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Car2go ha troppo successo a Milano e fa crescere il parcheggio selvaggio

Mi capita di vedere spesso auto di Car2go parcheggiate nei pressi dell’ufficio (periferia est di Milano) ed in un parcheggio in via Gassman (zona Q.re Adriano) ne vedo sempre 3 o 4, tutti i giorni. Nella foto ne potete vedere 2, ma in realtà anche oggi ce n’erano 4.

car2go

Ma così come capisco che l’azione di ladri e/o vandali colpisca queste auto (ma anche le altre e quindi è un problema di sicurezza per tutti, non solo per Car2go) condivido con il pensiero di Caprino; ridurre l’area di utilizzo penalizzerebbe ancora chi vive nelle periferie rispetto a chi vivo e/o lavora in centro, dove ci sono sicuramente meno problemi di mobilità.

D’altro canto che le azioni del Comune non siano molto logiche lo conferma il fatto che le prime 7 fermate della nuova M5, sull’asse di viale Zara-Fulvio Testi, non sono stati previsti parcheggi di interscambio, ma strisce blu.  Era già successo con il prolungamento della linea «gialla» alla Comasina, nel marzo 2011, e l’errore è stato ripetuto adesso con la «lilla».

di Maurizio Caprino

Se vi capita di girare per Milano in questi giorni, scoprirete un elemento nuovo, che si è inserito velocissimamente nel panorama urbano: una flotta di Smart bianche, con frasi a effetto dipinte sulle fiancate. Non si sono certo diffuse così per la livrea simpatica, ma per il fatto che erano un affarone: la Smart attuale è al capolinea della sua vita commerciale e già da almeno due anni è tra le top ten delle chilometri zero.

Ma a Milano se ne vedono così tante anche perché sono utilizzatissime: sono le vetture di Car2go, il nuovo operatore del car sharing che si è affacciato in città durante l’estate, raccogliendo già 40mila iscrizioni. La sua carta vincente sta nella possibilità di lasciare l’auto ovunque, senza la schiavitù di dover trovare uno dei posti dedicati (che ingessa la concorrenza, come GuidaMi dell’Atm).

Il rischio ora è che Car2go rimanga schiavo del suo successo. Perché in molti casi le Smart finiscono in periferia, dove poi è più difficile e costoso recuperarle a fine noleggio per metterle a disposizione del prossimo cliente.

Questo dimostra una sola cosa: il car sharing è più utile a chi abita in periferia, che ha così a disposizione un mezzo con cui entrare in centro e parcheggiare senza pagare per poi rientrare a casa senza i soliti patemi legati agli orari.

Infatti, sono le periferie a soffrire di più la mancanza o l’insufficienza dei mezzi pubblici, mentre per chi abita in centro o semi-centro è più facile rinunciare all’auto propria.

Dunque, se la giunta Pisapia vorrà continuare la sua guerra all’auto, dovrà stare molto attenta a non tagliare i collegamenti con la periferia.

Tanto più che potrebbe non avere più la “collaborazione” di Car2go, che pare stia studiando correttivi per non attirare così tanto la clientela periferica.

° ° °

scrive successivamente Caprino:

C’era da prevederlo e ci stiamo arrivando: il successo del nuovo e comodo car sharing di Milano sta iniziando a creare nuova sosta selvaggia. Perché c’è sempre qualcuno a cui stare comodo non basta e vuol muoversi in città in modo comodissimo, piantando l’auto come capita.

Tanto più che cercando un parcheggio regolare si spendono soldi, perché il “tassametro” continua a girare per tutto il tempo di utilizzo della vettura (addebitando 29 centesimi al minuto).

La tendenza è favorita dal fatto che Car2go impiega le Smart, la cui enorme facilità di parcheggio ha già stimolato l’inventiva e l’arroganza degli italiani in cerca di un posto.

Dunque, ecco la dimostrazione di come ogni soluzione ai problemi (del traffico, in questo caso) sia relativa e subordinata al fatto che non abbia troppo successo: il car sharing serve per diminuire il numero delle auto presenti nelle città, ma se poi lo usano in molti si mette comunque in crisi la città. Soprattutto se non ha parcheggi e trasporti pubblici sufficienti.

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