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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Eataly e Italo, un menu “leggero”, ma…”salato”.

un articolo di Dario Dongo che leggo su Il Fatto Alimentare

 

Roma Tiburtina – Milano Porta Garibaldi 10:10 – 13:40, grazie alle carrozze ad alta velocità della società “Nuovo Trasporto Viaggiatori”.

Si viaggia su Italo (questo il nome del treno) e si mangia da Eataly, ma come? Breve reportage su un’esperienza alimentare in treno.

“Mangi meglio, vivi meglio… Viaggi meglio, vivi meglio”.

Di che si tratta, memorie dell’Inran o del compianto Neil Armstrong che per primo posò i piedi sulla luna? Più semplicemente, è l’ambizioso motto di Italobox: “Italo ha selezionato per i suoi viaggiatori menù creati in esclusiva da Eataly, presentati nelle innovative confezioni Italobox”. Proviamo.

La calura estiva induce a scegliere “L’orto, un menu leggero”. L’offerta del giorno é invitante: “Mosaico di verdure alla mediterranea, crema di Parmiggiano (!) Reggiano D.O.P., Amarettini morbidi”. Con “sfogliatelle di pane e grissini” e “acqua Lurisia”. Per la modica cifra, si fa per dire, di 18€ (prezzo per i passeggeri in classe Smart).

Dalle parole ai fatti, per chi ha memoria dei vagoni-ristorante di Trenitalia, l’esperienza é davvero diversa.

Non tanto per il prezzo, quanto per il fatto che il “mosaico di verdure”, come la crema di formaggio, sono confezionati in minuscoli vasetti in vetro.

Prodotti di pregio, é fuor di dubbio, come pure il frugale pane biscottato sardo di semola di grano duro, gradevole quanto i mini-amaretti piemontesi.

Ma definire questo Italobox come un “menu leggero” è un eufemismo, meglio sarebbe dire che si tratta di uno spuntino salato, nel sapore e nel prezzo.

Si può distrarre la fame con la vista di suggestive foto e la lettura di affermazioni fin troppo ovvie per chi conosce Eataly, sull’attenzione alla qualità dei prodotti e dei loro ingredienti, con una strizzata d’occhio ai teoremi di Coldiretti sul valore dell’origine delle materie prime.

Fa piacere leggere l’interesse alla sostenibilità delle produzioni, eppure si stenta a credere al proclama del “prezzo sostenibile”. 

La prossima volta, prima di partire, meglio fare un passo dal fornaio o alla gastronomia vicino alla stazione. Sarà meno chic ma certo più economico e sostanzioso.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 3 settembre 2012 da in Alimentazione, Cucina & Ristoranti, Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Turismo con tag , , , , .
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