Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Certificati di residenza e attestati di rischio falsi per risparmiare sulla Rc auto

di Maurizio Caprino

Gli addetti ai lavori le chiamano “frodi assuntive”. Se ne parla poco in confronto a quelle classiche, in cui le assicurazioni vengono truffate con incidenti inventati o dai danni gonfiati ad arte, che citiamo spesso.

Ma ci sono anche loro e ce lo ricorda un comunicato di Facile.it: di tutte le richieste di preventivo presentate a questo comparatore online quest’anno, si sono scoperte magagne nel 3% dei casi.

Ovviamente, lo scopo è quello di pagare meno e quindi si falsificano soprattutto certificato di residenza (per non far vedere che si abita in certe zone del Sud dove le tariffe sono alle stelle) e attestato di rischio (per attribuirsi una classe di merito più favorevole).

Certo, il campione su cui è basata non è molto rappresentativo. Però la notizia fa riflettere, perché la quota di frodi assuntive scoperte non si discosta molto da quella delle truffe sui sinistri (che peraltro risente della soggettività dei criteri utilizzati).

Eppure fare una verifica sui documenti presentati in fase di stipula della polizza è più semplice rispetto a farla su testimoni e danni di uno o più incidenti.

Inoltre, la frode assuntiva – insieme a polizze false e compagnie fantasma – è la spia del malessere della gente verso il caro-polizze in certe aree.

Perché – non dimentichiamolo – la Rc auto è un fardello per tutti, ma falsificare un certificato di residenza per dimostrare che non si abita in certe zone di Campania e Puglia indica che lì ormai si è al punto di rottura.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 27 dicembre 2011 da in Consumatori & Utenti con tag , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: