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Stop alla caduta dei capelli? Sogno difficile da realizzare

 leggo su E-R Consumatori

Stop alla caduta, ricrescita, rinforzamento, aspetto sano, lucentezza… Le promesse degli integratori alimentari per capelli non mancano davvero, così come non difettano le proposte delle industrie sugli scaffali delle farmacie.

E’ bene chiarire che la caduta, nei limiti di circa 50 capelli al giorno e in modo uniforme sulla testa, è fisiologica e più marcata in stagioni di transizione (autunno-primavera), quando arriva fino a 100-200 capelli.

Ma questa “muta” non è causa di calvizie definitiva, né di eventuale diradamento, a patto che un corretto ricambio con nuovi capelli mantenga l’equilibrio. In caso contrario, il “telogen effluvium” – letteralmente caduta dei capelli “in riposo”, dovuta al passaggio di un elevato numero di follicoli dalla fase anagen di crescita, a quella telogen di riposo – deve destare sospetto.

“Quando si parla di caduta di capelli si deve far riferimento a varie cause”, spiega Marcella Ribuffo, dirigente medico presso l’ambulatorio di tricologia medica dell’Idi, l’Istituto dermopatico italiano. “La più diffusa – sostiene – è l’alopecia androgenetica, conosciuta come calvizie, legata a ormoni androgeni ed ereditata geneticamente, che riguarda più spesso gli uomini. C’è poi una caduta dovuta a fattori che alterano il normale equilibrio del metabolismo, come la menopausa. Ma spesso, e sono i casi in cui gli integratori possono giovare maggiormente, a indebolire il capello subentrano altri fattori come fumo, stress, febbre elevata, diete dimagranti, carenza di ferro, interventi chirurgici o l’assunzione di alcuni farmaci, in particolare ansiolitici, anticoagulanti e antidepressivi”.

Fondamentale la diagnosi, per non spendere soldi e non perdere inutilmente tempo prezioso. Prima di lanciarsi in acquisti compulsivi, dunque, è meglio consultare un esperto che possa diagnosticarne l’origine del problema e indicare, se serve, l’integratore più adatto.

Alopecia androgenetica – È in generale la più diffusa, riguarda il 40% degli uomini tra i 30 e i 40 anni, ma anche molte donne ed è legata a fattori ormonali. Si manifesta con diradamento centrale e stempiatura sempre più ampia. E ci si può fare poco.

Gli unici farmaci che si dimostrano efficaci sono la finasteride e il minoxidil, ma vanno utilizzati solo sotto controllo medico, con possibili effetti collaterali che possono portare fino alla sterilità e comunque mai in gravidanza. Non risulta accertata l’utilità, in questo senso, di estratti da semi zucca, proposti da alcuni prodotti come funzionali.

Contro la seborrea – che, come gli ormoni maschili, ha effetto infiammatorio sul bulbo – vengono usati anche vitamina B5, Biotina e zinco. Ma anche su questi ingredienti mancano studi che ne confermino l’efficacia.

Per le donne la caduta dei capelli può avere diverse cause, oltre all’alopecia androgenetica: nelle giovani può esser dovuta ad anemia per ciclo abbondante, o a carenza di ferritina, deposito di ferro.

Per questi casi esistono preparati che contengono derivati dell’acido folico e della vitamina C, che aiutano a captare il ferro. In altri casi la causa scatenante è la menopausa: con il cambiamento ormonale, il capello si assottiglia e diminuisce in quantità perché invecchia più rapidamente.

Cosa che può avvenire anche dopo il parto. È simile l’effetto quando si sospende la pillola anticoncezionale poiché gli ormoni rallentano il normale ricambio del follicolo e prevengono la caduta fisiologica.

“Sono quindi utili in questo caso antiossidanti come vitamina C, E, the verde, estratti di arance rosse o vitis vinifera che contrastano invecchiamento follicolo”, spiega la dottoressa Marcella Ribuffo, dell’Idi. “Ma spesso – aggiunge – per modulare eventuali squilibri ormonali vengono inseriti tra gli ingredienti di integratori specifici anche gli isoflavoni e i polifenoli caratteristici della soia e di altri vegetali, come il trifoglio rosso, in grado di mimare l’azione fisiologica degli ormoni femminili estrogeni”.

Contro la calvizie, non c’è nulla da fare. Per la caduta di capelli legata ad altri fattori, bisogna pensare a risolvere la causa che l’origina. Non ha molti dubbi il professore Gioacchino Calapai, dell’ambulatorio di Medicina naturale del Policlinico di Messina: è bene non lasciarsi troppo affascinare dagli integratori.

Tutti bocciati gli integratori alimentari per capelli?

Al momento non esiste nulla che possa far ricrescere i capelli alle persone calve. Risultano efficaci, anche se non in tutti i soggetti, i prodotti che contengono estratti vegetali ottenuti dalla pianta Serenoa Repens, oggi utilizzati con successo nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna.

Questa pianta sembra essere efficace anche nella cura dell’alopecia androgenetica (caduta dei capelli sostenuta da disordini endocrini) nell’adulto, con un’azione simile, anche se non sovrapponibile, alla finasteride. Negli integratori ne viene usata una piccola quantità non come agente ormonale (anche perché in quel caso l’integratore si trasformerebbe in farmaco vero e proprio) ma come antiseborroico.

Si dice che l’invecchiamento sia favorito dai radicali liberi, serve l’azione di contrasto di antiossidanti?

Dell’efficacia degli antiossidanti in questo senso non ci sono molte evidenze scientifiche, fatta eccezione per l’uso del the verde, anche attraverso applicazione topiche. Ma, al momento, la sua efficacia non è stata sempre confermata.

Nel caso di carenze alimentari specifiche gli integratori potrebbero funzionare?

Sì, ma è bene chiedere consiglio a un medico, che individui e curi l’origine del problema, non la conseguenza, ovvero la caduta dei capelli. Esiste in commercio una vasta gamma di integratori alimentari la cui efficacia non è provata in senso assoluto ma che, in caso di modeste perdite di capelli dovute a momenti di stress, cambio di stagione, malnutrizione, grazie alla presenza di proteine, vitamine e minerali possono potenzialmente contribuire alla “salute” del capello nutrendolo e rinforzandolo.

Ma stiamo attenti: è un campo che vanta effetti che non corrispondono e spesso vengono usati termini che illudono il consumatore. Ci sono persone che hanno speso fortune in cambio del nulla.

Sono più o meno efficaci di applicazioni topiche con lozioni e shampoo?

Il vecchio minoxidil, vasodilatatore, favorisce l’ossigenazione e la nutrizione a livello del bulbo pilifero e può avere un minimo effetto di ricrescita di una peluria, ma non ha effetto sulla calvizie.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 giugno 2013 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Salute & Benessere con tag , , , , , , , .
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