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Promozioni e sconti al supermercato? L’Antitrust rivela tutte le furberie.

sconto supermercatoun’ampia sintesi di un articolo di Valentina Murelli & Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare.

La Pira dice che Pochi sanno che spesso dietro le promozioni si nascondono veri e propri atteggiamenti vessatori delle catene di ipermercati e supermercati…”,  ma quello che leggo non mi stupisce affatto, forse sono fra i pochi quelli che, pur non essendo un addetto ai lavori, sono informato dei fatti. 

Leggere gli articoli scritti in passato da La Pira sicuramente aiuta, ma anche quanto letto recentemente circa l’Articolo 62 la dice lunga sullo strapotere di certe aziende.

Situazione alla quale sono abituato in prima persona, visto che recentemente ho scoperto che la nostra azienda è finita sulla Lista Nera di un certo Gruppo, per una colpa gravissima in questa Repubblica delle Banane ovvero pretendere il pagamento di una fattura.

Ma come ci siamo permessi di rivolgerci ad un legale per riuscire a portare a casa la somma di 752 €? Giusto punire tanta audacia!!

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Torniamo all’articolo di La Pira. Leggere ad un certo punto che a me fa venire in mente una certa mentalità di stile mafioso: Tra i servizi c’è una vera e propria “tassa” da pagare per vedere inseriti i prodotti nell’assortimento.

Il produttore è dunque costretto a comprare servizi di promozione che magari non vorrebbe (le piccole aziende non sono in grado di controllare se e come vengono portate avanti le promozioni correlate ai contributi), tanto che il 60% dei fornitori ritiene inadeguata la prestazione ottenuta rispetto al compenso versato. Tutto ciò vuol dire che le offerte presenti ogni giorno sono tutte a carico del produttore.

Essendo per l’appunto informato dei fatti, ma avendo un portafoglio uguale agli altri, va da sè che anch’io ho la necessità di approffittare di queste offerte al ribasso, ma capita che di fronte a certi sconti esagerati, dica alla Signora K: “super offerta un corno, sappiamo bene a chi fanno pagare lo sconto”.

E’ difficile fare sempre la cosa giusta,  Però ci si prova, quando si può.  In ogni caso essere Consumatori Informati è il primo passo per essere Consumatori Consapevoli.

Continua l’articolo: Sconti, offerte volantino, carte fedeltà, 3×2: oggi più che mai il consumatore è caccia al prezzo migliore. Pochi sanno che spesso dietro le promozioni si nascondono veri e propri atteggiamenti vessatori delle catene di ipermercati e supermercati nei confronti delle aziende di dimensioni medio piccole, costrette a sottoscrivere condizioni contrattuali inique pur di non vedere sfumare l’accordo.

È quanto emerge da un’indagine conoscitiva dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato realizzata focalizzando l’attenzione sulla grande distribuzione organizzata (GDO). Il dossier pubblicato in agosto è molto articolato e si basa su informazioni acquisite direttamente presso le imprese (ne sono state “sentite” 500), intervistando anche i gestori dei supermercati. La situazione che emerge mette in luce una realtà di relazioni commerciali molto difficili tra le due realtà.

Il primo aspetto critico riguarda le cosiddette supercentrali d’acquisto, vere e proprie alleanze tra diverse catene di supermercati (anche concorrenti tra loro), che si mettono insieme nella fase di acquisto delle merci per spuntare prezzi migliori. Le 7 supercentrali attualmente presenti in Italia, aggregano 21 catene ma la composizione è molto fluida. Questa mobilità rende impossibile mantenere la segretezza degli accordi presi con le singole aziende, per cui alla fine tutti sanno tutto di tutti e la concorrenza si riduce, arrivando ad una certa uniformità delle condizioni di acquisto.

Un altro elemento da considerare riguarda la contrattazione con le aziende produttrici, che non si ferma a livello delle supercentrali, ma prosegue con ogni singola catena e poi ancora con ogni singolo supermercato. Questo comporta la sottoscrizione di numerosi accordi e contratti a vantaggio esclusivo del punto vendita.

C’è di più, molte aziende fornitrici lamentano il mancato rispetto dei termini di pagamento e la richiesta da parte delle catene di modificare – a proprio vantaggio – condizioni economiche già definite nel contratto, spesso in modo retroattivo.

Le richieste delle catene di supermercati sono un obbligo da esaudire per non essere esclusi dalla lista dei fornitori (delisting). Secondo l’indagine 3 aziende su 4 dicono di aver subito conseguenze negative per non aver assecondato le richieste, oltre al delisting si lamenta il peggioramento delle condizioni di acquisto nelle contrattazioni successive.

Nel caso foste convinti che tutto si scarica sulle aziende produttrici, per cui fatti loro, sappiate che non è così infatti nel proseguo dell’articolo spiegano che c’è anche un problema per i consumatori, in quanto il supermercato alla fine paga meno il prodotto, ma questo non comporta una ricaduta concreta nel listino.

Resta il fatto che nelle aziende fornitrici ci lavorano delle persone ed a furia di tirare il collo ai fornitori, imporre la riduzione dei prezzi, pagare in tempi lunghissimi, si rischia la chiusura, la perdita di posti di lavoro e della professionalità di migliaia di piccole aziende che, alla fine dei giochi, sono quelle che tengono in piedi il Paese.

Sia di monito quanto successo nel distretto di Forlì, dove questa logica ha azzerato decine di aziende che da anni costruivano divani. Senza contare il fatto che i soliti marchi del settore vendevano divani ad 8000 €, (tipico il caso citato di un noto marchio francese) pagandoli in realtà pochissimo.

5 commenti su “Promozioni e sconti al supermercato? L’Antitrust rivela tutte le furberie.

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  3. Poppea
    16 settembre 2013

    Ho sempre sostenuto che i supermercati hanno segnato la fine delle piccole botteghe, purtroppo è sta’ dura legge di mercato, io per alcune cose, tipo il pane, la frutta, la verdura mi rivolgo ancora al panificio o al banchetto che mette il contadino.

    Vedo che nei paesetti ancora la “botteguccia” regna, ad Allumiere ci sono due supermercati (piccoli) uno conad e uno metà ma le botteghe di alimentari sono sempre piene.

    • Paoblog
      16 settembre 2013

      verissimo, ma resto dell’idea che si possa lavorare con una certa Etica…

      io per principio non “strozzo” mai nessun fornitore, in quanto ritengo sia fattibile operare con un giusto prezzo per entrambi, dato che alla fine siamo tutti clienti e fornitori di qualcun altro..

      capita sicuramente la volta che hai la necessità di condizioni migliori o prezzo al ribasso, ma lo chiedo e se mi dicono di no, non finiscono certo su una Lista nera…

      ed infatti quando chiedo, in risposta mi becco mail di questo tenore:

      “Buongiorno Sig. Paolo ,

      non si preoccupi , la Sua richiesta, espressa come sempre con franchezza ed educazione, è sempre lecita ed oltretutto la “creatività” abbiamo dovuto impararla per forza in questi ultimi mesi/anni per riuscire a stare a galla…”

  4. Poppea
    16 settembre 2013

    Personalmente per certi prodotti tipo il caffè aspetto sempre le offerte, deve essere però della marca che consumo abitualmente.

    La stessa cosa per il salame/prosciutto della golfetta, aspetto l’offerta xchè a prezzo pieno secondo me è improponibile. E’ normale che il consumatore ne approfitti, soprattutto di questi tempi

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