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Nei deodoranti che usiamo tutti i giorni c’è troppo alluminio

in sintesi un articolo che leggo su Il Salvagente

Nei deodoranti che usiamo tutti i giorni c’è troppo alluminio. L’Agenzia francese per la sicurezza dei prodotti sanitari  è arrivata a due nuove conclusioni: gli antitraspiranti che contengono alluminio non devono mai essere utilizzati dopo la rasatura o in caso di lesioni cutanee; e comunque, per tutelare la salute dei consumatori, la concentrazione di questo metallo nei deodoranti non deve mai superare la soglia dello 0,6%.

Un consiglio non vincolante per le aziende francesi – che, infatti, in molti casi non lo rispettano – e che ovviamente ufficialmente non esiste per quelle italiane.

Il Salvagente dedica un’inchiesta proprio a questo tema, rilanciando i risultati di analisi di laboratorio eseguite dagli esperti del mensile dei consumatori 60 millions de consommateurs.

Il test francese pizzica 6 prodotti per uomo e donna con una presenza di alluminio oltre il limite di sicurezza francese. Alcuni di questi deodoranti, tra l’altro, sono commercializzati anche in Italia, sia nella versione spray che in quelle stik e roll-on.

E per due di loro, Axe Dry Dark temptation e Rexona girl Tropical power, la concentrazione della pericolosa sostanza è addirittura doppia rispetto alla soglia consigliata.

Il cloridrato di alluminio, il più utilizzato tra i 25 composti ammessi nella formulazione degli antitraspiranti, è presente anche in quei prodotti venduti come adatti alle pelli depilate. È il caso per esempio del Garnier Invisi mineral calm, in commercio in versione spray e roll-on.

Cosa rischiano i consumatori? Nel rapporto l’Afssaps sottolinea come negli esperimenti in vivo sugli animali, dopo la somministrazione di alluminio a dosi ripetute, siano stati riportati effetti neurotossici, sui testicoli, sull’embrione e sullo sviluppo del sistema nervoso. Mentre sull’organismo umano sono stati riportati casi di irritazione cutanea legati proprio a prodotti cosmetici contenenti composti clorati di alluminio.

Altri effetti gravi riscontrati sull’organismo umano, come neurotossicità, danno osseo e anemia, riporta l’Afssaps, sono evidenziabili nei soggetti affetti da insufficienza renale esposti in modo cronico all’alluminio, come pure nei neonati prematuri alimentati per via parenterale.

Rispetto al rischio carcinoma mammario legato agli antitraspiranti, invece, nella sintesi del documento si legge: “I dati epidemiologici non stabiliscono alcun legame conclusivo tra l’esposizione dermatologica dell’alluminio e lo sviluppo del cancro”.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 aprile 2012 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Salute & Benessere con tag , , , , , , .
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