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La truffa dello specchietto colpisce anche in autostrada

di Maurizio Caprino

Il trucco è di quelli vecchi: colpire un’auto con qualcosa che faccia rumore e poi fermarla per dire al conducente di essere stati urtati da lui, in modo da farsi pagare qualcosa a titolo di “risarcimento”.

E’ la “truffa dello specchietto”, abbastanza diffusa in città. Ma stavolta è avvenuta in un ambiente inconsueto: l’autostrada. Per la precisione, la Napoli-Salerno (Scarica Comunicato stampa 31 ottobre 2012).

Immaginate quindi il disorientamento dell’anziano preso di mira dai due truffatori: alla sorpresa per il botto, si aggiungeva quella legata al fatto che in autostrada c’è più spazio che in città e quindi urti di quel genere sono oggettivamente improbabili. Fortuna ha voluto che la scena si svolgesse sotto gli occhi di due motociclisti del Rips, il reparto di pronto intervento in moto della Stradale nato proprio a Napoli a metà dello scorso decennio in modo sperimentale e poi rivelatosi un successo.

In effetti, nei nodi urbani autostradali urbani molto congestionati e soggetti anche alla criminalità, è determinante avere agenti in moto. Infatti, il modello-Napoli è stato poi replicato in altre grandi città.

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