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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

un libro: La luce sugli oceani

Mi è stata data la possibilità di leggere in anteprima un estratto del libro ed inviare il commento all’editore, vincolato da un massimo di 500 caratteri spazi inclusi, il che è veramente poco. Se sarò fra i primi 400 comentatori, riceverò il libro in omaggio, in edizione speciale.

Comunque sia questo è il mio punto di vista che eventualmente integrerò dopo l’eventuale lettura del romanzo:

Quindici pagine non sono certo sufficienti per esprimere un parere vincolante, tuttavia dal mio punto di vista così come le ambientazioni sono ben descritte per contro i dialoghi sono costruiti, poco spontanei; la vicenda, ambientata nel 1926, ben rappresenta i giorni nostri dove si scambia l’egoismo personale con l’amore, dimenticando che il vero gesto d’amore sarebbe restituire un figlio alla sua mamma e non tenerselo, costruendo poi un facile alibi per la propria coscienza.

°°°

Sono la figlia che hai sempre voluto. Adesso tu sei mia madre. E nessuno lo verrà a sapere.

Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l’alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini.

Lì, sull’isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d’improvviso la quiete dell’alba.

Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto.

Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l’oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla.

Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d’attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre.

E quell’ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c’è una donna che spera ancora. Una donna infelice, ma determinata.

Questa è una storia che esplora ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e come spesso sembrino la stessa cosa. Questo è il romanzo di una madre e di un padre e della loro figlia segreta. Questo è il punto in cui amore e colpa si incontrano, e non vi lasceranno più.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 aprile 2012 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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