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Deodoranti senza alluminio: pro e contro

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Dopo i parabeni e i sali di sodio, il nuovo ingrediente sotto accusa nei deodoranti è l’alluminio. Ma è davvero dannoso o è l’ennesima trovata pubblicitaria? Abbiamo confrontato le etichette di tre prodotti, che abbiamo giudicato più o meno affidabili. Ma attenzione agli allergeni: in alcuni casi sono troppi.

I sali di alluminio sono degli antitraspiranti molto efficaci: evitano infatti la fuoriuscita del sudore responsabile del cattivo odore. Nonostante il loro utilizzo come componente nei deodoranti sia molto frequente, possono risultare irritanti.

Le leggi europee, infatti, impongono ai produttori di sconsigliarne l’utilizzo sulla pelle irritata o lesa, indicandolo in etichetta. Nessuna relazione è stata confermata, invece, tra i sali di alluminio e un presunto aumento del rischio di tumore al seno, argomento in passato oggetto di discussioni e allarmismi.

Eliminato l’alluminio, le aziende hanno cercato di riprodurne l’efficacia puntando su altri ingredienti. Gli antibatterici, come l’alcol e gli oli essenziali, agiscono sui batteri responsabili del cattivo odore provocato dal sudore.

Nivea cita tra gli ingredienti l’octenidine HCI, un antibatterico efficace. Sostanze come il triethyl citrate combattono il sudore agendo sugli enzimi di cui si nutrono i batteri responsabili del cattivo odore, come nel caso di Lycia deo nature.

Al contrario degli antitraspiranti, queste sostanze non bloccano la fuoriuscita di sudore. I profumi utilizzati, inoltre, contengono diversi allergeni: Nivea pure & natural ne ha sei, Lycia deo nature sette.

Neutro Roberts dermazero utilizza, in alternativa ai sali di alluminio, ingredienti che non prevengono la formazione del cattivo odore, semplicemente lo coprono.

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Un commento su “Deodoranti senza alluminio: pro e contro

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Questa voce è stata pubblicata il 22 agosto 2012 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Salute & Benessere con tag , , , , , , , .
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