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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Se spedisci il CV per mail, aggiungi un “buongiorno”….

pensieri paroleI tempi sono difficili per tutti ed ogni giorno, da anni, ricevo un paio di CV via mail.

Molti però sottovalutano il fatto che la mail è anche il tuo biglietto da visita e ci sono alcune regole da rispettare, così come accadrebbe se suonassi al portone di un’azienda.

Poco fa ho ricevuto una mail con un CV allegato (perlomeno così si suppone dal titolo del file) senza oggetto e senza un Buongiorno e/o una riga di accompagnamento. Non si fa….

A me il CV non interessa, mi serve il lavoro, non i lavoratori 😦 ma ho scritto al mittente, spiegandogli che ha sbagliato approccio:

La mail che invia alle aziende è il suo biglietto da visita, meglio offrirsi al meglio ed essere tenuti in considerazione.

Recita una delle regole della Netiquette: “L’invio di e-mail senza un oggetto è una cosa poco rispettosa nei confronti del destinatario.

Molti ricevono per lavoro decine o anche centinaia di e-mail al giorno: se tutte non avessero un oggetto sarebbe quasi impossibile definire una priorità con la quale leggerle, questo ovviamente con notevole disagio per chi dovesse ricevere i messaggi.”

Speriamo che capisca ed apprezzi la cortesia; tempo fa un ragazzo alla prima esperienza aveva inviato una mail che però, visti gli squali che ci sono in giro, era suicida, ragion per cui gli ho scritto alcuni consigli, per i quali mi ha poi ringraziato.

Senza volersi mettere sul piedistallo, ovviamente, che ogni giorno s’impara qualcosa, ritengo che chi sa dovrebbe insegnare e chi non sa dovrebbe ascoltare.

C’è anche da valutare il problema opposto ovvero quanti fra i riceventi sono in grado di valutare al meglio?

Questo perchè in realtà sono moltissimi a dimenticarsi della buona educazione nello scrivere (e nel rispondere) alla posta che seppur elettronica, sempre posta è ed allora torna in essere lo scambio di opinioni che ho avuto l’altro giorno con Francesco, dove raccontava, sempre in ambito lavorativo, tra l’altro con un’Assessore, di mail senza un Buongiorno all’inzio oppure un saluto alla fine, scritte come se fossimo tutti dei 15enni,con abbreviazioni, abbondanza di !!!!!!! e via dicendo…

Questo il commento dell’amica Francesca (23enne):

Scommetto che il soggetto che ti ha mandato l’email aveva la mia età. (Nota di Paoblog: ha sbagliato di poco, ha 21 anni)

D’altronde cosa pretendere da gente che si presenta a dei colloqui con il cv piegato nel portafoglio? Oppure con una loro foto enorme nella prima pagina?

O chi aggiunge informazioni a penna? Io me la rido sempre, eppure uno di questi casi è stato assunto. Fossi stata io a fare la selezione, non avrei neanche considerato una persona del genere…

Mi scrive poi Madamin, che occupa una posizione lavorativa tale da dover leggere CV e valutare poi eventuali assunzioni:

Hai perfettamente ragione. Dico, se tu che stai cercando lavoro ti poni così, cosa pretendi? A volte mi viene il rimorso, ma poi leggo il cv e l’impressione negativa è confermata al 99% delle volte perciò: chi è causa del suo male pianga se stesso.

Mi arrivano certe mail da laureandi con richieste di preventivo per feste di laurea oppure da trentenni per feste di compleanno che, se Dante potesse leggerle, si rivolterebbe nella tomba.

Alcune volte ho risposto così (proprio quando non ne posso fare a meno, perchè sono talmente scombinate che mi vergogno per loro): ” Buongiorno – perchè buongiorno si deve sempre dire – scusi ma non ho capito, riesce a spiegarmi un po’ meglio cosa vuole fare?”

E allora provano a mettere insieme qualcosa che abbia più un senso. Invece per telefono è ancora più bello dire che non ho  capito nulla di quello che hanno detto.

* * *

Continuo a ricevere CV con impostazioni a dir poco discutibili e che denotano una mancata conoscenza del mezzo e delle regole comuni di utilizzo.

Nei giorni scorsi ho ricevuto per l’ennesima volta, su entrambi gli indirizzi aziendali, un CV con il corpo del messaggio della mail scritto nel modo peggiore: molte parti in maiuscolo, sottolineato, in grassetto e con caratteri decisamente grossi.

Ho quindi scritto una mail al mittente nella quale tra l’altro gli facevo notare che:

Vero che anche chi riceve i CV nelle aziende spesso è a digiuno delle regole collegate all’uso della posta elettronica, ma vero anche che un messaggio che inizia con una serie di titoli in Maiuscolo, in grassetto e sottolineato, contrasta in pieno con la Netiquette ovvero con le regole di buona educazione delle comunicazioni via posta elettronica ed in genere sul web ovvero:

Non usare i caratteri tutti in maiuscolo nel titolo o nel testo dei tuoi messaggi, nella rete questo comportamento equivale ad “urlare” ed è altamente disdicevole.

Suggerirei un testo formattato con allineamento a sinistra e con caratteri della giusta dimensione, riducendo al minimo il grassetto.

* * *

Mi scrive nuovamente l’amica Madamin che ha ricevuto un altro CV e questa volta ha risposto al mittente:

Buongiorno Sig. X, lei ha inviato il suo cv al Bar-ristorante XY.

Dato che mi pare di capire volesse inviarlo proprio a noi, le do’ un consiglio: quando si invia un cv (perciò si ha interesse per quel lavoro o per quel posto in particolare), l’allegato deve essere sempre preceduto da una lettera tipo questa “Buongiorno (o buonasera), con la presente invio alla vs. cortese attenzione il mio curriculum, confidando in una presa visione ed eventuale colloquio conoscitivo”.

Poi, se vogliono aggiungere due parole sul fatto che magari si conoscono il locale e le sue caratteristiche, e le si vuole menzionare, meglio ancora.

Personalizzi  l’invio, trasmettendo un vero interesse per il posto a cui lo indirizza, perchè fa piacere e magari motiva chi lo riceve quanto meno a conoscerla.

Le dico questo perchè è giovane e deve fare ancora molta esperienza ma il modo in cui ci si presenta è fondamentale, specialmente se si ambisce a luoghi di un certo tipo (in alcuni posti non si fa differenza perchè, fondamentalmente, non c’è nessuno che se ne accorge ma, per me, ad esempio, è un tratto distintivo che mi fa capire se la persona mi può interessare oppure no).

Detto ciò (con assoluta benevolenza), le dico che al momento non abbiamo bisogno di un barman (credo si proponga per questo ma in realtà non lo dice apertamente); nel caso si profilasse un inserimento nella nostra struttura, sarà mia premura contattarla per proporle un colloquio.

La ringrazio.

Cordiali saluti.

29 commenti su “Se spedisci il CV per mail, aggiungi un “buongiorno”….

  1. paoblog
    8 gennaio 2015

    Mi sembra che si stia toccando il fondo … ho ricevuto un CV in foto, peraltro di bassa qualità e senza un minimo di cura… appoggiata su un divano del quale si vede la tappezzeria ….mah …

    • Francesco
      8 gennaio 2015

      Ho visto la foto che mi hai inviato…

      Non ci si può lamentare, poi, se si pensa di una persona che manda un curriculum in questa modalità e forma che possa essere una persona poco attenta, maldestra, impreparata e confusionaria.

      In pratica uno che non garantisca di lavorare bene.

  2. andrea
    17 settembre 2013

    – massimo rispetto per le opinioni altrui;
    – il collegamento con il 3d della raccolta differenziata è che, in questo caso, forse sei tu in errore…
    (il buongiorno iniziale in una telefonata alle 9 di mattina si spiega con il fatto che l’interlocutore risponde nell’immediatezza, la e-mail spesso viene letta “in differita” (non intendo sottopormi a trattamento di digital de-toxing – wink!)

    ciao… (o cordialmente, che mi garba di più…anche dal punto di vista etimologico)

    • paoblog
      17 settembre 2013

      in realtà, epr quanto riguarda i sacchetti dell’umido, si trattava di un fatto.

      in questo caso di un’opinione, abbinata ad una linea di pensiero differente, per cui così come tu sei sulla tua io sono sulla mia. non credo però che si possa dire, in questo caso, che uno ha ragione e l’altro torto. senza voler essere Salomonico, ritengo che abbiamo ragione entrambi.

      Così come prima scrivevo a Morbida Dolcezza di avvisare il collega di scrivania che io continuerò a scrivere Buongiorno nelle mie mail, per contro mi rispondeva che faccio bene perchè anche lui fa lo stesso… ed avrai notato nelle “testimonianze” che c’è chi la pensa come me e sicuramente tanti altri come te.

      Ma alla fine della fiera, credo che entrambi si sia d’accordo sul fatto che inviare una mail senza nessuna forma di saluto non sia cosa…

      Detto questo, le porgo i miei omaggi 😉

  3. andrea
    17 settembre 2013

    – caro Paoblog, ricordo ancora il tuo intervento in tema di “raccolta differenziata”, che mi ha consentito di correggere l’errore di…smaltimento (organico con sacchetto non biodegradabile…sic);
    – in questo caso, però, dissento sul fatto che una e-mail possa essere paragonata ad una “telefonata scritta”: parafrasando i latini, le parole si dissolvono, lo scritto…resta.
    – Per concludere un CV, meglio un saluto formale;
    – nel blog, tra persone sullo stesso piano, niente di meglio di un “cordialmente”

    • paoblog
      17 settembre 2013

      la vicenda della raccolta differenziata la ricordo anch’io anche se non capisco il collegamento con questo argomento 😉

      circa il Buongiorno o meno, come detto, la mia opinione equivale la tua…

      io continuo a scrivere Buongiorno e continuo a ricevere mail impostate in tal senso e mi garbano

  4. Francesco
    17 settembre 2013

    Io spesso, soprattutto se si tratta di mail inviate a persone con cui lavoro (tipo alle tipografie a cui spedisco file da stampare),
    uso come forma di saluto finale “buona giornata e buon lavoro” anche con persone con cui ho particolare confidenza
    e con cui ho iniziato la mail con un semplicissimo “Ciao”.

  5. Paoblog
    17 settembre 2013

    Come salutare senza i cordiali saluti?

    Peggio dei “cordiali saluti” ci sono “cordialmente” e “cordialità”. Dall’email ci si aspetta qualcosa di più caldo, dunque molto meglio “la saluto cordialmente”, “un saluto cordiale”.

    Ma ci sono tanti altri modi di salutare: se siamo all’inizio della giornata: “le auguro una buona giornata”. Io, quando scrivo un’email all’inizio di settimana, saluto con “buon inizio di settimana”.

    (Fonte: Luisa Carrada, esperta di comunicazione aziendale)

  6. Paoblog
    17 settembre 2013

    Comunque sia, a prescindere dal “Buongiorno” o dall’Egr. Sig.”, resta il fatto che ricevere una mail senza Oggetto e senza nessuna forma di saluto, (tranne un “Salve” una volta) secondo me è un pessimo modo di approcciarsi…

  7. Morbida Dolcezza
    17 settembre 2013

    Per quanto riguarda il buongiorno, non sono molto d’accordo con te quando dici che una mail è come una telefonata scritta. Mi spiace ma non è proprio così.

    La telefonata è in diretta e si interagisce in contemporanea con l’altra in persona e non in differita, quindi ci deve essere per forza una certa prontezza nel pensare e rispondere in merito. Quando scrivi hai tutto il tempo per leggere, pensare e formulare al meglio ciò che vuoi dire.

    Direi che il buongiorno sicuramente è una cosa gradita ma se non conosci la persona alla quale stai indirizzando il CV, credo sia meglio essere formali e iniziare con un Egr. Sig. XXX oppure Spett.le XXXX. Che poi chi ti dice che non lo leggerà alla sera?

  8. Francesco
    17 settembre 2013

    Sono d’accordo con l’idea della “telefonata scritta” e quindi con il buongiorno.

    In ogni caso, meglio il comportamento eccessivamente formale di questo lettore che dei tanti che non usano alcuna forma di saluto.

    Io spesso, quando scrivo mail a persone con cui non ho particolare confidenza e voglio usare un minimo di forma utilizzo la formula “Gent.mo dott” o “Gent.mo Mario” per esempio.

  9. andrea
    17 settembre 2013

    non sono d’accordo con il “buongiorno”:
    – la e-mail è equiparabile ad una lettera, quindi (a mio avviso) l’incipit è “Egr.sig.” oppure “Spett.le ditta”;
    – alla fine…i distinti saluti

    cordialmente
    Andrea

  10. Pingback: Ricevo molti CV via mail; è un peccato cestinare tutta questa professionalità inutilizzata… | Paoblog

  11. Madamin
    19 aprile 2013

    Allora, cosa devo pensare?

    Mi arriva un cv accompagnato da una bella lettera introduttiva…ho detto “ma guarda, che educato”.

    Dato che non riesco ad aprile il file gli scrivo chiedendo (con il “lei”) di rimandarlo e lui cosa fa?

    Mi risponde come qui sotto…

    “ciao prova a vedere se riesci ad aprirlo”

    Ma io dico, la forma è importante, se uso il “lei” perchè mi rispondi “ciao”?

    Va bè, ovviamente cestino il tutto e che si arrangi…

  12. Madamin
    10 aprile 2013

    Io ho fatto la stessa cosa la settimana scorsa, prendendo spunto da te (ho detto “va là che provo anch’io adesso”) e ho risposto a una ragazza che chiedeva lavoro per sè e per il fidanzato, senza nè buongiorno nè buonasera e chiedendo una risposta immediata

    Ho scritto alla signorina che, se vuole essere presa in considerazione da chiunque, deve prima di tutto salutare, poi presentarsi e poi chiedere cortesemente di prendere visione del cv ed eventualmente mettersi a disposizione per ulteriori informazioni.

    Poi le ho detto che, visto che esigeva una risposta immediata, non avevo alcuna opportunità per lei e neanche per il suo fidanzato.

    Comunque la mail era “ho bisogno di risposta immediata” (senza niente altro) perciò puoi ben capire….. (io, in realtà l’avrei cestinata subito, ma ti ho pensato e ho pensato di fare un’opera di bene…)

    • Paoblog
      10 aprile 2013

      comunque sia, così come è vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire (o proprio non è in grado di capire) dal mio punto di vista, soprattutto quando si tratta di giovani che effettivamente hanno la strada in salita a prescindere (ed è in ogni caso anche colpa della scuola, che non li forma, meno che mai nei piccoli dettagli che talvolta fanno la differenza…) ritengo che non mi costi nulla essere gentile e dare un paio di consigli…

      mi spiace per loro, soprattutto quando hanno l’umiltà di accettare il consiglio e ringraziare .. se una cosa non te la insegna chi dovrebbe, non è neanche poi così facile vedere le carenze e migliorarsi…

      questo perchè di fatto, confrontandosi solo con coetanei con le stesse carenze o con persone che potrebbero correggerli, ma se ne fregano, va da sè che non potranno mai capire di doversi migliorare…

      • Madamin
        10 aprile 2013

        Hai ragione su tutto; la colpa maggiore è della famiglia e poi la scuola.

        Se la famiglia ti insegna l’educazione, tante cose vengono naturali. Poi la scuola dovrebbe insegnarti a rapportarti con la società, con il mondo del lavoro e con la comunità in generale.

        Queste due figure oggi sono piuttosto “latitanti”…(infatti la recrudescenza del fenomeno del bullismo ne è un sintomo).

  13. Paoblog
    10 aprile 2013

    ieri mi ha scritto un altro ragazzo allegando il CV e facendo i soliti errori:

    niente oggetto, un salve in apertura ed una mail inviata a più destinatari con gli indirizzi in chiaro…

    va da sè che gli ho fatto il solito gentile discorsetto, per il quale mi ha ringraziato….(è veramente gentilissimo, grazie mille per i suoi consigli! ne farò tesoro!)

    resta il fatto che a dispetto dei vari smartphone o tablet che usano con disinvoltura, questi giovani hanno spesso delle carenze preoccupanti circa le modalità d’uso e composizione della posta elettronica.

    io non demordo 😉

    • Francesco
      10 aprile 2013

      È una situazione sconcertante.

      Lo sto notando ancor di più ora che ho molto intensificato l’uso della mail in ambito lavorativo con persone di diversi ambiti sociali e ruoli lavorativi.

      Tanti, troppe persone non rispondono alle mail.

      Per esempio, il tipografo a cui mandi un lavoro (mi è capitato con almeno due casi, di recente) in file allegato alla mail, iniziata con saluti (Ciao, per questione di confidenza, in un caso
      e Buongiorno nell’altro, e terminata con Buon lavoro in entrambi i casi).

      Ebbene: hanno acquisito il lavoro (il file allegato), stampato, prodotto, eccetera senza rispondermi.

      Buona educazione vorrebbe che, verificato il file come a posto rispondessero: Grazie, tutto ok, buon lavoro anche a te. Invece niente.

      Oppure l’assessore, giovane e dinamico, visto che si atteggia a persona di mondo che per professione lavora in radio e nelle discoteche, dunque che si presuppone “giovanile” e che gira con due smartphone che, ormai l’ho capito, non è capace di aprire i file in allegati per vedere i bozzetti che gli mando e non lo confessa…

      E poi altri casi ancora: tutti sconcertanti.

      Naturalmente, poi. ci sono anche tante persone educate con cui è piacevole scambiarsi mail anche di lavoro.

      Non bisogna demordere.

  14. Paoblog
    18 marzo 2013

    ennesima risposta del ragazzo:

    Buongiorno,
    per quanto riguarda la sua correttezza nel rispondere ritengo che lei dovrebbe esser d’esempio a tutti; in questo momento di crisi economica,di confusione politica, le conseguenze ricadono principalmente sul mondo del lavoro e sinceramente penso che i ragazzi della mia età senza aver conoscenze e senza esser nati in una famiglia benestante saranno quelli che non avranno mai un futuro stabile.

    A mio parere ritengo di avere un C.V valido, gli errori sono ammissibili per ragazzi come me e sono causati dalla inesperienza, ma assessori che non sanno mandare e-mail non è accettabile.

  15. Paoblog
    18 marzo 2013

    Il ragazzo ha scritto nuovamente e dimostra di esere sulla buona strada; un pizzico d’umiltà, voglia di imparare e migliorare.

    Speriamo che abbia anche un pizzico di fortuna.

    °°°

    Buongiorno, questo dialogo digitale è la prova che nella vita non si smette mai di imparare.

    Colgo l’ occasione per ringraziarla degli ottimi consigli e sperando che utilizzandoli mi possa chiamare qualcuno perché ho grandissima voglia di lavorare.

    Ringraziando ancora per la gentilezza le pongo i miei più cordiali saluti.

  16. Paoblog
    18 marzo 2013

    Mi ha scritto il ragazzo del CV:

    Salve, ringrazio per l ‘attenzione e per il consiglio.
    A vostro parere sarebbe stata buona questa breve presentazione’

    “Salve, in allegato vi è il mio C.V, in attesa di una vostra risposta ripongo cordiali e distinti saluti.
    Ringrazio per l’attenzione.”

    °°°
    A prescindere che ancora una volta non ha messo l’Oggetto nella mail, gli ho risposto che per iniziare una mail, niente è meglio di un “Buongiorno”.

  17. Francesco
    17 marzo 2013

    Cara Madamin,

    sono assolutamente d’accordo con te: i casi estremi – ma forse, purtroppo, talmente frequenti da non aver più valenza di estremo – da te citati figurano una realtà davanti alla quale è sicuramente ancor più che probabilmente impossibile mantenere la pazienza adeguata per non solo tollerare ma anche provare ad aiutare.

    Perché nei casi da te citati a esempio non c’è, sicuramente, “semplice” ignoranza quanto presunzione, maleducazione, apatia, ristrettezza mentale, svogliatezza come minimo.

    Si suol dire: «aiutati che “Qualcuno” ti aiuta».

    È ovvio che pazienza e tolleranza, ancor di più volontà di venir incontro possono essere, auspicabilmente, un punto di partenza, una base di atteggiamento comportamentale. Ma che prevede almeno un minimo di disposizione da parte dell’altro a voler ricevere aiuto.

    Per poter essere aiutati c’è bisogno di questa prerogativa: umiltà.
    Una delle sfumature caratteriali e mentali più belle: ricevere è bello
    solo se si ha rispetto per chi vuol dare e, al tempo stesso, per se stessi riconoscendo le proprie debolezze come un atto non di manifesta inferiorità quanto di bellissimo saper cogliere le opportunità di crescita.

    Quella umiltà che, credo, deve essere stata propria del ragazzo che ha ringraziato Pao dei consigli elargiti senza presunzione ma con gentile saggezza e premura.

    Quella umiltà che, sicuramente, abbiamo avuto tutti quanti noi affinché si sia come siamo: disposti a non fermarci mai di apprendere.

    Insomma, il mio era un discorso abbastanza generale: sinceramente sono rimasto molto sconcertato dall’apprendere dai tuoi racconti di esperienza vissuta come ci sia un livello di maleducazione e non disponibilità a migliorarsi che, davvero, non è solo “semplice” ignoranza.

    Un abbraccio e buon lavoro!

  18. Francesco
    16 marzo 2013

    Aggiungo questo pensiero che, in qualche modo, può essere inerente a certi atteggiamenti comportamentali di ragazzi che già nel presentare un curriculum denotano quanto meno svogliatezza e mancanza di impegno.

    L’altro giorno avevo inviato in tipografia alcuni file di lavori da stampare (pieghevoli, manifesti e locandine di vari formati relativi a una manifestazione culturale) accompagnando la spedizione elettronica da file di spiegazione molto puntigliosi come mio solito (cosa che ha sempre incontrato favore e suscitato elogi da parte di chi riceve e deve lavorare su ciò che mando) e, ovviamente, il mio “classico” modo di presentarmi con saluti, spiegazioni e, in calce alla mail, la mia spontanea formula «a disposizione in qualunque momento e caso per chiarimenti ed eventuali problemi, grazie e buon lavoro»

    come credo si DEBBA tra persone che concorrono allo stesso risultato unendo le diverse capacità lavorative.

    Spirito di collaborazione, insomma.

    Questo dovevo: perché tutto il resto (tirature, che pure comunque avevo specificato, e altri dettagli di produzione) erano compito di un dirigente dell’Ente pubblico che commissiona (ufficialmente: ovvero quello che paga e che ha scelto la tipografia, da esso preferita per rapporti “amichevoli”) che aveva richiesto il preventivo all’addetto commerciale della tipografia.

    Tale addetto commerciale lo conoscevo solo di “fama” (tramite amicizie comuni e perché organizza un celebre festival jazz estivo, bello ma “chiacchierato” perché riceve molti soldi da alcuni enti locali) e non ne avevo bella impressione.

    Anche se, lo ammetto, era più antipatia preconcetta.

    Ho scoperto, invece, che egli mi conosceva di “fama” per i miei lavori
    e mi stimava già prima di oggi.

    Stamattina mi chiama perché, rientrato dalla Germania per lavoro,
    aveva trovato questo lavoro da mettere in produzione (di fretta)
    senza che il committente (l’Ente pubblico) gli avesse spiegato
    tutti i dettagli produttivi.

    Gli dico, nonostante fosse ora di pranzo: dammi un’ora e mezzo di tempo e vengo io così ti spiego io bene tutto e ti chiarisco cosa si deve fare.

    Nonostante significava fare un bel po’ di chilometri di macchina.

    Accelero tutto, rientro a casa (ero in giro), mangio al volo qualcosa,
    e mi precipito (prudentemente però!”) in tipografia al confine con la Campania, arrivando prima del pattuito.

    Metto tutto in ordine: scrivendo un foglio di lavoro (mettendo in ordine file, tirature, tipologie di supporto, formati, ecc…) come sono abituato a fare con le tipografie con cui ho sempre lavorato, ma che non mi era stato richiesto. e che non mi sarà pagato.

    Però ho chiarito le idee al responsabile di produzione, ho accelerato il lavoro e ho incassato i complimenti di quell’addetto commerciale che ritenevo, probabilmente sbagliando, presuntuoso e altezzoso.

    Questo per dire: non si dovrebbe mai smettere di avere umiltà
    e di dimostrarsi disponibili. se si può.

    Anche a proprio vantaggio: magari domani quelle persone se ne ricorderanno.

    E, comunque, si salva (come nel mio caso) il lavoro fatto, non rischiando che delle incomprensioni tra addetti commerciali committenti e riceventi commettano errori.

    • Madamin
      16 marzo 2013

      Per quanto riguarda la disponibilità sul lavoro a prescindere dall’idea che ci si è fatti di una persona, sono d’accordo: se si riesce è meglio spendere qualche ora in più a spiegare prima piuttosto che fare gli altezzosi e perdere tempo dopo a sistemare le cose che non vanno.

      La gentilezza poi, secondo me, nel lavoro specialmente, paga sempre (quando non succede almeno non potranno mai dire che sei stato maleducato o non disponibile).

  19. Francesco
    16 marzo 2013

    Penso che tu abbia proprio fatto bene, in questo caso come nel precedente citato, a rispondere offrendo consigli su come scrivere un CV almeno “decente“ e professionale.

    Oltre a suggerire – come farebbe un genitore, un fratello maggiore, un insegnante premuroso – le regole della buona educazione.

    Che non sono solo regole di vita sociale e di etichetta comportamentale, ma soprattutto e prima di tutto un modo per sentirsi bene, a proprio agio, sereni: come lavarsi ogni mattina prima di iniziare la giornata.

    Dunque: un atto di bene verso di sé.

    Scrivo questo perché – da incorreggibile ottimista nel pessimismo e, soprattutto, da persona che riserva sempre indefessa fiducia negli altri – ritengo, o forse solamente spero, che i giovani i quali sono “abituati” a presentarsi in questo modo che definir indecente è anche poco lo facciano esclusivamente per ignoranza, per mancanza di conoscenza e per incapacità di affrontare la vita non come se fosse quel teatrino virtuale cui sono malamente abituati da alcune “convenzioni” culturali e sociali imperanti oggi.

    Certo: gli strumenti per “acculturarsi” oggi sono appannaggio di tutti, chi di più chi di meno: si potrà dire che manifestare certe mancanze è già una colpa o, quanto meno, segno di pigrizia mentale.

    Ebbene: a simili obiezioni non potrei, davvero, opporre difesa adeguata.

    • Madamin
      16 marzo 2013

      Francesco è bravissimo, si sa, è un animo buono e gentile e sono certa che si metterebbe lì a spiegare in modo dettagliato come si compongono un cv e una lettera di presentazione.

      Gli vorrei far vedere certi cv pubblicati sul sito di lavoroturismo in occasione di alcune ricerche di personale che avevo messo in atto, da piegarsi in due totalmente dalle risate.

      In questi casi però, scusa, ma, non mi va di perdere tempo a spiegare a queste persone come dovrebbero fare perchè, ti garantisco che quando mi è capitato di parlare con qualcuno di questi soggetti (lo faccio più che altro per curiosità), neanche sanno perchè rispondono alle inserzioni, non le leggono: se io sto cercando un cameriere di sala bar serale, e tu rispondi all’inserzione, si suppone che sia disposto a lavorare la sera…

      e invece no, vogliono lavorare di giorno perchè non vogliono usare la macchina (e questo mi è successo un paio di volte) oppure recentemente, un barman ha portato il cv due settimane fa, dicendo alla cassiera che aveva bisogno di lavorare, che era bravo a fare i cocktail, ecc. ecc.

      Lo chiamo e questo cosa mi dice?

      “No, guardi che stavo cercando lavoro di giorno, non voglio più lavorare la sera”.

      Ma brutto stupido, mi spieghi chi si beve mojito, capiroska e affini di giorno? Se sei un barman e vuoi fare il barman DEVI LAVORARE LA SERA!

      Perciò, io tutta la pazienza di Francesco non ce l’ho. Comunque a parte questo, ci sono lettere di presentazione che sono tutte un programma….vogliono scrivere bene e, credendo di farlo, invece tirano fuori certe tavanate….ne avevo stampati due un paio di mesi fa, guarda, se li trovo te li mando…poi chiediamo anche il parere di Francesco…

  20. Morbida Dolcezza
    15 marzo 2013

    Hai fatto bene a scrivergli così. Se è una persona intelligente apprezzerà sicuramente.

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