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Antibufala: allarme per tonno radioattivo nelle scatolette

AntiBufalaNegli ultimi giorni ho notato un notevole incremento nelle letture del post sul numero FAO e mi chiedevo il perchè; poi ho letto questa segnalazione di Paolo Attivissimo ed ho capito tutto.

Ancora una volta la gente si mette  alla ricerca di informazioni a seguito di quanto scritto in una Bufala, nata peraltro tempo fa. Ed inoltrando senza verificare, oltre che fare inutile allarmismo e disinformazione, create un danno d’immagine alle aziende dove c’è gente che lavora.

Piuttosto, leggi questa: I nostri figli vedranno il pesce solo in fotografia, se non si ferma l’ipersfuttamento del mare. L’82% circa delle riserve ittiche europee e più della metà (il 63%) di quelle atlantiche possono considerarsi esaurite.

Ti sembra una bufala? Ti spinge a dlffonderla ed a cercare informazioni? Faresti bene, perchè è tutto vero.

Scrive Attivissimo:

Questo è il testo di un allarme che circola nei social network: “CONTROLLATE IL TONNO PIU’ ECONOMICO CHE TROVATE NEI SUPERMERCATI, DOVE C’E’ STAMPATO FAO 61 o 71 E’ TONNO PROVENIENTE DAL MAR DEL GIAPPONE DOVE E’ STATA RIVERSATA L’ACQUA CONTAMINATA DI FUKUSHIMA. Molti produttori fanno inscatolare il tonno in località NON SOSPETTE con etichette italiane o europee per NON far capire che il pescato proviene dal Giappone. Controllate sempre il NUMERO FAO.

è decisamente inquietante, ma invece di farsi prendere dall’emozione è meglio ragionare sui fatti. In breve:

– il numero FAO indica davvero la zona di pesca
– la radioattività di Fukushima è stata davvero rilevata nel pesce pescato nella zona
– è a livelli insignificanti rispetto alla radiazione naturale media

Bufala, insomma. Per i dettagli ho scritto questo articolo per la Radiotelevisione Svizzera

Leggi anche l’articolo de Il Fatto Alimentare

° ° °

Da dovunque lato la si guardi, non c’è proprio niente di vero.

Scrive Coop:La zona coinvolta dal terribile incidente nucleare è la 61 e non la 71. Come Coop non acquistiamo né abbiamo mai acquistato tonno proveniente dalla zona FAO 61 – Oceano Pacifico del Nord Ovest, zona che comprende l’area del Giappone, l’unica dichiarata eventualmente a rischio, secondo quanto indicato dall’Unione Europea. Inoltre per i nostri prodotti a marchio Coop si utilizza  il tonno a pinne gialle, che non vive in quelle acque per via delle temperature troppo basse… Sulla confezione dei prodotti Coop è indicata sempre sia la specie sia la zona di pesca.

Le fa eco AsdoMar, nella pagina dedicata proprio all’argomento: “Non acquistiamo né abbiamo mai acquistato tonno proveniente dalla zona FAO 61. Utilizziamo per le nostre produzioni esclusivamente tonno a pinne gialle pescato nelle calde acque tropicali degli oceani Indiano (zone FAO 51 e 57) e Pacifico Occidentale Centrale (zona FAO 71) lontano dalle acque antistanti il Giappone”.  AsdoMar continua dicendo che: “già dal 2011 monitoriamo l’eventuale presenza di isotopi radioattivi attraverso misurazioni che vengono effettuate direttamente allo scarico dei tonni dell’oceano Pacifico che arrivano interi nel nostro stabilimento”.

Scrive Agnese Codignola sul Fatto Alimentare: I due comunicati lasciano trasparire la preoccupazione delle due aziende per un danno di immagine che potrebbe essere tanto grave quanto immotivato. La normativa sull’etichettatura dei prodotti ittici non prevede l’obbligo dell’indicazione della zona di pesca per il tonno in scatola ( l’obbligo è valido solo per quello fresco).

È dunque una decisione dell’azienda quella di indicare la zona: Coop e AsdoMar hanno deciso di fornire questa informazione ai consumatori e, purtroppo, ne stanno pagando un prezzo assurdo.

L’unico modo per contrastare le bufale presenti in rete che spaventano senza motivo i consumatori è fornire un’informazione corretta a chi vuole capire come stanno le cose e non cadere vittima di infondati allarmismi.

 

3 commenti su “Antibufala: allarme per tonno radioattivo nelle scatolette

  1. Pingback: Zone FAO, la mappa delle zone di pesca | Paoblog

  2. silva
    5 ottobre 2013

    ma…so solo che fate fare una gran confusione a tutti!

    • paoblog
      6 ottobre 2013

      a me sembra che la confusione la crei chi diffonde notizie false e non chi spiega perchè siano tali.

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