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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Venti corpi nella neve

di Giuliano Pasini

Time Crime – Pagg. 333 – € 7,70 > lo vendo ad € 3,00  + spese spedizione

Trama: Case Rosse, minuscolo borgo nell’Appennino tosco-emiliano, ha un primato: è la sede del commissariato più piccolo d’Italia, diretto da Roberto Serra – che viene da Roma ed è considerato uno ‘ed fora’ – con l’aiuto dell’agente Manzini. Non succede mai nulla se non qualche rissa tra ubriachi il sabato sera. Ma la notte del Capodanno del 1995 una telefonata sveglia Manzini in piena notte. Ci sono tre cadaveri al Prà grand, uccisi senza pietà.

I due poliziotti accorrono sul luogo del delitto e uno spettacolo raccapricciante si presenta ai loro occhi: un uomo, una donna e una bambina sono stati colpiti a morte da distanza ravvicinata con un fucile. È un’esecuzione, senza alcun dubbio. Ma non ci sono schizzi di sangue intorno alle vittime e la loro posizione non combacia con la traiettoria degli spari.

A chi appartengono questi corpi straziati che chiedono giustizia? Chi ha violato la pace di quel piccolo paese perso tra le montagne, e per quale motivo? E perché così tanta violenza da sorprendere anche un uomo come Roberto Serra, abituato a omicidi ben più efferati?

Per il commissario comincerà un’indagine che lo porterà a rivivere il passato del luogo in cui si è rifugiato, e ad affrontare i demoni che albergano nella sua anima e nel suo cuore.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Sgombro subito il campo da eventuali equivoci; il libro mi è piaciuto, anche se ho un paio di perplessità che, ovviamente rientrano nel campo delle opinioni personali e non sono critiche.

Una storia dura, che nasce dal ricordo mai sopito, giustamente, di una delle tante stragi nazifasciste perpetrate sull’Appennino Tosco-Emiliano e delle quali ho memoria grazie ai racconti di chi c’era, incluso uno zio che si è trovato faccia al muro, pronto ad essere fucilato insieme ad altri solo in base a dei sospetti, e si è salvato solo grazie a mia zia (tedesca) che ha convinto l’ufficiale che non erano responsabili delle azioni loro attribuite. La parte finale, che racconta  le fasi della strage di Prà Grand, è forse la parte più difficile per il lettore più sensibile, tuttavia anche le letture scomode servono, per ricordare, per capire, per sapere.

Chi leggerà questo libro dovrà avereuna mentalità abbastanza aperta da accettare le percezioni extrasensoriali del Commissario che inizialmente mi hanno spiazzato, ma poi tutto rientra in un giusto ordine; una delle due perplessità nasce non tanto dalle percezioni, ma nel modo in cui si manifestano, per quel che mi riguarda avrei avuto minori difficoltà da normali visioni o flashback, piuttosto che dalla Danza, con annessi e connessi.

In seconda battuta la discesa in campo dopo il gravissimo incidente, con conseguente caccia finale al responsabile degli omicidi, mi è sembrata una forzatura alla Steven Seagal, e quindi per quel che mi riguarda ha tolto un pò di credibilità al finale; secondo Ro-K che ha letto il libro prima di me e che in ogni caso ha avuto le mie stesse perplessità, la carica di adrenalina e di determinazione al fine di evitare altri omicidi, è stata la molla che ha permesso a Serra difare quello che ha fatto. Sarà… 😉

In ogni caso è un libro che consiglio.

 

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