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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Confessioni ultime

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Le uniche parole che meritano di esistere sono quelle migliori del silenzio, diceva Juan Carlos Onetti. Le parole di questo libro sono lontane anni luce dall’essere migliori del silenzio. Stare zitti sarebbe stato ideale ma io di tacere non sono capace e tantomeno uso parole migliori del silenzio. Questo è tutto, tutto qui dentro. Amen. (Mauro Corona )

Pensieri e racconti di vita. Le Confessioni ultime di Mauro Corona sono il diario intimo di “un sognatore”. Un autoritratto che richiama in alcuni passaggi l’indimenticabile tradizione degli scritti morali, da Seneca al filosofo e samurai Jōchō Yamamoto, e si trasforma con impennate improvvise in un personalissimo sfogo sull’attualità e la politica.

Suoni e basta, le parole hanno perso consistenza, volume, spessore, e con loro la vita. Le Confessioni prendono forma da queste parole ormai vuote. Libertà, silenzio, memoria, corpo, fatica, invidia, orgoglio, competizione, amore, amicizia, dolore, morte, Dio e la fede.

Una rappresentazione laica profonda e illuminante: “Sono un grande peccatore, ma per tradizione e per educazione spero in Dio, e lo rispetto a modo mio. Spero in Dio, però non so più dov’è finito… Diceva Zvi Kolitz: ‘Caro Dio, io credo in te nonostante te’”.

Con un videoreportage di Giorgio Fornoni. Le splendide musiche di Nick Cave e Warren Ellis, tratte dal film “The Assassination of Jesse James”, accompagnano Mauro Corona in un viaggio a Erto, “paese di crolli e di dolore”, cinquant’anni dopo la tragedia del Vajont.

Dalla tana rifugio in cui vive e lavora ai luoghi della sua quotidianità, 44 minuti che raccontano in presa diretta uno tra gli scrittori italiani più letti e amati.

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Questa voce è stata pubblicata il 22 aprile 2013 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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