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La gestione dei rifiuti in montagna

Alcuni giorni fa siamo andati in montagna, nel lecchese,  e, una volta di più, ci siamo fermati al solito rifugio.

Al termine del pranzo abbiamo fatto una bella chiacchierata con uno dei titolari, parlando della situazione attuale ed arrivando poi a parlare dell’incapacità di molti politici ed aministratori, ad ogni livello, incluse le amministrazioni comunali dei piccoli comuni.

Non tutti infatti godono dell’impegno che ci racconta l’assessore che talvolta condivide con il Blog le sue osservazioni e sfoghi in merito.

Abbiamo quindi saputo di quel sindaco di un piccolo comune (sotto i 5000 abitanti) che è riuscito a creare un buco da 25 milioni di € che ha portato, fra le altre cose, alla sospensione del ritiro della spazzatura.

Non è cosa da tutti i giorni, sentire quindi un bergamasco, amministrato da un sindaco della Lega, dire che noi parliamo male dei napoletani, ma qua va persino peggio.

Ci raccontava poi che la gestione dei rifiuti è alquanto complicata nel rifugio, in quanto portarla poi a valle con la funivia non è possibile per cui bisogna usare la jeep in estate e la motoslitta in inverno, se non fosse che arriva il momento in cui non si può usare nessuno dei due mezzi ed allora è necessario accumularla in loco. E non è un bel vedere, anche se loro hanno costruito una casetta di legno accanto al rifugio, proprio per non lasciare i sacchi in giro.

Tempo fa avevano proposto di fare un contratto direttamente con una ditta di smaltimento, piazzare in qualche posto nascosto alcuni  cassoni per racogliere i rifiuti di tutti i rifugi nelle vicinanze, facendo ovviamente la raccolta differenziata ed evitando poi di pagare al Comune la tassa sui rifiuti, ma si sono trovati davanti ad un muro alzato da quello che si è (autonominato, di fatto) rappresentante dei rifugi.

E quindi grazie all’ottusità (e/o interesse personale?) di alcuni, ecco perdere un’altra occasione di fare le cose per bene…