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Come eludere le norme che regolano i tempi di pagamento…

Il 5 luglio del 2010 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 11 del 27.1.2010, che ha attuato in Italia la Direttiva europea sui Servizi di Pagamento (PSD).

Ancor prima che entrasse in vigore c’erano stati clienti che avevano anticipato le norme pretendendo di fatto lo spostamento delle scadenze al 10 del mese successivo al fine di incassare i crediti prima di pagare i debiti ovvero spostando sul creditore le competenze per un eventuale rosso in banca.

Come dicevo a suo tempo, l’importante non è solo il pagare il più tardi possibile, ma scaricare sugli altri eventuali sofferenze economiche, e così facendo non si riuscirà mai a lavorare con condizioni eque per tutti. La Direttiva dei pagamenti cercava per l’appunto di mettere tutti sullo stesso piano, ma ovviamente fatta la legge e trovato l’inganno o, perlomeno, si cerca di forzare la mano.

Ed ecco l’ennesima comunicazione ricevuta da un cliente dove ovviamente si impone una variazione peggiorativa.

Sono periodi difficili per tutti ed infatti tutti cercano di pagare il più tardi possibile, me compreso, ma ritengo che ci sia modo e modo. Quanto segue non è un’autocelebrazione, ma un modo per far capire che se si agisce nel rispetto dell’altro, spesso si ottiene di più che con l’imposizione e l’arroganza.

Qualche settimana fa mi sono trovato in una posizione difficile con un cliente storico che era intenzionato ad emettere un ordine, con consegna a settembre e miglior prezzo bloccato ad oggi.

Va da sè che con le variazioni mensili dei prezzi e l’instabilità generale del mercato, non è cosa facile, ed in ogni caso acquistare oggi per consegnare a settembre significa pagare il materiale (che incide del 70% sull’importo totale) a settembre per poi incassare a metà gennaio 2013. Non è fattibile.

Fedele alla mia filosofia aziendale che prevede come dicevo di concordare e non imporre, ho inviato questa mail al mio fornitore:

Buongiorno, seguendo la richiesta del cliente devo “lavorare” su un’ipotesi a dir poco creativa, ovvero il cliente mi chiede quale potrebbe essere il miglior prezzo ipotizzando una consegna (a noi) del materiale nel mese di luglio, il che onestamente mi sembra difficile da stabilire al momento; oltre tutto sarei costretto a chiedere anche la possibilità di avere un pagamento a 120 gg. in modo da compensare il fatto che io consegnerò a settembre….ed incasserò ovviamente in là nel tempo.

Chiedo troppo e mi “scoccia” pure, che non è mia abitudine, tuttavia con l’alibi della crisi (ormai la scusa è buona per tutto) mi tirano il collo…

Questa in sintesi è la risposta del fornitore che, ovviamente, non era costretto ad accettare la mia richiesta:

Buongiorno Sig. Paolo ,
 
non si preoccupi , la Sua richiesta , espressa come sempre con franchezza ed educazione , è sempre lecita ed oltretutto la “creatività” abbiamo dovuto impararla per forza in questi ultimi mesi/anni per riuscire a stare a galla…

In sintesi , penso quindi che la quotazione offerta non dovrebbe discostarsi molto da quella che avremo anche in luglio ; da parte nostra Le posso comunque confermare che , in caso d’ordine , procederemo all’acquisto del materiale , in modo che sia comunque a Sua disposizione per eventuali anticipi sulla consegna ;  se poi lo vorrà , come previsto , a luglio , Le applicheremo l’extra lega di miglior favore tra i due mesi e , come ultimo bonus , faremo decorrere il pagamento di 30 gg.

Una spiegazione è d’obbligo, per i non addetti ai lavori; il famoso valore dell’Extra Lega varia ogni mese, come spiegato qui, ed ovviamente non ci sono molte garanzie che segua fedelmente il mercato piuttosto che le varie speculazioni, per cui è possibile ipotizzare che il prezzo del materiale in luglio sia superiore a quello di giugno.

Il fornitore, oltre a concedermi 30 giorni in più di pagamento e la consegna a luglio, mi offre anche il prezzo bloccato facendo riferimento a quello migliore (per me) tra quelli di giugno e luglio.

E’ un bel vantaggio e va addirittura oltre a quello che avevo richiesto. E mi è stato offerto non perchè abbia un bel faccino, ma facendo riferimento ad anni di comportamento corretto, in entrambi i sensi. La correttezza, paga, anche se spesso sul lungo periodo.

Tanto per fare un altro esempio, in questi giorni un cliente che ha un pagamento a 60 giorni f.m. rimessa diretta, è in netto ritardo ed ovviamente ignora i solleciti.

Sicuramente lui ha un ritorno immediato, economico, nel ritardare il pagamento, ma nello stesso tempo è chiaro che così facendo in futuro sarò meno collaborativo, meno pronto a ribaltare la produzione per correre dietro alle sue urgenze e meno propenso ad applicare un listino di favore.

Non sarò scorretto nei suoi confronti, ma sicuramente non ci tengo ad essere Cornuto & Mazziato.

In questo post ho parlato di un paio di clienti e delle problematiche che si portano appresso; immaginiamo cosa voglia dire aver a che fare con qualche centinaio di clienti, nella maggior parte poco corretti …

Va da sè che diventa poi difficile non stressarsi o peggio…

3 commenti su “Come eludere le norme che regolano i tempi di pagamento…

  1. Pingback: Mio malgrado, ritorno sulla questione pagamenti… « Paoblog

  2. Pingback: Recepita ed approvata la Direttiva UE sui pagamenti. Ed io mi sento “preso per il C…” « Paoblog

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