo impegno, leggere qualche libro (confidando sul fatto che sia ben scritto) e magari farsi una Settimana Enigmistica all’anno per scoprire che abbiamo una bella lingua, ricca di vocaboli, e non ci serve pescare altrove per avere il ministro del Welfare, non sarebbe necessario fare il Business Plan, i pubblicitari potrebbero fare a meno di stanziare un Budget, in tv potremmo evitare di rilevare l’Audience e via andare…

Non voglio certo cadere nell’idea Mussoliniana che portò ad italianizzare persino i nomi delle località (Courmayeur = Cormaiore), però credo sia possibile parlare un buon italiano e, contestualmente, integrarlo con termini inglesi così come latini, 😉 quando sia necessario.

E’ difficile utilizzare una parola italiana al posto di Web, ad esempio, tuttavia quando sono in velocità preferisco scrivere Va bene invece che OK.

segue….



5 commenti su “Parla come mangi, mi vien da dire…

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  4. paoblog
    11 luglio 2011

    Ho qualche dubbio in merito. Sicuramente è una forma poco usata, ma non sono certo che sia errata.

    Scrive l’Accademia della Crusca: Abbiamo ricevuto molte richieste di chiarimento riguardo al genere da attribuire al sintagma fine settimana. Riportiamo, sperando di far luce sulla questione, quello che, a tale proposito, ha scritto Severina Parodi sulla Crusca per voi (n° 5, p. 12):

    «Quanto a la fine settimana o il fine settimana, sintagma anch’esso ambigenere, l’uso sembra decisamente inclinare verso il genere maschile, forse per l’attrazione esercitata da il (lo) week end da cui deriva; col genere femminile si tende per lo più ad usare la fine della settimana.»

    L’uso, l’abitudine, la consuetudine, ci portano a modificare ed adattare tante cose. Resto dell’idea che Buona fine settimana sia corretto seppur non abituale o, come direbbe Scintilla: desueto. 😉

  5. ele
    11 luglio 2011

    Ahi ahi Paolino… o hai sbagliato a digitare, o, questa volta, come può capitare a tutti, credo, anche tu hai “padellato” (come si dice da noi) con l’italiano !!!
    Si dice buon fine settimana, non buona fine settimana !
    Peraltro anche io concordo con te sul fatto che abbiamo una delle lingue più belle e più ricche di vocaboli ed andiamo troppo spesso a pescare nell’inglese anche quando non ce ne sarebbe bisogno !!!

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 luglio 2011 da in Pensieri, parole, idee ed opinioni, Persone & Società con tag , , , , .
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