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La faccia nascosta del taglio dei risarcimenti per lesioni

di Maurizio Caprino

Sabato scorso il governo Monti si è beccato un’altra manifestazione di protesta. Molto meno roboante di quelle dovute alla crisi, che poi oggi sono anche le uniche che fanno notizia. Era la manifestazione dell’Aifvs contro il taglio ai risarcimenti per le vittime della strada (Scarica Aifvs manifesta oggi contro il Governo dei banchieri) e voglio parlarvene non solo perché i grandi media di queste cose non si occupano, ma anche perché merita una riflessione.

Infatti, potrebbe sembrare contraddittorio invocare maggiori risarcimenti e poi lamentarsi per i conti in rosso del settore Rc auto, che poi si scaricano sulle tariffe pagate da noi tutti per l’assicurazione obbligatoria. Io stesso ho più volte condiviso la richiesta delle compagnie di porre un freno ai risarcimenti. Ma c’è un ma.

Il fatto è che nel sistema italiano i volponi sanno sempre come “arrotondare”. Non parlo delle frodi vere e proprie, ma della solita rete di amicizie che chiunque conosca le realtà locali vede tutti i giorni: medici, liquidatori e altri personaggi della “filiera del risarcimento” possono costituire un sistema dove non necessariamente si commettono reati penalmente rilevanti, ma si sa che chi è dentro è dentro e chi è fuori peggio per lui.

In parole più chiare, se un danneggiato ha la possibilità (tramite conoscenze, amicizie eccetera) di arrivare a influenzare qualcuno della filiera, può sempre cavarsela meglio di un povero cristo. Che magari è molto più bisognoso di lui.

Alla fine, se tagliamo per legge i risarcimenti, la stretta rischia di riguardare solo i poveri cristi. Perché in Italia la legge per gli amici s’interpreta, per gli altri si applica.

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