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L’ibrida non “dovrebbe” pagare nelle strisce blu, tuttavia…

IS-300h-653x250_tcm884-1212845Il titolo è per forza di cose condensato ovvero mi riferisco solo a quei comuni come Roma, Perugia, Bologna e Genova (non Milano, ad esempio, ci mancherebbe…) che esentano dal pagamento nelle strisce blu le auto ibride, cosa questa che incentiva ulterioremente il loro utilizzo, soprattutto oggigiorno che la gamma dei modelli si è ampliato offrendo perciò prezzi alla portata di molti e che, usufruendo dello specifico Gruppo d’Acquisto Ibrido, possono migliorare ulteriormente.

Eppure a quanto leggo a corredo dell’articolo di Auto circa la prova della Lexus IS (bella macchina, ma fuori portata dal mio c/c e, in ogni caso, troppo “grossa” per me…) si scopre che come sempre la burocrazia ci mette lo zampino.

Si scopre infatti che per quanto riguarda le strisce blu l’automoblista è nelle mani del vigile o dell’ausiliario ovvero deve sperare che riconoscano come tale l’ibrida, sennò…multa.

Il suggerimento quindi è di esporre la copia del parte del libretto dalla quale si capisce che l’auto è ibrida, anche se la soluzione migliore è quella adottata da alcuni Comuni italiani che forniscono un tagliandino da esporre a fronte della compliazione di un modulo compilato dalla concessionaria.

Volendo cercare il pelo nell’uovo, mi vien da pensare all’automobilista milanese con ibrida che paga le strisce blu e si reca in un comune esentato. Non avrà il talloncino esposto e si prenderà i suoi rischi?

E, al contrario, pensiamo a quello che nel suo comune è esentato e parcheggerà, per abitudine, nelle strisce blu senza pagare. Colpa sua, certo, ma non sarebbe il caso di adottare una politica comune a tutto il territorio?

Ops, scusate, sono scivolato nell’utopia.

D’altro canto siamo maestri nel complicare le cose, a danno dei cittadini, ovviamente … 😉

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