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Vigili premiati se fanno multe: Cremona si divide. Ma dov’è lo scandalo?

Se il Comune di Milano mi “noleggiasse” un vigile per qualche giorno, me lo porterei in giro io gratis, 30 minuti al mattino e 30 nel tardo pomeriggio, lungo le strade che percorro ogni giorno ed altro che 4 multe al giorno gli farei fare.

E penso innanzitutto a quella Fiat Multipla blu che parcheggia sempre, ogni giorno, in doppia fila davanti ad un bar (anche se c’è posto) in Viale Jenner… 😉

°°°

di Maurizio Caprino

Quattro multe al giorno vi sembrano poche o molte per un vigile che sta in strada più o meno sei ore?

Certo, tra poco iniziano le scuole e molti agenti un paio d’ore le “perderanno” a regolare il traffico nelle ore di punta. Ma, in generale, sembra abbastanza fisiologico che in media ciascun operatore possa tornare in ufficio con un “bottino” di quattro verbali.

Eppure a Cremona – come in tante altre località in passato – sta andando in onda la solita polemica: il Comune ha posto un obiettivo commisurato anche alle multe per decidere a chi dare il premio di produttività e i sindacati (che peraltro in un primo momento avevano firmato l’accordo) dicono che una cosa del genere non si può fare perché l’attività del vigile deve essere innanzitutto tesa a prevenire le infrazioni. Quindi il Comune proponendo quell’accordo mirerebbe solo a far cassa.

Chi ha ragione?

Chiariamo che non è facile trovare altri indici che abbiano almeno un minimo di oggettività per calcolare quanto lavora un vigile.

E allora tutto si gioca sulla congruità dell’obiettivo fissato: se le multe richieste sono tante vuol dire che il Comune vuol fare cassa, se invece rientrano nel fisiologico non trovo nulla da ridire.

E quattro verbali in media al giorno non sono nulla di terribile. Anche perché il conteggio non viene effettuato quotidianamente, per cui è sempre possibile “recuperare domani quel che non hai potuto fare oggi”.

E magari non l’hai potuto fare perché eri a fare, appunto, prevenzione. Ma alzare la bandiera della pura prevenzione senza valutare le cifre sa di polemica sindacal-demagogica.

Piuttosto, mi pare che nel caso di Cremona il problema sia un altro: i verbali che “danno diritto al premio” riguardano solo alcune violazioni al Codice della strada.

Questo intanto ha lo sgradevole effetto di far chiudere gli occhi su tutte le altre infrazioni. E poi introduce una sorta di selezione anche tra le violazioni da colpire: nell’elenco ce ne sono di “facili” come la guida col telefonino e di “difficili” come la guida in stato di ebbrezza.

Ciò significa che, potendo scegliere, il vigile starà alla larga dall’etilometro ed eviterà di accompagnare in ospedale un conducente che sospetta essere ebbro: sono cose che fanno perdere tempo e il denaro del premio.

Meglio “arpionare” al volo uno che guida con il cellulare in mano.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 3 settembre 2012 da in Consumatori & Utenti, Il mondo dell'automobile (e non solo), Leggo & Pubblico con tag , , , , , , .
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